LETTERA APERTA AI PARTITI: IL VOTO DELLE DONNE Lidia Castellani

Pubblicato 07/03/2012 da paroladistrega

SU INVITO DI LIDIA CASTELLANI, RIPORTO DI SEGUITO IL TESTO DELLA LETTERA APERTA AI PARTITI: IL VOTO DELLE DONNE.

Siamo cittadine di questo Paese, alcune di noi lavorano, altre studiano, sono disoccupate o dedicano il loro tempo alla famiglia. Ma tutte noi, nel lavoro, nello studio, fuori e dentro la famiglia, ogni giorno facciamo il nostro dovere, e lo facciamo al meglio perché ci crediamo.

Anche per questo non ci rassegniamo a lasciare questo Paese nelle mani di un’oligarchia, quasi tutta maschile, di “professionisti della politica”. Perché la politica riguarda la vita di tutte noi.  

Scriviamo questa lettera, anche a nome di tutti gli uomini che ne condividono lo spirito, sia a titolo individuale che a nome di varie associazioni e gruppi appartenenti alla società civile perché abbiamo deciso di cambiare l’unica cosa che possiamo cambiare subito: il nostro comportamento! Ve lo comunichiamo perché la cosa vi riguarda direttamente in almeno due punti: 

1) Nell’attesa che riusciate a mettervi d’accordo su una nuova legge elettorale che possa eliminare ogni discriminazione di genere, noi abbiamo deciso di votare solo per quei partiti che presenteranno liste con ugual numero di candidati dei due sessi.

Questo per rafforzare la presenza delle donne nelle istituzioni, dalle quali finora siamo state metodicamente escluse, in nome del principio di uguaglianza sancito dall’art.3 della Costituzione italiana.

Quindi:

I partiti che non presenteranno liste con il 50% delle donne tra i candidati, non avranno il nostro voto. 

2) Nell’attesa di una legge elettorale che restituisca il potere di scelta alle elettrici e agli elettori, abbiamo deciso di votare solo quei candidati e candidate che, attraverso i partiti che li sostengono, metteranno a disposizione dell’opinione pubblica la loro biografia completa, con la storia dettagliata del loro percorso professionale, patrimoniale e politico, ivi compresi meriti e competenze che noi ci riserveremo di controllare nella loro completezza e veridicità.

Questo in nome di una necessità di trasparenza essenziale al miglioramento della qualità della rappresentanza politica, sia maschile che femminile, che ormai si è ridotta a rappresentare soltanto se stessa.

Quindi:

I partiti che non forniranno i profili dettagliati delle loro candidate e dei loro candidati, non avranno il nostro voto. 

Se queste due richieste saranno disattese, non vi voteremo; lo faremo privatamente, a partire da noi stesse, dalla rete delle nostre relazioni familiari, amicali, professionali, e lo faremo pubblicamente, in modo più organizzato, utilizzando tutti i canali possibili delle donne e della comunicazione politica, sociale, culturale.

Poiché crediamo nell’urgenza di questa battaglia di democrazia e di civiltà, invitiamo tutte le cittadine e tutti i cittadini che ne condividono lo spirito a firmarla e a diffonderla.

Alle donne dei partiti che condividono le nostre richieste chiediamo di farsene interpreti presso le loro segreterie e di rendersi disponibili per un incontro/confronto che contiamo di organizzare al più presto.  

LIDIA CASTELLANI

COORDINATRICE DEL GRUPPO FB “LETTERA AI PARTITI: IL VOTO DELLE DONNE”

Chi desidera aderire scriva a: ilvotodelledonne@gmail.com   

specificando nome, cognome, professione (facoltativo) e città. 

 

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19 commenti su “LETTERA APERTA AI PARTITI: IL VOTO DELLE DONNE Lidia Castellani

  • Il mio partito è stato il primo ad avere una Segretaria donna (e ne ha avute più d’una nel corso degli anni: Adelaide Aglietta, Adele Faccio, Emma Bonino, Rita Bernardini), nel mio partito le cariche più importanti (ministro, commissaria europea, vicepresidente del senato) sono sempre andate ad una donna. Gli eletti in Parlamento del mio partito sono a maggioranza donne (5 a 4) ed abbiamo avuto per un certo periodo Segretaria, Presidente e Tesoriera donne.
    Il nostro Partito Transnazionale adesso ha per presidente un avvocato del Mali, nero e mussulmano, ma nel Consiglio generale ci sono molte donne ed una delle campagne più importanti che sta svolgendo è quella contro le Mutilazioni genitali femminili.

    Dunque non generalizziamo e se non sappiamo notare le differenze non prendiamocela con gli altri

  • Gent.mo Carlo Del Nero,
    …. noi “generalizziamo”? se lo facciamo ne abbiamo tutto il diritto.
    Vogliamo nasconderci dietro un dito e dimenticare secoli di lotte femminili per arrivare – finalmente – ad un diritto di voto nel 1946? Dunque per l’elettorato attivo. E adesso dobbiamo lottare per una giusta rappresentanza nell’elettorato passivo.
    Se poi il suo partito dà spazio alle donne, ben venga la cosa. Ma ciò non significa che
    il suo partito applichi il principio 50/50 in ogni contesto (anche locale). E, mi perdoni, ma la frase “per un certo periodo” non mi piace: le donne devono avere un diritto di elettorato attivo e passivo SEMPRE, non in “certi periodi” decisi dai partiti. E noi abbiamo tutto il diritto di generalizzare, perché il 50/50 non è ancora un principio sancito da legge. Per cui generalizziamo….eccome!

  • Gentile Signor del Nero,
    dispiace notare un sottotono inutilmente acido nelle sue frasi, suggellate da una chiosa oscura (‘non prendiamocela con gli altri’, gli altri chi?) che non ha niente a che vedere con questa iniziativa di cittadinanza attiva portata avanti collettivamente con spirito partecipativo basata sulla convinzione che una democrazia migliore sia possibile! E che sia sempre possibile con la forza della passione tentare di spingere nella direzione che riteniamo più giusta!
    Cosa vogliamo? UGUALE RAPPRESENTANZA TRA I CANDIDATI DEI DUE SESSI E ASSOLUTA TRASPARENZA DEI CANDIDATI!
    E’ una generalizzazione? Lo dice lei, qui non le riporto i dati più significativi sulla situazione femminile italiana per non offendere la sua intelligenza. Ma mi dispiaccio, insieme a tutti i cittadini che stanno firmando la nostra lettera, che il suo partito così virtuoso verso le donne non abbia fatto scuola. E’ il caso di dire, una rondine (soprattutto quando è piccola) non fa primavera..

  • Vorrei richiamare l’attenzione dei signori uomini sui primi livelli amministrativi, quelli più vicini ai cittadini: i Consigli Comunali. Spesso non c’è neanche una consigliera donna, viene nominata a stento (e per evidente necessità) una Commissaria per le Pari opportunità (scelta nell’entourage della parte politica eletta, per un…contentino) e fino a qualche anno fa, c’erano intere Giunte al maschile. Non a caso molti partiti sono stati costretti a inserire , obtorto collo, delle donne in Giunta (almeno una e di solito l’Assessora ai Servizi sociali o alla Cultura, ritenute assessorati “minori” dove non si gioca con il potere). Io so, per averlo sperimentato, soffrendo molto, cosa vuol dire stare in un Consiglio comunale da sola (con 19 uomini) e benché fossi il Sindaco erano loro a dettare, tanto per citare la più banale delle cose, come per es., i tempi di incontri o decisioni, perché in assoluta e complice maggioranza. I TEMPI della politica sono ancora coniugati al maschile.
    Feci appena in tempo a modificare lo Statuto comunale per inserire nell’art. di legge la necessità della presenza in Giunta di entrambi i sessi (volendo ovviamente difendere anche gli uomini nell’eventualità-evento che ci fosse la scelta di una Giunta di sole donne!). Perciò mi piacerebbe sentire (Carlo e tutti gli altri) cosa direbbero e farebbero se si trovassero da soli in un Consiglio Comunale di solo donne! Sono sicura che sarebbero i primi a promuovere nelle liste la presenza del 50%50!!! e senza discutere un minuto su quote rosa o azzurre o gialle!

  • “per un certo periodo” è dovuto al fatto che tutte e tre queste donne sono entrate in parlamento e per una nostra regola interna, hanno dovuto abbandonare le cariche di partito. Quel “per un certo periodo” si riferiva anche al fatto che simultaneamente 3 donne erano alla guida del partito, mentre in altri momenti vi era stata una donna segretario, ma non necessariamente tutte e tre le cariche al femminile. In ogni caso non era un “certo periodo” deciso dai partiti, ma deciso da un regolare Congresso che annualmente nomina la dirigenza.

    Non c’è alcun “sottotono acido”, ho solo fatto notare che esistono realtà diverse e che spesso non vengono prese in considerazione.

    Sono convinto e consapevole che ci sono ancora molti, troppi problemi e discriminazioni, ma ciò che avviene nel campo politico ritengo sia un effetto e non una causa. Nel senso che (estremizzando un po’) ci sono obiettivamente meno donne che fanno politica attiva, per vari motivi che sono “la causa” e di conseguenza meno elette che è “l’effetto”. Per il resto porto semplicemente l’esperienza di un partito che conosco e dove discriminazioni non ve ne sono affatto e credo che ci sia una storia a dimostrarlo.

    Non credo che chiedere ad un partito di presentare liste 50/50 porti dei cambiamenti sostanziali, del resto l’alternanza è già stata sperimentata con effetti nulli. E’ stata un fallimento, perché il problema è premiare il merito e non l’alternanza dettata con regolette.

    Infine un sottotono acido mi sembra di avvertirlo piuttosto nelle vostre reazioni, ma io venivo in pace, solo per far notare qualcosa che a me pareva rilevante e far notare come a questa evidenza non si dia invece la rilevanza che a mio parere meriterebbe; non credo che il vostro obiettivo sia di somigliare a degli stereotipi da condannare.

  • Trascrivo l’osservazione di Carlo del Nero:
    “Non credo che chiedere ad un partito di presentare liste 50/50 porti dei cambiamenti sostanziali, del resto l’alternanza è già stata sperimentata con effetti nulli. E’ stata un fallimento, perché il problema è premiare il merito e non l’alternanza dettata con regolette.”

    Chiedo: ma il secondo punto delle nostra lettera l’ha letto?

  • certo che l’ho letto, ma questo non riguarda la questione di genere, chiedere la trasparenza, la pubblicità della biografia e dei patrimoni è un valore indipendentemente dal sesso e, in certi casi, può essere persino premiante per gli uomini. In una società maschilista sei sicura che alla fine non sia più facile per l’uomo mettere insieme un curriculum fatto di molte esperienze che proprio alle rivali donne sono state negate? Comunque sul merito siamo d’accordo, del resto basterebbe vedere le nostre proposte relative all’Anagrafe pubblica degli eletti e nominati. Mi piaceva di più evidenziare le differenze perché più utile al dibattito. Darsi ragione serve a poco. A me non dà fastidio proprio nulla.

    Restiamo a quel “pace sia” che mi pare un buon punto di partenza, ma discutendo sui punti che si potrebbero migliorare; mi pare il modo corretto di discutere

  • Carlooooo (‘mazza quanto scrivi 😉 ) …… a questi punti ci diamo del tu, no?
    Ma cosa dici mai? Secondo te, la trasparenza di c.v. sarebbe più premiante per gli uomini in una società maschilista: dici questo? E allora ci stai dando ragione in pieno! Perchè significa che siamo “costrette” a chiedere, oltre alla trasparenza anche un 50-50 proprio per tutelare le dure scalate che noi donne dobbiamo affrontare ogni santo giorno. Come dire? trasparenza e 50-50 ….per tutelarci. E poi, dateci le stesse opportunità che avete voi uomini e…vedi te che fior fiore di curriculum riusciamo a tirar fuori…. 🙂

  • Cara la mia strega (posso?) il problema esiste, su questo siamo d’accordo, è sulla soluzione che invece non lo siamo. Finché i partiti saranno in mano ai padroni uomini, il tuo 50 al femminile verrà riempito con i soliti criteri dell’altro 50. Cioè da ubbidienti, da ligi alla linea del partito, da ricattabili o da ricattatori, da tutti, meno che dalle persone che con la loro intelligenza possono dissentire, possono contestare, possono mettere in dubbio.
    Sono i partiti che devono essere riformati, certamente anche le istituzioni, ma in questo caso soprattutto i partiti. Intanto è bene che le donne siano più numerose, partecipino di più, cerchino di entrare, così magari si accorgeranno anche di quali partiti glie lo permettono e quali no.

    Scrivo molto perché ho dei programmi molto lenti e devo aspettare che finiscano di elaborare …e poi perché mi piace

  • Gentile Signor Del Nero noi firmatarie della lettera, non spariamo nel mucchio. Ma annunciamo ai partiti come intendiamo comportarci come elettori ed elettrici. Vogliamo vedere liste che rappresentino l’umanità, che è composta da maschi e femmine. E vogliamo sapere cosa queste donne e uomini hanno fatto nella loro vita. Il suo partito ha secondo lei tutte le carte in regola per riscuotere l’approvazione e il consenso delle firmatarie della lettera? Allora sia contento di questa iniziativa che, se quel che lei dici corrisponde al vero (non ne dubito, ma magari alcune di noi sono poco informate) potrebbe riscuotere un ampio consenso elettorale!

  • Carlo, certo che sì….puoi e devi chiamarmi strega… 😉 del resto lo sono, è la mia natura…
    Credo che abbia ragione Cinzia Romano: se voi (intendo PD) avete la coscienza a posto, la ns lettera ai partiti sarà solo un’occasione in più per dimostrare che vi distinguete dal resto. Voi ( =partiti in genere , uomini-donne che fanno politica) con questa lettera, a mio modestissimo avviso, avete una carta da giocare …fenomenale.Infatti, il partito che – a prescindere pure dalla ns lettera – inizierà ad inserire il principio 50-50 in OGNI DOVE (anche locale), avrà il voto di molte, moltissime donne.
    🙂

  • cara strega, io non ho simpatia per il 50-50 perché mi sembra una “regola” un po’ rigida e che non rispecchia la realtà dei partiti che è quella che va cambiata. Si potrebbe per lo stesso motivo chiedere che in lista ci siano solo giovani o comunque una buona percentuale di giovani, ma sarebbe anche questa una forzatura a mio parere, così come non sono neppure d’accordo sul limite dei due mandati. Io ho fiducia nell’elettore quando è bene informato e libero di scegliere e su questo vorrei scommettere per la mia “rivoluzione”. Comunque sono piccole divergenze, il risultato che si vuole ottenere lo condivido, mi soffermo solo sul metodo.

    Comunque col PD non ho nulla a che fare, a parte qualche inutile tentativo di dialogo che di solito si traduce in un monologo senza risposte.

    • Caro Carlo, beh… pensa, io avevo lasciato i dati al PD per iscrivermi, due anni fa, e non mi hanno mai iscritto (si vede che temono le streghe 😉 ).
      Per il 50-50: in apparenza credo possa sembrare una “forzatura” (solo sembrare). Ma vedi, c’è l’altra faccia della medaglia. Senza questa “forzatura” noi donne dobbiamo faticare il doppio di voi uomini (del resto dici anche tu che viviamo in una società maschilista, no?). Su tutto, vincerà la trasparenza, la meritocrazia. Perché io ho fiducia nel fatto che – oggi più che mai – gli elettori siano più attenti, più critici, più sensibili. Viviamo un momento particolare, lo sappiamo bene. Sia sul piano politico che economico (ed è una situazione globale, non solo italiana). E in questo, sono convinta che la rete, il web, sia uno strumento stupendo, incredibilmente efficace per diffondere idee e scambiare opinioni (guarda noi qui, oggi… abbiamo scritto la divina commedia bis…).
      Il web e tutti i movimenti e i gruppi neonati daranno un grande contributo nel tenere d’occhio i politici. In questo senso, il 50-50 non sarà più una forzatura, ma solo un’opportunità in più per le donne capaci di fare una buona politica. Quelle che non sono in grado, come pure gli uomini….andranno a fare altro. Tutto ormai è sotto una bella lente di ingrandimento.
      La meritocrazia dovrà essere il comune denominatore per donne e uomini in grado di essere dei degni rappresentanti di noi cittadini. Questo è il mio modesto parere.
      Parola di strega 😉

  • Ed è anche il mio, cara strega, per questo preferiamo portare avanti un’iniziativa come la nostra, con entusiasmo e partecipazione, piuttosto che chiuderci nello sconforto!
    Già lavorare insieme, con spirito costruttivo e in assoluta libertà, per rafforzare la trama della democrazia in questo paese, è una esperienza che fa bene anche a noi stessi!
    L’antipolitica è dietro l’angolo e più che i partiti travolgerà il tessuto fin troppo sfilacciato di questo paese, se continuiamo a guardare il degrado senza intervenire.
    Se otterremo qualcosa si vedrà, ma non ci interessano le battaglie vinte in partenza!
    Anche in questo caso direi che l’importante è partecipare!

    • Cara Lidia…. grazie di esistere. Grazie a te, grazie a tutte le donne “pensanti”, grazie a tutte quelle che vivono per piacere a se stesse, per essere fiere di ciò che fanno. Grazie a tutte quelle che agiscono in nome di un valore sociale, collettivo. Grazie a tutte quelle che non pensano solo all’appuntamento con il chirurgo estetico. Abbiamo un cervello stupendo! usiamolo! 🙂

  • questo scambio di idee e posizioni è estremamente interessante, fa capire quale è la forza dirompente del chiedere in modo perentorio 2 cose semplici: 50\50 e trasparenza dei candidati. Io credo che sia chiaro a tutti che il primo punto non si raggiunge dall’oggi al domani (a meno di non entrare nelle logiche di cui parla Carlo del Nero – donne allineate al partito e\o scelte da esso con logiche di potere e “spartonza” come si dice dalle mie parti), ma il solo fatto di proporlo contiene in sè il seme del cambiamento. Poi starà alle donne che ci credono mettere in pratica la posizione al momento del voto: no donne, no voto – no trasparenza – no voto. E alle urne, si può chiedere di motivare il non voto, senza limitarsi a lasciare la scheda bianca. Magari alle prossime elezioni si configura il movimento delle “donne pensanti ergo non votanti”.
    Daniela Curto

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