“SIRIA, I CARE” blogging day

Pubblicato 10/11/2012 da paroladistrega

Ho riflettuto sul contenuto da postare qui nel mio blog per il blogging day dedicato al sostegno del popolo della Siria

http://www.facebook.com/events/290253324420204/?fref=ts

Ho deciso che mille mie parole non possono avere il peso, il valore, la concreta possibilità di scuotere le coscienze quanto le parole di siriani che soffrono le violenze subite dal proprio popolo ad opera di un regime che sopprime ed uccide in modo barbaro, disumano: corpi maciullati dai cingolati, teste mozzate, arti tagliati.

Un popolo che vorrebbe essere ascoltato ed è invece attaccato con le armi. Non ci si limita ad uccidere: si infierisce con crudeltà e ferocia.

Ho chiesto quindi a due siriani di inserire qui i loro pensieri: ANWAR SAFI e AYA HOMSI, blogger italo siriana.

Riporto qui un pensiero di Anwar Safi:

Ho apprezzato tantissimo i messaggi ricevuti in privato a proposito della foto condivisa ieri sul mio diario della bambina siriana uccisa a sangue freddo dai soldati di Assad, e li capisco!

Essendo di origine siriana, sono rimasto come una delle pochissime pecore nere a resistere nel non pubblicare le crude e bruttissime immagini che raccontano le atrocità e le brutalità commesse dal boia di Damasco ed i massacri a carico del popolo siriano.
Vedete cari amici, io ho pianto moltissimo nel vedere la gente del mio Paese d’origine massacrata, bombardata, costretta a lasciare la propria casa, per fuggire nell’ignoto. Ho perso amici, cugini. Ho visto le città della Siria distrutte dal furore pazzesco di Assad il boia.
Mi dispiace aver urtato i sentimenti di alcuni, ma il silenzio è spesso socio di chi uccide…..”

Concludo questo mio post sul blogging day dedicato alla Siria, con un pensiero che la blogger italo siriana AYA HOMSI mi ha gentilmente inviato poche ore fa:

“Mentre continuano i bombardamenti in Siria,aumentano i bambini orfani, le donne vedove, la fame e la violenza, l’Occidente ancora si chiede chi uccide chi… come se ci fosse differenza in questi casi o come se legittimasse il disinteresse generale verso la causa… Non si considera più il fatto che una dittatura di 43 anni sia già la prima violenza contro una popolazione…! La rivoluzione siriana è una rivoluzione nella rivoluzione, i siriani hanno ceduto il pane in cambio della dignità, le donne sono in prima fila assieme ai loro figli, mariti e padri… a noi non resta che scegliere se essere al loro fianco o continuare a fregarcene… noi scegliamo la prima.”

Non posso e non voglio aggiungere altro a queste parole di dolore.

(Illustrazione di Stefania Spanò)

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CONTATTI  13 NOVEMBRE 2012:   7.422

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4 commenti su ““SIRIA, I CARE” blogging day

  • Scusami ma a prescindere dal sentimento condiviso per le sofferenze del popolo siriano, devo dirti che quello che dici in questo articolo non è altro che la “fuffa” che la grande informazione internazionale filo americana e filo israeliana sta facendo girare. Utilizando ogni sistema : dalle foto scattate nei terremoti in Azerbaigian,alle foto degli scontri in Iraq. L’ unico vero nemico del popolo siriano,che si è schierato compatto intorno al suo leader è l’America e si suoi vari alleati. E’ disinformazione questa. Chi fa gli attentati non sono siriani sono terroristi jahdisti che arrivano da ogni dove e finanziati da chissà chi…Arabia Saudita?? America?? chissà….non farti infinocchiare e non dare voce a chi vuole ingannarci per giustificare l’ennesima “primavera/autunno” arabo…ciao e grazie dell’ospitalità.

    • Caro Davide #detentoredellaveritàassoluta ….. forse scrivi senza aver letto l’articolo. Leggilo: è meglio.
      Qui si esprimono sofferenze e dolore da parte di due siriani. Ho chiesto loro di parlare del popolo siriano proprio perché sono loro per primi a subire questo eccidio.
      Tutto il resto sono parole al vento.

      • Cara cattivissima strega, come promesso mi hai riservato una risposta cattivissima…mi hai risposto malissimo. Assolutamente no, non sei stata cattiva ma hai risposto di pancia, da persona vera…lo apprezzo molto. E di pancia ma anche di testa ti rispondo io : non dubito che le cose che avvengono siano terribili,che il dolore e il sangue abbiano valenze diverse a seconda di chi li causa per la gente. Io ho detto semplicemente che molto dell’informazione che ci viene passata,a tutti, siriani all’estero compresi, deriva dalla disinformazione internazionale. Se poi chi scrive della Siria, è un siriano che non condivide il sistema politico del suo paese ovviamente sarà più portato ad accusare il governo di quanto accade che non i terroristi stranieri. Appena riesco ti giro un link sulla Siria, grazie per la tua puntuale risposta. Non era poi cosi cattiva…per essere la risposta di una strega intendo!!

  • …. a volte sono meno cattiva del solito…
    Cmq io faccio parte del gruppo di Aya Homsi, accusata più volte di essere filo…..di tutto e di più. Intanto si espone, riceve minacce, agisce.
    E’ difficile comprendere i meccanismi che stanno dietro al problema siriano: gli stessi siriani spesso si scagliano l’uno contro l’altro pensando di avere la verità in tasca. La verità qui è un valore relativo.
    Ecco perché mi preoccupa intanto il fatto di parlarne. Come blogger è mio dovere. Ieri: 22 bambini massacrati.
    Una blogger non ha il potere di combattere contro gli USA, Israele o altri…. una blogger ha il dovere di urlare che esiste un massacro.
    L’iniziativa SIRIA I CARE è nel web e io come blogger ho aderito.

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