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Tutti gli articoli per il mese di marzo 2013

CARO PRESIDENTE, ANCHE NOI SIAMO SAGGE

Pubblicato 31/03/2013 da paroladistrega

Il PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, sabato 30 marzo 2013, ha deciso di affidare ad un gruppo di 10 “saggi” le sorti del nostro Paese. Non capisco quale sia il riferimento costituzionale, visto che i cittadini non hanno votato dei “saggi” ma dei partiti politici.
Inoltre, molte donne (tra cui la sottoscritta) si sentono OFFESE dal fatto che tra gli incaricati-saggi non vi sia neppure (minimo) il nome di una donna. Non esistono donne degne di valutare ed indirizzare le sorti del Paese?
Care donne, dobbiamo scrivere al PRESIDENTE per ricordargli che la saggezza non è prerogativa maschile.

Ciò premesso, riporto di seguito un testo redatto dall’amica TERESA PEZZI, avvocata abruzzese  che ritengo competente, preparata e…. molto saggia.
Invito tutte le amiche (e gli amici) ad  inviarlo alla Presidenza della Repubblica, qui: https://servizi.quirinale.it/webmail/

Ecco il testo.

Caro Presidente

il Suo comunicato ci lascia sconcertate.

La Sua decisione pone nel nulla il risultato elettorale e di fatto nega il ruolo dei partiti, ruolo fondamentale per la vita democratica.
Nell’affidare il Paese ad un collegio di “Saggi” Lei non solo ha disatteso la Costituzione Italiana di cui è il Garante assoluto ma, facendo riferimento solo al genere maschile e scegliendo SOLO UOMINI, Lei ha arrecato offesa gravissima al genere femminile dimostrando, per facta concludentia, che tra “i Saggi” non dimorano le donne.
Con questa decisione, assolutamente non condivisibile , Lei ha di fatto perpetuato la cultura misogina e patriarcale di questo Paese.
Non sarà necessario ricordarLe che la storia di questa democrazia è stata costruita con i sacrifici delle donne che non hanno mai smesso di lottare per il riconoscimento dei loro diritti e che oggi si trovano a pagare un prezzo altissimo per vivere in un Paese messo in ginocchio proprio dal genere maschile quale detentore della politica nazionale.
Non sarà vano ricordarLe che le donne costituiscono la vera risorsa del Paese e che la politica deve interpretare la realtà con il doppio sguardo sessuato di uomini e donne.

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CONTATTI   al  13   APRILE  2013:   10.500

L’EPIFANIA A MARZO

Pubblicato 17/03/2013 da paroladistrega

E’ marzo, ma credo che si sia verificata un’Epifania. Anche più d’una.
C’è un’illuminazione delle menti che comporta svolte significative per tutt* noi.
Prima Papa FRANCESCO I  che rifiuta la croce d’oro, paga la camera d’albergo, dimezza la scorta, porta scarpe vecchiotte e un po’ sformate alquanto francescane. Ma soprattutto: da il benservito al cardinale Bernard Law perché reo di aver coperto i preti pedofili nella diocesi di Boston. Si dice che voglia metterlo in clausura: mica male come idea. Tanto per iniziare a fare un po’ di pulizie francescane.
E, per precisare, non è misogino né omofobo. Le notizie che sono circolate su sue improbabili affermazioni sono state create ad hoc in Costa Rica, tanto per spalare il solito fango sulla Chiesa (non certo immune da peccati, ma non mi sembra il caso di fare una moderna caccia ai cattolici).

Poi ecco una donna in gambissima che diventa Presidente della Camera: LAURA BOLDRINI (deputata di SEL). E’ la terza donna Presidente della Camera, dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti.
La signora ha un curriculum notevole, un’esperienza da far zittire qualsiasi misogino rompiscatole: ricordo solo che è stata portavoce dell’Alto Commissariato per i rifugiati dell’ONU. Nel suo discorso di insediamento ha parlato dei diritti delle donne e degli immigrati. La sua frase più bella: “Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore”.
Come potrebbe non piacermi già?

Infine, la ancor più recente notizia che dal ballottaggio alla Presidenza del Senato tra Renato Schifani (Pdl) e Pietro Grasso (PD) esce vittorioso lui, ex Procuratore nazionale antimafia, collega di Falcone e Borsellino: il canuto PIETRO GRASSO. E ciò anche grazie al voto di alcuni senatori dissidenti M5S, poi colpiti da anatema nel blog stellare (a me questi dissidenti stanno molto simpatici, non so a voi).

E io, in questo sabato notte di questa epifania di marzo che sta illuminando menti e cuori, me ne vado a dormire sognando un Paese migliore.

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CONTATTI  AL  30  MARZO 2013:   10.167

8 MARZO: NON E’ LA FESTA DELLA DONNA

Pubblicato 07/03/2013 da paroladistrega

annarkikka

(illustrazione di Stefania Spanò)

Stamani, 7 marzo, è Massimo (un amico) a sottolineare la cosa nella mia bacheca facebook:

“Cara Barbara, scusa se rubo un pezzetto della tua bacheca, volevo fare una riflessione con te, femminista moderna e intelligente, e con le donne come te. Domani ci sarà lo scatenamento della mimosa e dei fioristi, si faranno i soliti servizi in merito all’8 marzo, ecc… ecc… Ma la riflessione che faccio è proprio sull’intestazione: Festa della Donna….”

Massimo ha ragione. L’8 marzo NON è la festa della donna (non necessitiamo di feste e fiori): l’8 marzo è la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA. L’abbiamo scritto e detto ovunque, noi donne che lottiamo per i nostri sacrosanti diritti. Certo, la mimosa ha il suo valore simbolico e storico, in quanto appare per la prima volta l’8 marzo 1946, dopo la guerra.

Ma mimosa a parte, questa moda della “festa da festeggiare” mi fa un po’ schifo: possibilmente nei locali, possibilmente ubriache, possibilmente con cena e spettacolo di spogliarello maschile (possibilmente belli unti).
La cosa mi fa rivoltare lo stomaco. Ma c’è a chi piace. C’è a chi piace imitare i lati negativi dell’universo maschile.
Comunque, meno male che alla maggioranza delle donne non piace: cioè, proprio non ce ne frega nulla di assimilare questi usi e costumi maschili. Noi abbiamo i nostri. E i nostri usi e costumi ci dicono che la giornata internazionale delle donne serve per ricordare i nostri DIRITTI, soprattutto quelli che ancora non ci vengono riconosciuti.

Vogliamo ricordarne solo alcuni, pochi pochi (ma fondamentali)?
1) TUTELA DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA E STALKING: tutela sul piano giuridico e psicologico; assistenza in case di accoglienza. Ci sono i centri antiviolenza, ma non sempre funziona il tutto, visto che mancano fondi. Per gli F35 ci sono, per le donne maltrattate non ci sono.
2) ISTITUZIONE DEL REATO di FEMMINICIDIO con relative pene (e aggravanti in caso di legame affettivo tra carnefice e vittima): così magari ridiamo dignità alla vittima, rieduchiamo un po’ gli uomini e pure il linguaggio mediatico (visto che quando una donna è morta ammazzata per opera di un uomo si usa definire il tutto, lo sappiamo bene, come raptus della gelosia)
3) PARI RAPPRESENTANZA in politica: a me il 40% o giù-di-lì non risulta che sia parità, ma solo ennesime quote rosa riviste, corrette e impacchettate per bene (dicesi parità il 50-50). Sembra un regalo riciclato.

Ciò detto, in pratica, che si fa? Si lotta. Oggi, domani, sempre. Finché questi diritti non verranno riconosciuti come tali.
Le feste lasciamole ai santi. Noi non siamo sante, siamo meravigliosamente imperfette.

Ringrazio Stefania Spanò per aver concesso l’utilizzo nel post dell’immagine di Annarkikka  🙂

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CONTATTI    15  MARZO 2013:  9.886

STELLE FILANTI O STELLE CADENTI ?

Pubblicato 04/03/2013 da paroladistrega

Ci siamo.
Lo abbiamo sottovalutato, lo abbiamo deriso, lo abbiamo osservato, lo abbiamo tenuto a distanza.
Poi, abbiamo iniziato ad esaminarlo, vagliarlo, soppesarlo.
Ma era già tardi.
Così, il M5S ora è il primo partito del Paese.
E’ un male oppure è un bene? Forse è ancora presto per dirlo: il tempo ci farà vedere in modo più preciso quanto peso ha ed avrà nella nostra storia nazionale questo movimento di “innovatori”.

A vederlo come frutto maturo del “voto di protesta”, come alternativa pulita al lato sporco della politica, come ventata di aria carica di iodio di mare rispetto allo smog grigiastro di città…. ci sarebbe da pensare bene, molto bene.

Poi però vedo ed ascolto in tv, quei grillini usciti dal loro conclave romano. E allora mi viene una leggera pelle d’oca.
“Non vi preoccupate, faremo tutto tra noi online” è il sunto del pensiero grillin-grillesco.
E non è un pensiero di oggi o di ieri, ma dell’altro ieri. Un pensiero autoreferenziale che ha sempre caratterizzato questo movimento.
Soggetti poco identificati (perché non devono mostrarsi troppo in tv), che parlano tra loro utilizzando la rete.
Forse non serviranno più Palazzo Madama e Montecitorio: obsoleti, vecchi, roba da buttare. Probabilmente faranno le sedute online.

Non dobbiamo preoccuparci. Faranno tutto loro.
Chissà se poi ci diranno cosa, quando e perché.

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CONTATTI AL  7  MARZO 2013:   9.470

CARO BERSANI TI SCRIVO, COSI’ MI DISTRAGGO UN PO’…. (chiedo perdono a LUCIO DALLA)

Pubblicato 02/03/2013 da paroladistrega

Caro BERSANI ti scrivo così mi distraggo un po’
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei SMACCHIATORE DI GIAGUARI c’è una grossa novità, il VECCHIO PD è finito ormai e qualcosa ancora qui non va.
Si MANGIA POCO SEMPRE compreso quando è festa
e c’è chi ha messo dei SANTINI vicino alla finestra,
e si sta senza LAVORARE per intere settimane,
e a quei POLITICI che hanno TUTTO DA DIRE
del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che l’ELEZIONE
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando.
……………………
……………………

Sì, che mi perdoni LUCIO DALLA se ho manomesso parte della sua opera d’arte L’ANNO CHE VERRA’, per scrivere a BERSANI.
Ma Lucio è un’anima grande e da lassù mi scuserà certamente.

E questa lettera, CARO BERSANI te la scrivo di pancia, chiedendoti gentilmente di farti da parte.
Io ho votato alle primarie del csx (LAURA PUPPATO), poi non ho votato al ballottaggio tra te e RENZI (perché mi sembrava di tradire la mia idea puppatiana), poi sono stata a guardare le oscillazioni del PD verso quel governo tecnico che aveva terrorizzato l’Italia.
E ho deciso di votare RIVOLUZIONE CIVILE.
Un voto perso? Mah! Io (e come me molti altri) avrei votato PD, se ci fossero state posizioni precise, nette, orientate decisamente a sinistra, lontane dal tecnicismo, dalle banche, dalla Germania. Posizioni vicine ai cittadini, alla gente, ai problemi reali (e per favore, lasciamo perdere la storia dell’IMU perché i nostri problemi non sono solo quelli).

E ora? Ora, con tutto il dovuto rispetto, chiedo a chi ha fallito di farsi da parte.
I risultati di queste ELEZIONI sono il sintomo di una grave malattia.
Il PD, il CSX, il PAESE intero hanno bisogno di un altro LEADER.
Caro Bersani, ti scrivo: per favore, se ami come me questo Paese, fai un passo indietro.
La soluzione forse non è Renzi, ma non è neppure parlare di giaguari da smacchiare e bambole da pettinare.

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CONTATTI  AL  4  MARZO  2013:   9.365

QUELLA COSA CHIAMATA POLITICA

Pubblicato 01/03/2013 da paroladistrega

A scuola si insegna che la POLITICA è il governo della POLIS, della CITTA’ e, per estensione, dello STATO.
In sintesi la POLITICA è la “cura” dei cittadini, da parte di coloro che sono delegati-chiamati a farlo.
Almeno in un sistema di democrazia.
Almeno fino a ieri o all’altro ieri.

Oggi non sappiamo più cos’è la politica. E forse è da tempo che non lo sappiamo più: semplicemente, rimandavamo la domanda e la soluzione del problema.

Oggi un Paese intero si sta chiedendo cos’è la POLITICA. E da chi è gestita, come è gestita, cosa produce e cosa non produce (soprattutto).

La POLITICA…. che parla dalla tv entrando nelle nostre case a tutte le ore del giorno, che ci illude con mille promesse allettanti e dorate, che ci prospetta ipotesi e soluzioni, che crea il problema e lo distrugge, che crea l’ansia dell’attesa e ci dice di stare tranquilli.
Perché la politica conosce le soluzioni: è fatta di problem solving.

NOI NO.
Noi non sappiamo quali saranno le soluzioni.
Noi ci alziamo ogni mattina sperando di ascoltare la notizia che qualcuno, là, ci riorganizzi il Paese e lo faccia bene, nel migliore dei modi.
E poi, noi andiamo a letto ogni sera con la testa pesante di mille parole, con l’amara prospettiva che il giorno dopo ci sarà l’ennesimo punto interrogativo.
Intanto, abbiamo l’obbligo di vivere e di farlo come persone perbene.
Noi ci proviamo. Noi.

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CONTATTI AL  2  MARZO  2013:    9.233

Parti di lui

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BARBARA GIORGI

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BARBARA GIORGI