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Tutti gli articoli per il mese di agosto 2012

MORIRE PER BLASFEMIA

Pubblicato 31/08/2012 da paroladistrega

Non tollero chi bestemmia.

Non tollero chi non rispetta l’altrui cultura e religione (o posizione atea).

Non tollero chi pensa di avere la Verità in tasca.

Mi limito a  corrugare lo sguardo: come la maggior parte delle persone civili.

In Italia, bestemmia e blasfemia non sono più reati penali: sono illeciti amministrativi.

Ma esistono Paesi dove l’intolleranza va oltre  il semplice corrugare le sopracciglia, va oltre la semplice sanzione pecuniaria.

Esistono Paesi dove la devianza dalla regola statal-religiosa implica spesso una condanna a morte.

Esistono Paesi dove la Religione è lo Stato e lo Stato è la Religione.

Per mia formazione universitaria e professionale, dovrei NON GIUDICARE L’ALTRUI CULTURA (come ho scritto sopra).

Ma come faccio a non giudicare allucinante il fatto che in PAKISTAN, una ragazzina minorata mentale accusata di aver offeso il Corano possa rischiare di morire?

Sì, RIMSHA rischia di morire.

Attualmente è in un carcere di massima sicurezza, in attesa della sua condanna. Entro 24 ore il giudice emetterà sentenza.

Esiste un appello-petizione della famiglia, su AVAAZ, rivolta al Presidente Zardari.

Io ho firmato. Vedete voi cosa vi suggerisce la coscienza.

http://www.avaaz.org/it/pakistan_save_my_daughter/?bFDNtdb&v=17479

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CONTATTI  AL  1  SETTEMBRE 2012:   4.440

LA MOLESTIA SESSUALE DIVENTA VIDEOGIOCO ?

Pubblicato 27/08/2012 da paroladistrega

Potrei dire: non ho parole.

Invece ne ho a quintali e tutte tremende. Qui ne proporrò qualcuna.

A marzo 2013 sarà in vendita un nuovo videogioco della serie Tomb Raider, dove la protagonista  Lara Croft  – si dice – subirà molestie   sessuali. Non è ancora certo, perché gli autori hanno fatto passi indietro viste le polemiche (soprattutto di femministe) scattate ovunque. Dicono di essere stati “fraintesi”.

E qui è d’obbligo inserire la frase ad hoc:  business is business.

Sì, perché gli autori del videogioco e la casa di produzione hanno avuto una “gran bella idea”: proporre in anteprima l’idea di molestia sessuale tanto per attirare un po’ di polli nell’aia.

A sentir parlare di tentata violenza sessuale in un videogioco,  noi persone adulte e sensate proviamo – minimo minimo – rabbia.

Poi subentra una sorta di smarrimento e ci chiediamo: ma la devianza non ha limiti?

Ed infine, sempre noi persone adulte e sensate, ci domandiamo: quando dei ragazzini vedranno più e più volte queste immagini, cosa rimarrà impresso nella loro memoria emotiva? Sapranno decodificare, sapranno condannare il gesto?

Infine, ci chiediamo cosa fare. Io almeno me lo sono chiesto. E quindi uso l’unica arma a mia disposizione (non ho quelle di Lara Croft): la parola nel web.

Scrivo quindi la parola che mi sembra più adatta, riassunto delle mille che mi vagano in testa: SCHIFO!

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Articolo pubblicato anche da GIULIA, giornaliste unite libere autonome:

http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=33091&typeb=0

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CONTATTI  AL  30  AGOSTO 2012:   4.380

MISOGINIA: LA DENUNCIA NEL CASSETTO

Pubblicato 26/08/2012 da paroladistrega

Ormai lo sapete: sono una strega e mi piace esserlo. A volte (anzi, spesso) le streghe danno fastidio.  Soprattutto ai soggetti della tipologia “uomo-codardo-misogino”. Appunto. Ecco perché nascono definizioni del tipo “troia”. E mi riferisco ovviamente alla email di cui vi ho già parlato (a commento di un post del mio blog):

https://paroladistrega.wordpress.com/2012/07/31/misoginia-male-incurabile/

Ma ora vi parlo del seguito di questa bella FAVOLA.

Dopo il ricevimento dell’email, in data 30 luglio, decido di cestinare la medesima. Ma ci ripenso subito: la recupero e la piazzo nel blog.

Poi invio una email alla POLIZIA POSTALE della mia città, contenente: messaggio del galantuomo, miei dati personali e relative delucidazioni.

Il giorno dopo mi sorge il sospetto che la mia segnalazione possa rimanere sospesa nell’aria come una nuvola. Allora telefono alla polizia postale e parlo con il COMMISSARIO. Lui gentilmente mi spiega che la “semplice segnalazione” non serve a nulla: occorre una DENUNCIA DI INGIURIA. Solo così è possibile attivare l’iter per una individuazione del nominativo del soggetto e relativa procedura penale.

Il REATO quindi sarebbe INGIURIA e non MISOGINIA.

Certo, perché NON esiste tale tipo di reato.

Cosa ovvia e risaputa: L’ODIO PER LE DONNE NON E’ REATO. 

Allora in data 3 agosto vado all’ufficio di zona della polizia postale. Parlo con un agente che mi precisa quanto segue: la email del soggetto non contiene dati accessibili (e caspiterina: lo so! sono anonimi e criptati!) per cui devo trovare IO (= IO) la provenienza della email, cercando di aprire gli URL. Ma io sono una blogger, non una tecnica informatica! Vabbè, tornata a casa, qualcosa trovo (la rabbia aumenta le sinapsi).

Sabato 4 agosto altra tappa del pellegrinaggio alla polizia postale. Porto la stampa degli URL (e vorrei tirare un urlo!). Faccio denuncia. Finalmente! Ma non per ingiuria: il commissario mi suggerisce di fare denuncia per DIFFAMAZIONE (più “pesante”).

Ma i poliziotti mi fanno carinamente sapere che ora tutto dipende dal GIUDICE: deve valutare se questa email è DEGNA DI CONSIDERAZIONE. Perché ci sono COSE BEN PIU’ GRAVI.

COSE BEN PIU’ GRAVI?

Certo, ovvio, indiscutibile:  ci sono COSE  BEN PIU’ GRAVI.

MA – SPESSO – ALLE COSE BEN PIU’ GRAVI CI SI ARRIVA PURE CON IL RI-BATTEZZAMENTO DI “TROIA”.

Che dire?   Auguriamoci la salute….

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CONTATTI  AL  26  AGOSTO  2012:  4.259

PETIZIONE PER LE PUSSY RIOT

Pubblicato 25/08/2012 da paroladistrega

Ho seguito le ultime vicende delle  PUSSY  RIOT.

Ho letto in ogni dove.

Ho riflettuto.

Mi sono arrabbiata.

Lo so: anche voi.  O molt* di voi.

MA  NON  BASTA.

Per cui proprio adesso, ho firmato la PETIZIONE  AVAAZ, “Libere Pussy Riot, libera Russia”.

http://www.avaaz.org/it/free_pussy_riot_free_russia_a/?fFDNtdb&pv=53

Vorrei invitare tutte le persone di buon senso a compiere il medesimo piccolo-grande gesto.

E’  inutile  perdere tempo nel linkare le foto delle tre ragazze ovunque su Facebook, dichiarando tanto dispiacere per loro. Facciamo una cosa concreta e firmiamo la PETIZIONE.

Forse non servirà a molto, ma non possiamo fare finta di nulla. Il tam tam del web servirà almeno a non far dimenticare queste tre ragazze.

Io voglio sapere che fine faranno nelle patrie galere.

Caro Putin, gli occhi del mondo sono su di te….

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CONTATTI  AL  24  AGOSTO:  4.177

CELESTE PUO’ PROSEGUIRE LA TERAPIA. PER ORA…

Pubblicato 22/08/2012 da paroladistrega

E’ da ieri che attendo la decisione della Giudice MARGHERITA BORTOLASO, Tribunale di Venezia, in pertinenza all’autorizzazione al proseguimento della terapia con cellule staminali, per Celeste (due anni, malata di atrofia muscolare dalla nascita) e per altri pazienti dell’ospedale di Brescia.

Figurati… io attendo. E mi preoccupo, certo. Provo un grandissimo dispiacere. Ma i genitori di Celeste? Loro sì che stanno soffrendo un Calvario enorme. 

Oggi la Giudice ha depositato un’ordinanza in cui si autorizza il proseguimento della terapia fino al 28 agosto, data della sentenza.  E‘ una notizia positiva quella di oggi. Ma non deve farci spostare dal problema di fondo. Non deve farci annebbiare la vista. Non deve creare illusioni. Come sanno bene i genitori di Celeste.

Sì, perché c’è un problema di fondo. E il problema non è tanto il decreto Turco del 2006, ma la direttiva UE che definisce le cellule staminali come “farmaco” e quindi le sottopone a relativa procedura. Ma le staminali non sono un farmaco. Certo: le terapie con staminali (e non solo) devono essere soggette a procedure e controlli millimetrici, ma una volta autorizzate (come nel caso di Celeste, gennaio 2011), devono camminare con le proprie gambe.

Ma la SCIENZA ha sempre dovuto pagare un caro prezzo di fronte al POTERE.

Mi viene in mente il Medioevo: erano proibite le sezioni di cadaveri per studiare il corpo umano e relative malattie, era proibito toccare donne mestruate, i medici curavano con applicazioni di sanguisughe per depurare il sangue, le donne con capelli rossi che raccoglievano erbe medicinali nei boschi erano definite streghe….

Ora abbiamo le staminali: una possibilità enorme di studio, ricerca, sperimentazione per curare molte malattie. Ma la burocrazia, le leggi, la pigrizia dello Stato rallentano tutto.

Celeste potrà proseguire la sua cura fino alla fine di agosto: poi vedremo.

Il 28 agosto sapremo cosa potrà accadere di lei.

Lo Stato ha i suoi tempi. Ma Celeste non ha tempo da perdere.

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CONTATTI  AL  22  AGOSTO  2012:   4.081

 

NON PUBBLICO COMMENTI ANONIMI

Pubblicato 21/08/2012 da paroladistrega

Chiunque voglia inserire commenti ai miei post-articoli, deve specificare nome e cognome e non deve criptare la propria email.

Ho già ricevuto commenti anonimi in abbondanza (anche ingiuriosi): pertanto, ho deciso che pubblicherò solo quelli di autori identificabili, di persone dotate di buona creanza e coraggio delle proprie idee.

Come me, che non mi nascondo dietro anonimato: io ci metto sempre la faccia.

Non mi piacciono i visi mascherati, non mi piacciono gli anonimi, non mi piacciono i codardi. Se avete paura di essere identificati, rimanete accoccolati nella vostra ombra. E non date fastidio alle persone vere.

Barbara Giorgi, la strega.

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CONTATTI  AL  22  AGOSTO  2012:    3.940

CELESTE E LE CELLULE STAMINALI

Pubblicato 20/08/2012 da paroladistrega

Celeste è una bambina di due anni, malata di atrofia muscolare dalla nascita: è curata con una terapia sperimentale a base di cellule staminali, prelevate dalla madre (in base ad autorizzazione del tribunale del gennaio 2011).

Tutto ciò in Italia, presso l’ospedale di Brescia. Durante  la terapia, Celeste è migliorata notevolmente, fino ad ottenere un arresto della patologia.

Poi a maggio 2012, è nata un’inchiesta sull’ospedale di Brescia e sulla onlus collegata. I NAS hanno fatto accertamenti e l’AIFA (agenzia del farmaco) ha bloccato tutte le terapie a base di staminali, sia per Celeste che per altri pazienti.

Martedì 21 agosto,  deciderà il giudice del lavoro di Venezia: decisione ardua. C’è in gioco la vita di Celeste, c’è in gioco la vita degli altri pazienti che necessitano della terapia sperimentale.

Senza le staminali saranno destinati alla morte.

Allora io mi chiedo: ma in che Paese vivo?

Eppure sono orgogliosa di essere italiana….

Oggi no. Oggi per niente.

Parti di lui

Sono un Dugongo spiaggiato.

PALESTINE FROM MY EYES

Generating a fearless and humanising narrative on Palestine!

paroladistrega

BARBARA GIORGI

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BARBARA GIORGI