LE DONNE STUPIDE

Pubblicato 06/04/2012 da paroladistrega

Sì, è vero:  non vorremmo essere uomini neppure per tutto l’oro del mondo. Perché ci piacciamo tanto così.

Con tutta questa bella dose di intelligenza emotiva, galoppante ed innata che pervade ogni attimo della nostra esistenza.

Con tutti i nostri dubbi, le certezze assolute, la tendenza a fare le madri protettrici di qualsivoglia essere (gatti randagi compresi).

Con la sindrome da “vestale del tempio” da cui proviamo a liberarci e che ci insegue da sempre.

Con la risata liberatoria, il pianto da ormone, la voglia di esserci, di dire la nostra, di fare qualcosa di semplicemente importante.

Con il desiderio di parlare, di raccontarci, lasciando i silenzi solo per gli attimi di riflessione, di serena autocritica, magari davanti a uno specchio o alla tastiera del p.c.

Durante la settimana, siamo capaci di mandare avanti una famiglia, di studiare, di lavorare, di occuparci di temi sociali, di politica. E nel fine settimana possiamo pure tagliare l’erba del giardino, potare le piante, dipingere una parete color rosa pesca, mentre rispondiamo al telefono e sforniamo lasagne.

Siamo così.

Ma perché invece sulla piazza mediatica, varie pubblicità ci dipingono come delle benemerite stupide? (scrivo “varie” per non “generalizzare”, sennò mi bruciano viva… e ho già due o tre scottature a ciò imputabili).

Esempio a caso (non troppo a caso). Pubblicità di assorbenti.  Sequenza: giovane e bella “donna al volante-pericolo costante” rincorsa da un poliziotto-uomo in moto (ovvio, perché la legge è meglio rappresentata dall’individuo maschio rombante). Il poliziotto-emblema della legge ferma l’auto allegrotta della conducente allegrotta: sorridente e svampitella non perché la medesima abbia bevuto – credo e spero  –  ma solo perché è la  miss “testa vuota ma bella” di turno (stereotipo meravigliosamente testosteronico). Il poliziotto chiede i documenti e la tipa fruga nella borsa di Mary Poppins da dove esce di tutto. Alla fine, quale  manifestazione tangibile della sua testa vuota, consegna al centauro un assorbente al posto della patente.

Slogan finale altamente chiarificatore: “Metti in ordine i tuoi assorbenti…”

Va bene, provvediamo subito. Ma voi iniziate a fare un po’ di…. pulizia

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6 commenti su “LE DONNE STUPIDE

  • Sono d’accordo, molte infatti le pubblicità che ritraggono la donna come un’emerita deficiente ma se siamo onesti per fortuna ce ne sono altrettante che ritraggono gli uomini come emeriti coglioni …ecco l’importante, siccome se da una parte troviamo le deficienti e le donne intelligenti, dall’altra troviamo i coglioni e gli uomini con i neuroni, sarebbe che anche nella pubblicità l’essere umano, UOMO o DONNA che sia, venisse rappresentato quando una deficiente o un coglione e quando una intelligente e uno con i neuroni …e per noi UOMINI e DONNE sarebbe già tanto, visto che per fortuna non siamo soli!!!

    • scusa ma non sono per niente d’accordo.
      non è mica una questione di par condicio! se una pubblicità è sessista e fa schifo, non è che se vicino ci mettono il culo di un uomo io mi sento meglio! il sessismo resta!

      poi un’altra cosa riferita all’articolo…ok, concordo quasi su tutto riguardo alla pubblicità. quasi perchè a dire il vero non penso che l’ “intelligenza emotiva, galoppante ed innata che pervade ogni attimo della nostra esistenza.” sia qualcosa di innato. semplicemente siamo state cresciute così, a puntare sempre e solo sulla nostra emotività, sulla ricerca del principe azzurro, sull’estetica, sull'”isitnto materno”, che OVVIAMENTE non esiste.
      “Dalla Parte delle Bambine” è un libro che mi ha insegnato tantissimo su questo campo, se hai tempo e voglia leggilo, è stupendo. 🙂

      ps: e scusa lo sproloquio…:)

      • Cara Serena, l’intelligenza emotiva appartiene in modo innato a tutti gli esseri umani, uomini e donne. Come ben sappiamo è la capacità di porsi in sintonia con le proprie e le altrui emozioni. Chi più…chi meno, ma tutti ne siamo dotati. Non è l’educazione, non è il contesto socio-familiare a farcela acquisire. Basta guardare i nostri primogenitori, gli scimpanzè: le madri sanno sorridere ai loro figli come fanno le donne con i bambini. Non è certo l’educazione ad insegnare questo. E’ il dna: che ci piaccia o no. Poi, accanto alle emozioni innate (rabbia, dolore, felicità etc), esistono anche stati emotivi o valori emozionali acquisiti (desiderio di emergere, sindrome da numero uno etc….). Io ho voluto sottolineare l’intelligenza emotiva delle donne rispetto a quella degli uomini perché sono donna e me la vivo in pieno, ma anche gli uomini – grazie a Dio – ne sono dotati. E ripeto, è patrimonio innato.

  • Steg, il problema nel ridicolizzare le donne è che già le donne sono sempre ‘sistemate’ in società ad un livello più basso su ogni cosa e il fare spot in cui la donna appare svampinta o ‘calda’ fortifica nell immaginario delle persone queste caratteristiche
    le donne devono assolutamente liberarsi da questi stereotipi per poter viaggiare a livello paritario con l uomo.
    ciao a tutte e buon week end

  • E’ difficilissimo -lo sappiamo tutti- definire a priori un’intelligenza “maschile” e una “femminile”. In ogni caso, non ha senso che ci si debba vergognare della propria emotività e della propria intuitività. Sono caratteristiche umane e positive; senza di esse, saremmo poco più che macchine.

  • Rispondi

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