LA “SORELLANZA”

Pubblicato 14/03/2012 da paroladistrega

Purtroppo penso. Purtroppo sono dotata di neuroni felicemente empatici tra loro, in allegra e costante sinapsi. Una giusta dose di neuroni, trasmessa per via genetica.  E grazie a tutto ciò, penso e rifletto. Come, grazie al Cielo, tutte le donne (o il novantanove per cento di loro). E mi piace poi comunicare e condividere il mio pensiero, quando questo (ovvio) credo possa minimamente interessare altre persone, altre donne come me. Per motivi socio-culturali, per motivi generazionali.

Non mi stupisco poi, quando ci sono alcuni uomini che mi contestano. Va da sé: gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere (tanto per citare un libro famoso). Il mio stupore (ormai trasformato in semplice constatazione) è dovuto soprattutto agli “sbarramenti” e agli “stop” che alcune donne tentano di posizionarmi davanti (tentano, ma non è detto che poi ci riescano).

In pratica, per ciò che scribacchio qua e là in ogni dove, alcune donne particolarmente intelligenti mi dicono o scrivono frasi edificanti del tipo: “stai zitta, basta, fai un passo indietro, ormai hai fatto il danno, aggiungi una postilla, modifica ciò che hai scritto, chiedi scusa…” Rido o piango? Rido e menefrego. Perché, di nuovo ringraziando il Cielo, di fronte a questo gruppetto sparuto di donne deprivate e deprivanti, ce ne sono tantissime altre dotate di intelletto, che reputo “sorelle di vita”.  Diverso dna, ma stessa natura vesuviana.

 

 

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6 commenti su “LA “SORELLANZA”

  • Strega, leggo sempre i tuoi bei post; qui non potevo proprio esimermi dal commentare! Sono totalmente d’accordo con te: ma perché mai c’è questo “sbarramento”? Anche io l’ho vissuto innumerevoli volte, ma ancora oggi non ne capisco il motivo. Tabù mentali? Paure ataviche? Sradicamento dal proprio potere? Timore di ritrovarsi sole per l’unico motivo dia ver espresso se stesse, la propria intelligenza? ¿Quien sabe?
    “Mastica”!
    Un abbraccio e w la sorellanza solidale. Al solito il mio motto: “Noi ci crediamo”.

  • Ciao carissima.
    ….sbarramenti, cartelli di divieto di sorpasso, semafori lampeggianti…eheheh….ripeto… chissenefrega. Non sono al “soldo” di nessuno, solo di me stessa. Nessuno mi sta pagando per esprimere queste idee. Piacciono? Bene. Non piacciono? E io mi bevo un caffè alla salute loro…..
    Come ho precisato anche in un gruppo fb cui appartengo (tra i tanti), amo il contraddittorio. Eccomi qui. Pronta a scambiare idee. Qui non si censura nessuno. Ma quando addirittura ricevo email o telefonate dove mi si invita a CAMBIARE I CONTENUTI DEGLI ARTICOLI… ebbè…. allora ci vuole il caffè corretto!
    Ma io continuo a scrivere perché ci sono donne come te che hanno tanti bei neuroni sfavillanti! Presto aprirò un blog su STYLE.IT…. a giorni….vi terrò informate e VI VOGLIO CON ME 😉
    W le donne pensanti….
    Un abbraccio. 🙂

    • Il contraddittorio è fondamentale! Internet è un luogo praticamente infinito dove ognuno può trovare il suo spazio, o addirittura crearne uno. Se non garbano i contenuti, ci sono così tanti luoghi virtuali ove trovare l’affinità ricercata! Ricevere addirittura mail che invitano a *cambiare* i contenuti? Capisco un suggerimento, ma questo mi sembra veramente eccessivo! 😀 Meditate gente (anche su come impiegate il vostro tempo).

      Cara Strega, ti faccio i miei migliori auguri per il nuovo Blog. Buona scrittura, dunque!
      Un saluto a tutti i “neuroni sfavillanti” :-*

  • P.S.: cara Aida, sui motivi…mmmmmhhhhhh….mi viene la tempesta neuronale (non ormonale eh?). Direi che potrebbe valere il vecchissimo e controbattuto principio della SINDROME DA NUMERO UNO della donna (diffuso qua e là). Mi spiego: può capitare (meno male non sempre e non spesso) che una donna che ha dovuto “combattere” molto per ottenere una certa posizione, poi, per timore di dover cedere la poltrona, guardi altre donne con sospetto. Ma quanto vivranno male, queste! Io (oltre a fare la blogger per diletto) sono formatore interculturale e lavoro come freelance. Sapessi le…sgomitate….Ma dopo che hai ricevuto lo sgambetto, devi ricomporti e andare avanti più di prima. Come un ariete da sfondamento… Ti invito a leggere anche l’altro mio blog
    http://giorgibarbara.blogspot.com
    lì troverai la mia FAVOLA PER RAGAZZE DI TUTTE LE ETA’:
    “LA GATTA, UNA FAVOLA MODERNA”
    Lei non sgomita…lei graffia… 🙂

    • Ah, certo, sì, la famosa “sindrome competitiva” indoeuropea 😀 Discesa qualche millennio fa sulla civiltà, quando già da migliaia di millenni prima prosperava la cultura matrifocale. Mi occupo spesso di questo.
      Insomma, stiamo parlando del contrario della cooperazione, della sorellanza. Ma certo. A me piace vedere donne che si stimano, non che si graffiano. Perché nel medio-lungo periodo è una modalità di vita che non funziona, nemmeno un po’. Ma, certamente, occorre sapere chi si è e cosa si vuole ottenere, per carità! 😀
      Molte leggeranno inorridite e diranno: “Sta qua da dove viene? È appena scesa dalla montagna del sapone? ” 😀 Ogni modalità di vita è neutra, in sé per sé, e ognuna sceglie chi, cosa, come e quando vivere. Ma sopratutto, *perché* vivere in quel certo modo.
      La competizione non mi interessa più. Graffiare non mi interessa più, non perché mi siano caduti gli artigli, ma perché non mi rende fiera di me stessa. I modi sono neutri, sì, ma alla fine, cosa funziona, veramente? Arriverà sempre la “gatta” o la “pantera” più agile e giovane e baldanzosa. Il discorso è lungo ma assicuro che tutti hanno stravolto l’opera di Darwin. Non vince il più forte, ma colui che sa adattarsi al cambiamento. Chi non sente il cambiamento, è destinato a soccombere. Mi farò un giro sull’altro Blog senz’altro: della gatta conservo sopratutto un’invincibile anima curiosa, anzi, curiosissima della natura umana. Un bacio.

  • La maggior parte delle persone si crede furba, evoluta, moderna ecc solo perche’ si adegua alle norme del collettivo, mentre invece in tale ipotesi tutt’altro ha fatto che crescere. Il vero sviluppo consiste nel rivedere le proprie posizioni senza pregiudizi e senza conformismi tanto rilassanti quanto perniciosi. In tale ottica rientra la cosiddetta ” competizione” che e’ stata cosi ben assorbita da ritenerla l’unico mordo do relazionarsi cogli altri. Uno dei mali della nostra societa’ e’ l’ esasperato individualismo che porta alla competizione e alla solitudine di cui si soffre senza rendersene conto. Quando si vive in un certo modo poi e’ bene rendersi conto delle conseguenze cui si va incontro senza addossare la colpa agli altri

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