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Tutti gli articoli per il mese di settembre 2013

NELLA MIA CITTA’: FINALMENTE UNO SPORTELLO ANTIVIOLENZA

Pubblicato 26/09/2013 da paroladistrega

Grazie A.R.Pa.
Sì, grazie donne di A.R.Pa. , perché ora anche nella nostra città di MASSA – dopo la chiusura e inattività del CENTRO DONNA – avremo uno SPORTELLO ANTIVIOLENZA.
Riporto di seguito il testo inviatomi dalle amiche di A.R.Pa., dott.ssa ILARIA TARABELLA e ANNACHIARA BORRELLO:
L’Associazione A.R.PA. (www.arparita.blogspot.it ) lavora dal 2001 sul territorio della provincia di Massa-Carrara con progetti di promozione delle pari opportunità, contrasto alla violenza e diffusione di una cultura di genere.
Nel 2009 abbiamo lavorato al progetto “DIREVITA” -Azioni di prevenzione contro la violenza alle donne-finanziato dal Ministero delle Pari Opportunità, dal quale è scaturito un protocollo antiviolenza firmato dalla nostra associazione A.R.Pa. ed altri soggetti del privato sociale, enti pubblici, forze dell’ordine e ASL.
In linea con questo protocollo abbiamo vinto su bando regionale “Cittadinanza di genere” -anno 2012, il progetto M.E.L.A.-Misure Efficaci Laboratorio Antiviolenza-, al fine di portare avanti interventi volti alla prevenzione, protezione e sostegno delle vittime, attraverso la realizzazione di interventi formativi per operatori e/o volontari e la diffusione di una cultura della non violenza. Il corso inizierà questo sabato, 28 settembre 2013.
Dai dati in nostro possesso, non ultimo il tragico episodio che ha visto la città direttamente coinvolta da un efferato femminicidio, si evince che le donne vittime di violenza sono in aumento e la maggior parte di esse riscontra difficoltà a denunciare in quanto questione privata, di cui molto spesso vergognarsi, mancanza di luoghi ad hoc che possano accoglierle ed orientarle e non ravvisano sufficienti garanzie di tutela. Mancano servizi mirati ad affrontare tali problematiche. Il Centro Donna provinciale è chiuso da quasi un anno e tale chiusura ha lasciato la città di Massa completamente sguarnita di servizi a tutela e di ascolto delle donne vittime di violenza. È il primo contatto che induce la donna a parlare, offrendo un supporto immediato, senza destinarla ad altri uffici attivando ritardi o attese che disincentivano la vittima. Si rileva dunque la necessità di favorire la cultura della denuncia e l’abbattimento di stereotipi.
Forti delle esperienze, dei progetti portati avanti, delle competenze, le donne dell’Associazione A.R.Pa. hanno deciso di attivare uno Sportello Antiviolenza che offre su appuntamento i seguenti servizi:
-ascolto (effettuato da donne formate in materia di accoglienza delle vittime e contrasto alla violenza di genere)
-consulenza legale (effettuata da un’avvocata specializzata sul tema e operatrice del Centro Antiviolenza Frida di San Miniato-Pisa, facente parte della rete TOSCA)
I servizi, del tutto gratuiti, sono rivolti a donne che vivono o hanno vissuto situazioni di maltrattamenti, violenza e abusi. Abbiamo attivato dal lunedì al sabato (h.9.00-20.00) il seguente numero dedicato: +39 377 6994263

http://www.arparita.blogspot.it/

volantino_arpa

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CONTATTI     26  SETTEMBRE  2013:  17402

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LA “NOTTE ROSA”…. O LA “NOTTE ROSSA”?

Pubblicato 16/09/2013 da paroladistrega

Da qualche anno, soprattutto in periodo estivo, molte città italiane organizzano la c.d. NOTTE ROSA (ispirata dalle Notti Bianche). Tutto è nato dalla riviera romagnola e si è poi diffuso in ogni dove nello stivale.
Luminarie e fuochi artificiali sul lungomare, seratone in discoteca tutt* vestiti come confettini rosa, ristoranti che regalano rose alle signore, sagre nelle piazze (con delizie a gogò).

Carino.
Ma ormai la Notte Rosa è diventata simbolo di qualcosa che va oltre la festa di paese, la festa del turista, la festa del bombolone. E’ un momento di condivisione di luoghi pubblici, di spazi, di idee. E sempre più donne la stanno organizzando e vivendo NON come una “semplice festa”, ma come un momento di costruzione, di confronto, di riflessione. Anche con le emozioni che possono regalare la musica e altre forme d’arte.

Anche nella mia città  – Massa – stiamo provando ad organizzarla.
Ma noi preferiremmo usare la definizione NOTTE ROSSA.
Per ricordare il tema della lotta alla violenza di genere.
Per ricordare le vittime di femminicidio.
La NOTTE ROSA che diventa ROSSA, per mantenere viva l’attenzione sulle problematiche di genere.
L’idea è stata della mia amica Ilaria Tarabella e tutto il gruppo ha approvato: forse perché qui il 28 luglio è morta Cristina Biagi.
E noi non la dimentichiamo.

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CONTATTI     20  SETTEMBRE  2013:  17332

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RAWAN, SPOSA BAMBINA

Pubblicato 10/09/2013 da paroladistrega

RAWAN è morta a soli 8 anni, dopo la prima notte di nozze, per lesioni interne. RAWAN era una sposa-bambina dello Yemen, come il 14% delle bambine yemenite.

Mi è venuto da pensare a com’ero io a 8 anni.
Quando correvo su e giù per le piane con le cugine, dalla casa dei nonni fino alla Chiesa dei frati: tornavamo solo per fare merenda, con le ginocchia devastate dalle continue cadute.
Scappavamo via quando arrivava il contadino con il suo grosso forcone e ci nascondevamo ovunque, mangiando foglie di menta. La sera c’erano strane bolle procurate dalle ortiche sulle mani e sulle caviglie.
Ho giocato tanto da piccola, ho vissuto una splendida infanzia.

Quanti altri bambini e bambine vivono davvero la loro infanzia?
Quanti di loro sono deprivat* di emozioni e sentimenti positivi?
Quanto di loro sono soggetti invece a violenze inaudite, ovunque nel mondo?

Una bambina di 8 anni muore e noi ci scandalizziamo e ci turbiamo, soprattutto perché non possiamo comprendere come – a quell’età – un essere umano possa costituire oggetto di sesso.
Ma cos’è il sesso allora? Cos’è per certi uomini e per certe culture?
Violenza-affermazionedelmaschio-necessitàdiprocreazione-commerciodicorpi….
Praticamente uno schifo. Uno schifo che una società civile deve condannare.
Ma cambiare culture millenarie è un’ardua impresa.
Così ci sentiamo impotenti.
Io, oggi, mi sento molto molto impotente….

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CONTATTI     12  SETTEMBRE  2013:  17155

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I MINI UOMINI

Pubblicato 02/09/2013 da paroladistrega

Ci sono uomini e uomini. Certo: ci sono anche donne e donne. Come ci sono pure gatti e gatti, lasagne e lasagne, scarpe e scarpe, libri e libri. Al mondo c’è varietà.
Anche gli uomini sono di diverso tipo…
Ma va da sé: senza gli uomini non potremmo certo scrivere e cantare di sole-cuore-amore, non potremmo leggere i versi di Paolo e Francesca, non guarderemmo la luna e le stelle con il naso all’insù e lo stomaco in subbuglio, non compreremmo chili di post-it per lasciare messaggini innamorati in ogni dove, non sospireremmo come asmatiche di fronte al mazzo di rose rosse simbolo d’amore eterno, non piangeremmo lacrime più copiose delle gocce del Gange nel guardare film romantici.
Non saremmo noi. Senza gli uomini non saremmo qui.
E loro senza di noi? Neppure loro sarebbero qui. Solo che molti non lo sanno: credono di essere arrivati con la cicogna.
Comunque, non sono tutti così male.

Ci sono quelli della partita satellitare sparata in tv a tutto volume (per ascoltare meglio i commenti sagaci e filosofeggianti dello speaker) accompagnata da un chilo di spaghetti al dente conditi con vasetto confezione famiglia di sugo all’amatriciana. E birra fredda. Il tutto senza apparecchiare, così come viene, un momento improvvisato e naif sul divano (soprattutto sui divani di stoffa bianchi che attirano il sugo a calamita).
Ma questi sono gli uomini che – probabilmente – ci stanno pure simpatici. Perché, diciamolo, è preferibile che guardino la partita piuttosto che vederli girare in casa con trapano e martello mentre tentano di attaccare mensole. Mine vaganti. E guai a chiedere informazioni sulle intenzioni: è lesa la loro dignità di bricoleur.

Poi ci sono quelli che invece fanno gli intellettuali. Magari non lo sono, ma lo fanno.
E sanno tutto di tutto e tentano di spiegarci al millimetro cosa sarebbe meglio fare-come-quando-perché.
E se ci raccontano una cosa iniziano da Adamo ed Eva, mentre noi sappiamo già qual è la conclusione e pure tutte le eventuali opzioni e vie di fuga. Con e senza mela del peccato.
E mentre parlano, noi pensiamo alla lista della spesa, ripassiamo tutto il bilancio familiare e quello dell’ufficio.
Ma questi uomini non sono così male: parlando tanto, ci aiutano a stare sveglie anche senza caffè.

Poi ancora ci sono quelli muti. Come un pesce, come una lumaca, come il vaso di terracotta con le ortensie. Mutissimi. E se parliamo chiedendo la loro attenzione, ci fissano con un’assenza di pensiero preoccupante. La spiegazione logicissima è sempre quella. Sono stanchi. Noi no. Noi siamo sempre vispe come grilli ad agosto: anche con quarantadue di febbre, mal di testa cronico e tallonite acuta. Ma si sa: la stanchezza è prerogativa del maschio che lavora. La donna lavora per diletto.
Ma anche questi uomini, in fondo, sono amabili. Il loro silenzio ci permette l’elaborazione di monologhi entusiasmanti, tipo quelli tenuti allo speakers’ corner a Londra. Ce le cantiamo e ce le suoniamo.

E infine ci sono loro: i MINI UOMINI. Quelli che sono “mini” in quanto non sono uomini. Non come gli altri. Sono omini, omuncoli, ometti.

I MINI UOMINI sono quelli che per sentirsi “maxi” usano la clava: non sono ancora usciti dalla caverna, non sono ancora sapiens sapiens, non hanno ancora capito che l’altra metà del pianeta è abitata da noi donne. Credono di essere gli unici esseri pensanti di tutto l’universo. Oltre a loro, tutto il resto, dal pidocchio alla donna, dal virus alla femmina… è roba da brodo primordiale. Anzi, credono che i virus siano anche più intelligenti della donna.
I MINI UOMINI sono quelli che prima dicono di amarti: vanno in cielo e rubano la luna per te, ti coprono di petali di rosa e ti fanno levitare dal suolo. Poi ad un tratto, un giorno, si tolgono la maschera mostrando il loro essere mostruoso.
E iniziano ad arrivare le critiche cattive, quelle costruite ad hoc per distruggere la nostra sicurezza, per farci sentire in balìa delle onde.
E poi arrivano le offese urlate, quelle scagliate contro come sassi: una lapidazione in piena regola per noi, colpevoli d’essere donne.
E ancora, come in un film dell’orrore quando la musica incalza, ecco le spinte, ecco il primo schiaffo.
E poi un altro ed un altro ancora.
E magari, nel tempo, arrivano i pugni. E i calci sul corpo disteso a terra, piegato e racchiuso in sé come quello di un neonato.

Noi non usiamo la forza. Non quella fisica. Raro.
Noi siamo forti dentro. Siamo dei contenitori immensi di forza interiore. Siamo così immense che in noi non esiste un principio e non esiste una fine.
O meglio, la fine spesso c’è. E noi, con il nostro contenitore di forza, ce ne andiamo senza far troppo rumore. Basta l’ultimo calcio, basta l’ultimo pugno.

Ma il MINI UOMO non vince. Non può vincere. Non vincerà mai.
Perché per ogni donna caduta sotto la sua clava da cavernicolo, ce ne saranno sempre altre mille che alzeranno la testa.

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CONTATTI  3  SETTEMBRE 2013:  16662

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LA TERZA GUERRA MONDIALE? IO NON LA VOGLIO, GRAZIE.

Pubblicato 01/09/2013 da paroladistrega

Dopo questi giorni d’estate, dopo le vacanze, dopo il “momento magico” della presentazione del mio libro… volevo scrivere di emozioni e cose belle. Ma il resto del mondo non è d’accordo. Il resto del mondo parla di GUERRA.

Ovunque, nei tg, nei giornali, nel web si discute del probabile ATTACCO USA in SIRIA: OBAMA, dio dell’Olimpo, ha deciso che gli USA devono condurre un’azione militare contro il regime siriano “perché l’ONU è PARALIZZATO”.

E’ dal 2011 che ASSAD macella i civili rivoltosi, ma gli USA (a parte tiepide posizioni) si svegliano ora, a causa  dell’uso di armi chimiche contro la popolazione.
Ma perché dopo anni di eccidi, OBAMA manda l’ONU a qual paese e pianifica un ATTACCO contro la SIRIA ? Si ipotizza qua e là, per buttare a gambe all’aria entrambe le parti (regime siriano sostenuto da Iran e Russia …. vs… ribelli sostenuti da estremisti islamici).
Ergo: farli fuori tutti in un sol colpo. Tipo de-rattizzazione.

E NOI? Anche se LETTA si affanna a dichiarare che vuole l’autorizzazione ONU per intervenire, ricordiamoci tutti che in ITALIA ci sono molte BASI MILITARI USA. Della serie: le bombe non volano da sole. Quindi anche noi, volenti o nolenti, potremmo essere coinvolti indirettamente in azioni di guerra.

E il feedback? La RUSSIA minaccia interventi in difesa della SIRIA.

Sentite odore di follia umana e di morte?
Io sento pure odore di terza guerra mondiale….

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CONTATTI   2  SETTEMBRE  2013:   16510

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Parti di lui

Sono un Dugongo spiaggiato.

PALESTINE FROM MY EYES

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BARBARA GIORGI

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Posto Occupato

È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza.

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IllustrAutrice

BARBARA GIORGI