DONNE…. PAGATE IL CANONE

Pubblicato 16/02/2012 da paroladistrega

 

Ci alziamo la mattina barcollando come ubriache perché soffriamo di una stanchezza atavica: cioè, non abbiamo proprio più recuperato dalla nascita. Prepariamo il caffè, sistemiamo casa per quanto è possibile in dieci-quindici minuti di corse affannate, ci restauriamo un pochino per piacerci quel tanto che basta (e sottolineo piacerci…. non piacere agli altri….). Per chi è mamma, doppia dose di lavoro: vestimento prole, controllo zaini, tragitto in auto fino a scuola. E saluti di rito: “bacio bacio – a dopo – fai il bravo”.

Al lavoro, pelo sullo stomaco lungo qualche chilometro, perché tanto c’è sempre qualcosa che non va. Del resto, la perfezione non è di questa terra. E se il p.c. si accende senza danze propiziatorie e la stampante funziona, ci sentiamo già fortunate.

E con il mal di testa che ci perseguita da due giorni, i piedi gonfi (perché abbiamo voluto provare le scarpe nuove), il pensiero all’amica che non vediamo da mesi, le bollette dentro la borsa scadute da una settimana perché sistematicamente ci dimentichiamo di pagarle (forse speriamo che evaporino…), il tramezzino preso al bar e mangiato in due minuti scarsi, una telefonata veloce a casa per sapere se il tetto è ancora dove l’abbiamo lasciato, ci trasciniamo fino al termine della giornata lavorativa. Al termine? Quale termine? Ora inizia il bello!

Arriviamo a casa trafelate e con un diavolo per capello a causa del traffico, che è la maledizione del millennio. Ci leviamo  l’abitino da brava ragazza, indossiamo la nostra tutona da astronauta sulla luna e iniziamo la disinfestazione del luogo. Marito e figli compresi. E poi preparazione cena: taglia, affetta, sminuzza, polverizza, impasta, friggi, cuoci, impadella-spadella….

Sfamiamo la truppa e poi – mentre pensiamo con gioia  al conquistato diritto di vedere cinque secondi di tv sdraiate sul divano – ci giriamo e vediamo dentro quella scatola una tipa  in sospetto sciopero di mutanda che scende la scalinata del palcoscenico del festival di Sanremo. Minimo minimo, ci viene da dire: “mannaggia!  Non ho ancora pagato il canone!”

 

 

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5 commenti su “DONNE…. PAGATE IL CANONE

  • Siamo donne forte ,veramente perché la vita e anche fatica e sacrifici ,che fioriscono con il tempo Quando vedi dei bei risultati esp: la crescita dei figli ,persone che gli voi bene ,risultati positivi nel lavoro …. Ringraziamo dio che ci ha dato la salute quella che conta di più

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