GLI SHORTS NON STUPRANO

Pubblicato 05/07/2013 da paroladistrega

#GliShortsNonStuprano

Come tant* di noi amanti del web, ho visto più volte linkato ovunque questo articolo del SECOLO XIX di  MARCO  CUBEDDU:

http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2013/07/01/APvyOAsF-cubeddu_ragazze_shorts.shtml

Da rimanere senza parole. Oppure in alternativa, da dirne talmente tante che non basterebbe un libro.

Sono queste idee, questi stereotipi, queste rappresentazioni medioevali che conducono noi donne ancora al rogo:  Sono Strega perché spesso do fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici. Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.” (dal mio monologo Chiamatemi Strega, per l’appunto).

In risposta all’articolo del SECOLO XIX, aderisco quindi alla campagna seguente, pubblicando la mia foto con un paio di shorts:

http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2013/07/01/glishortsnonstuprano-cosce-al-vento-contro-la-morale-che-giustifica-gli-stupri/

Perché noi donne ci vestiamo come ci pare e piace: LO STUPRO NON E’  NELL’INDUMENTO,  MA NELLA TESTA DELLO STUPRATORE.

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CONTATTI    AL  10  LUGLIO 2013:   13657

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7 commenti su “GLI SHORTS NON STUPRANO

  • Ciao. I pantaloncini li portavamo, nello stesso modo, anche noi negli anni 68/70!! C’era una famosa pubblicità che campeggiava sui cartelloni, in tutte le grandi città. E, credo, chi ha più o meno la mia età, se li ricorda. I borghesi si scandalizzavano, ma noi ragazzine li portavamo tranquillamente, senza che nessuno ci infastidisse più di tanto…
    Sono passati tanti anni. La morale dovrebbe essersi allargata…. ed invece sembra esserci maggiore chiusura di quanta ce ne fosse allora. La società, malgrado le tante ragazzine in pantaloncini (sempre molto piacevoli da vedere e, devo dire, per nulla volgari!) sembra essere diventata ancora più bigotta e maschilista. Vogliamo far tornare la donna a casa? Vogliamo che faccia solo la moglie e la mamma? Che non lavori e dipenda dall’uomo, per tutto? Si, sembra esserci una nuova avanzata di quanti sostengano queste teorie..
    Le donne, nuovamente, come è avvenuto negli anni 70 dovrebbero prendere nuovamente coscienza di sè: dei propri diritti (e non solo di quello relativo ai pantaloncini…) ma anche dei propri doveri. Diritti e doveri, soprattutto, verso sè stesse. Diritti/doveri all’autonomia, all’intelligenza, alla istruzione, al lavoro….
    Spero di avere ancora tempo, nella mia vita, per vedere questa “riconquista”…
    Un abbraccio e un grosso augurio a tutte.
    Una come voi

  • “Vogliamo far tornare la donna a casa? Vogliamo che faccia solo la moglie e la mamma?” A dir la verità, non so cosa “si voglia” davvero. In tempi di stress e d’incertezza, ci si fa domande disorientate su tutto. Anche sui comportamenti diffusi fra le ragazzine. Preciso che la mia educazione tende a distinguere fra pantaloni e mutande, in ogni caso. Ma non mi viene mai da dire “non mi stupisco che le violentino” o cose del genere. Un sacco di mie coetanee, alle scuole medie e al liceo, andavano in giro vestite come paresse meglio a loro, senza per questo subire stupri. Così pure, non si capisce che ruolo giocherebbero i vestiti in episodi come questo: http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2012/09/22/775779-sequestrata_violentata_garage.shtml Adesso, anche aspettare l’ascensore sarebbe “provocazione erotica”?

    • Grazie del tuo commento Erica 🙂
      Gli shorts, la mini e tutti gli indumenti più “liberi” delle donne (cioè più lontani dal consueto e tradizionale modo di vestirsi) sono visti come simboli erotici, come richiami sessuali, come “porte aperte al luna park…”. Ma non è così.
      Io ho sempre indossato sia shorts che mini, adeguandoli magari al contesto, all’occasione. Esempio: non andrei mai ad un matrimonio oppure ad un appuntamento di lavoro con gli shorts, ma solo per una questione di buongusto. Ma è una MIA DECISIONE, una MIA LIBERA SCELTA indossarli o meno: non deve essere una morale bigotta da quattro soldi a farmi desistere. Deve essere il mio personale senso della misura, dell’eleganza, dell’adeguatezza al contesto.

  • ma é pazzesco!! Anch’io sono di quella generazione del famoso cartellone degli shorts!! Sono stata una delle prime,al mio paese ,a girare in miniminigonna e shorts e allora mi guardavano storto,ma…sono passati ben piú di 30 ANNI!!!! Retrocedere é pericolosissimo! Ho lottato,ho fatto parte del movimento femmiinista e dell’UDi da studentessa a Milano,ma….ho solo perso tempo?? Abbiamo solo perso tempo??Quelle di questo “giornalista” sono,come si diceva allora,ma qin questo caso non in senso figurato:seghe mentali!!

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    BARBARA GIORGI

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