BAMBINE, NON BAMBOLE

Pubblicato 25/03/2012 da paroladistrega

A Treviso, ieri 24 marzo, è stato inaugurato un bel centro estetico per bambine dai due ai dodici anni. Slogan promozionale: “vieni con le tue amiche e puoi provare tutti gli smalti”. E poi: trucco 5 euro, maschera allo yogurt 10 euro  e altre delizie  simili.

Così va il mondo.

Da piccola anch’io mettevo di nascosto i trucchi della mamma, aprivo il barattolone di crema per viso della zia, provavo profumi…. Ma  era solo un gioco fatto di nascosto, uno scherzo, qualcosa da fare solo per imitare qualche secondo gli adulti. E poi tornavo immediatamente a sbucciarmi le ginocchia nel giardino della nonna, inseguendo le cugine in corse senza fine, giocando alla caccia al tesoro, a nascondino. Ogni trucco spariva presto e io giocavo come una  bambina vera. Non una bambola.

La sera tornavo a casa in modo improponibile:  una piccola arruffata con i capelli spettinati. L’unico colore: il rosso sulle guance per le sudate fatte.

Già, ma i tempi cambiano. Ora il rosso sulle guance è fard  e i capelli devono essere piastrati e perfetti. Anche a due anni.

Notiziola irrilevante: il Telefono Azzurro dice un bel NO ai centri estetici per bambine. Ma tanto…. chissenefrega:  business is business!

 

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9 commenti su “BAMBINE, NON BAMBOLE

  • Sempre e comunque dalla parte dei bimbi & TELEFONO AZZURRO …CONTRO ogni tipo di business che li tiri in ballo e ben disponibile se è il caso anche a urlarlo!!!

  • Talora, trovo davvero difficile comprendere se sia il business a basarsi sui gusti diffusi o se non sia, piuttosto, il contrario. Infatti, di per sé, perché una bambina dovrebbe essere attratta dai cosmetici, se nessuno glieli proponesse? Per il momento, non le occorre di civettare; gli ornamenti, per di più, sono d’impaccio nel gioco. La mia ipotesi è che le bambine siano interessate ai cosmetici perché li vedono adoperati dalle donne adulte, con le quali si identificano. Per fare un esempio concreto: mia madre non ne usa; difatti, la mia attrazione verso questo tipo di accessori è rimasta superficiale.
    Dunque, se l’interesse delle bambine a truccarsi è scarso o fortemente condizionato da altri, perché aprire un centro estetico appositamente per loro? Hanno decisamente meglio da fare. Sono gli anni più belli, in cui ci si può spettinare e scomporre a piacer proprio, senza che nessuno ti rimproveri o ti reinvii alle “maniere da signorina”. 😉

    • Ciao Erica.
      Comprendo il tuo punto di vista. Certo, sta soprattutto nella buona-discreta dose di neuroni di mammà.
      Esistono anche mamme che fanno fare interventi di chirurgia estetica a figlie di diciotto anni solo per avere davanzali prosperosi, senza porsi il problema di come funziona in verità il loro “io” ancora in crescita.
      Per i centri estetici per bambine: ci saranno mamme inorridite (spero tante…) e ci saranno mamme ben contente di vedere le loro pargolette con le unghie laccate rosso rubino. Che vuoi che ti dica? Per regolare tutto servirebbero leggi ad hoc, ma i poteri dello Stato sono sempre impegnati in qualcos’altro….;)

  • Talora, trovo davvero difficile capire se il business si basi sui gusti diffusi o se non sia, piuttosto, il contrario. Perché dare per scontato che le bambine siano attratte dai cosmetici? Non hanno la necessità di civettare, per il momento; in più, gli ornamenti sono tremendamente scomodi, quando si gioca. La mia ipotesi è che le più piccole siano interessate al trucco perché lo vedono praticato dalle donne adulte, con cui si identificano. Per esempio, mia madre non usa cosmetici: difatti, come volevasi dimostrare, la mia attrazione per essi è rimasta superficiale. Ora, se le bimbe non sentono, di per sé, necessità di truccarsi o l’avverton solo di riflesso, perché aprire un centro estetico appositamente per loro? Hanno di meglio da fare. I loro sono gli anni più belli, in cui ci si può spettinare e scomporre a volontà, senza che nessuno ti rimproveri o ti rimandi alle “maniere da signorina”. 😉 Aggiungo che vedrei volentieri estinta l’abitudine di truccarsi, che sottrae molto tempo alle donne e le spinge a non apprezzare il proprio volto per ciò che è; ma questa rimane una mia utopia.

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