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Tutti gli articoli per il mese di ottobre 2013

SONO SOLO BAMBINE

Pubblicato 31/10/2013 da paroladistrega

Lo abbiamo letto. Lo abbiamo ascoltato in tv. A Roma, due bambine (14 e 15 anni) indotte alla prostituzione. Dalla madre di una delle due. Sottolineo: da una MADRE (e non aggiungo altro, perché le madri vere sono altre….).

Poi leggo su Facebook qualche commento di donna che dice “basta con il buonismo, anche le due ragazzine sono colpevoli e vanno punite”.
Punite di cosa?
Forse del fatto che sono due bambine e che i  loro sogni sui baci, le carezze d’amore, gli sguardi rubati si sono infranti contro un muro di cemento armato?
Forse del fatto che non sono riuscite da sole a distruggere quel muro di cemento costruito da una madre e da  uomini pedofili?
Forse del fatto che non hanno saputo salvarsi da una forma di schiavitù mentale e di gioco perverso che le ha condizionate e rese oggetti da manipolare e gestire a piacimento del mondo adulto?

Di cosa vogliamo accusarle? C’è un’ampia scelta.
Ricominciamo a dire che forse indossavano abiti provocanti?
Ricominciamo a dire che le donne, anche bambine, sono la personificazione di Satana e inducono al peccato?

Sono preoccupata.
Dopo anni di lotte femministe che io, per età, non ho vissuto (ma ringrazio quelle magnifiche donne), dopo anni spesi a far valere una nostra autodeterminazione e una nostra dignità di esseri umani…. ora si sta delineando un nuovo Medioevo per le donne.
E le prime a farne le spese sono proprio le bambine. Perché a 14-15 anni si è delle bambine.
Checché ne dicano quelle signore benpensanti che scrivono su Facebook commenti sulla “colpa” di queste due bambine.
Care signore benpensanti: forse siete quelle che hanno mariti o compagni che una volta all’anno si fanno pure viaggetti all’estero alla ricerca di bambine da stuprare.
Siate donne vere: non siate complici di uomini perversi.
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CONTATTI 14  NOVEMBRE  2013: 18914
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“DONNE PRENDETE NOTA!”

Pubblicato 23/10/2013 da paroladistrega

Ieri ho saputo da alcune amiche di Carrara (quindi praticamente mie “vicine di casa”) che la COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ del Comune di Carrara ha un nuovo Presidente. Sì, avete capito bene, “un nuovo”… e non “una nuova”. Ergo: un uomo.
Peccato che esista uno STATUTO che all’art. 2 stabilisce finalità quali: “valorizzare il punto di vista femminile”, “dare poteri e responsabilità alle donne”, “potenziare la soggettività femminile”.
Dunque ci sarebbe da chiedersi:
1. non c’erano donne “meritevoli” di assumere questo incarico, dotate di capacità di leadership e di coordinamento risorse umane?
2. C’erano donne meritevoli e capaci ma – orrida frase – “non si sono ritenute all’altezza”?
3. Il signore che ora ricopre l’incarico è così certo di poter rappresentare le donne e il “punto di vista femminile”?
Ma come mai il PUNTO DI VISTA FEMMINILE ha sempre bisogno del PUNTO DI VISTA MASCHILE per avere un riconoscimento del proprio valore?
Noi donne non riusciamo proprio a capire che continuando a demandare non andiamo da nessuna parte?
Ciò detto, vado a pubblicare di seguito un COMUNICATO che mi hanno inviato alcune amiche, in riferimento alla COMMISSIONE P.O. di CARRARA. Lo trovate anche qui (insieme ad un mio parere): http://gabbianonews.tv/edizione/massa-carrara/articolo/la-nomina-di-alessandro-bandoni-alla-presidenza-delle-pari

Donne prendete nota!

Ieri la Commissione Comunale Progetto Donna per le Pari Opportunità con una sola a astensione ha votato a favore della presidenza a un uomo Alessandro Bandoni e subito è partita la standing ovation, tanti i commenti di molte donne ” ora si farà sul serio, vai avanti siamo tutte con te e complimenti a gogo”
Certo anche noi ci associamo ai complimenti a Bandoni che ha saputo perseguire i suoi obbiettivi ma soprattutto a chi lo ha votato, che ha inferto un colpo alla credibilità delle politiche di pari opportunità di genere.
Alessandro Bandoni è infatti diventato, per chi lo ha votato, l’interprete più genuino, più credibile di una serie di obbiettivi, che sono alla base della commissione comunale Progetto Donna per le Pari Opportunità e vale la pena ricordarle: valorizzare il punto di vista femminile e porre al centro della politica la soggettività femminile; dare poteri e responsabilità alle donne e potenziare la soggettività femminile; lavorare in rete tra soggetti femminili rappresentanti le realtà politiche, culturali, associative e del mondo del lavoro del territorio comunale e infine promuovere le condizioni di pari opportunità tra donna e uomo nei luoghi di lavoro … Per noi oggi non è un bel giorno, per noi oggi sono stati fatti dei grandi passi indietro nelle politiche di genere e questo non siamo solo noi ad affermarlo ma lo sono le Nazioni Unite che sottolineano, all’interno del rapporto CEDAW, come uno dei motivi di fallimento delle politiche di genere in Italia siano oltre alla mancanza di fondi, alla loro dispersione in mille rivoli e alla farraginosità delle istituzioni di parità, “il considerare le discriminazioni contro le donne come una delle tante forme di discriminazione, senza riconoscere la sua specifica natura di genere.” E non a caso nelle raccomandazioni allo stato italiano, si sottolinea “nella determinazione delle competenze in materia, si chiarisca la differente portata di “pari opportunità” (per tutti, inclusivo di ogni forma di discriminazione) e attività antidiscriminatoria basata sul genere. Non si può continuare a parlare di discriminazione basata sul sesso come una delle forme di discriminazione” “Si deve riconoscere che il genere è parte della vita di ogni persona, aldilà che appartenga ad un altro gruppo di maggioranza o ad un’altra minoranza” insomma tutto il contrario di quanto annunciato dal presidente, non ce ne voglia, Alessandro Bandoni e “come ho avuto modo di dire DONNE, IMMIGRATI, OMOSESSUALI. Nessuno ripeto, nessuno VERRÀ LASCIATO INDIETRO”
Insomma un altro passo indietro per un paese scivolato solo dal 2011 al 2012 dal 74 esimo all’ 80 esimo posto nella classifica del gender gap dei 135 paesi analizzati, arriviamo dopo il Lesotho, le Filippine, Nicaragua, Sud Africa, insomma donne prendete nota un paese per donne esiste ma non è l’Italia!

Giurleo Clotilde Vice – Presidente CPO regione Toscana
Claudia Bienaimè consigliera comunale
Sara Vatteroni esperta in Diversity management
Frida Alberti presidente Ass. ARPA

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CONTATTI 28 OTTOBRE 2013: 18428
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LO STUPRO E GLI STUDENTI MODELLO DI BUONA FAMIGLIA

Pubblicato 22/10/2013 da paroladistrega

Abbiamo letto e ascoltato tutt* la terribile notizia dello STUPRO della ragazzina sedicenne a Modena, da parte di un BRANCO DI 5 RAGAZZI (un 17enne e quattro 18enni), durante una festa in casa.
Una festa tra amici, tra compagni di scuola.
Si sono alternati nello stupro, mentre uno faceva il “palo” fuori dalla porta del bagno.

Leggendo i giornali online,  ecco qui alcune frasi ad hoc (ne menziono solo 3). Provo a commentarle:

1) “tutti modenesi, incensurati, di buona famiglia”: frase che dovrebbe essere addirittura di una nota dell’Arma (che sta effettuando le indagini).
http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_19/modena-sedicenne-violentata-ad-festa-5-amici-di-buona-famiglia-denunciati-dd9a9590-38c1-11e3-a22e-23aa40bc2aa7.shtml

DOMANDA: cosa si intende per “BUONA FAMIGLIA”?
La famiglia dove tutti sono felici e contenti? La famiglia dove il papà porta a casa i soldi a fine mese, lava l’auto la domenica, guarda la partita in tv e non fa le corna a mamma? La famiglia dove mamma fa i tortellini, stira bene con l’appretto e indossa tailleur con filo di perle?
Vorrei una definizione di “buona famiglia”. Per capire meglio.
Così sto alla larga dalle cattive famiglie e vado a cena solo da quelle buone (ma forse sarebbe meglio l’opposto).

2) “denunciati 5 studenti modello”: frase del titolo dell’articolo di Leggo.it
http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/modena_violentata_15_anni_festa_branco/notizie/342042.shtml

DOMANDA: chi sono gli STUDENTI MODELLO?
Forse gli studenti che prendono bei voti nel compito di latino, sanno qualche terzina della Divina Commedia a memoria, conoscono tutte le capitali dei Paesi dell’UE, risolvono logaritmi come se fossero a mangiare patatine fritte?
Magari poi non distinguono un essere umano da un p.c., ma è lo stesso. Magari le loro mappe emotive (grazie prof. Galimberti) sono peggio delle mappe del tesoro dei pirati: indecifrabili, corrose, inquietanti.

3) Inutile “scandalizzarsi se i ragazzi non si rendono neppure conto dell’inaudita gravità di certi comportamenti”, visto che la sessualità è oggi presentata come un bene di consumo: frase ad opera del senatore PdL GIOVANARDI
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/10/21/news/ragazza_stuprata_a_modena_giovanardi_nessuna_meraviglia-69081857/

DOMANDA: dove sono i senatori quando la SESSUALITA’ E’ PRESENTATA COME UN BENE DI CONSUMO?
Dov’è la legge che vieta e punisce le pubblicità sessiste?
Dov’è la legge che impedisce la mercificazione e strumentalizzazione del corpo delle donne?
Dov’è l’educazione alla parità di genere, al rispetto tra generi, alla valorizzazione dell’autodeterminazione della donna, nelle scuole?

E mentre qui e altrove ci poniamo DOMANDE…. c’è una ragazzina di sedici anni che avrebbe diritto a delle RISPOSTE.
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CONTATTI 22 OTTOBRE 2013: 18215
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“STAI ZITTA, SENNO’ TI RIEMPIO DI COLPI”

Pubblicato 18/10/2013 da paroladistrega

Spesso le donne mi scrivono. Tramite mail, chat, messaggi privati su Facebook o nel blog. Mi scrivono anche di loro esperienze di violenza, di ogni tipo: psicologica, fisica, sessuale.
Stranamente, mi colpisce molto la VIOLENZA PSICOLOGICA rispetto alle altre tipologie. Non che si possa fare una graduatoria dello SCHIFO DELLE VIOLENZE di GENERE, ma la VIOLENZA PSICOLOGICA spesso e volentieri è l’anticamera della VIOLENZA FISICA e/o SESSUALE.
La trovo ignobile perché è una sorta di avviso, di proclama, di editto dell’uomo (di quel tipo di uomo). Un sorta di parassita che spesso si insinua nella mente e nell’anima delle donne tentando di mangiarne le certezze interiori, la serenità, la voglia di vivere.
La tipica frase testosteronica che mi viene girata dalle amiche è: “stai zitta, sennò ti riempio di colpi”.
Con questa emanazione del suo potere, l’uomo intende ristabilire dei ruoli stereotipati, violenti, schiavizzanti:
– io sono il padrone e tu sei la schiava,
– io comando e tu taci,
– io ho la forza fisica per distruggerti e tu no.

Accade soprattutto quando LUI sente il terreno minato, quando sente che gli potrebbe essere tolto un pezzetto del suo dominio sul “tutto”. Perché LUI – per sentirsi tranquillo – deve sapere di dominare sul “tutto”: LEI non può avere una testa, un cervello, un’anima, delle emozioni, la voglia di esprimere la sua opinione, di fare ciò che vuole e come vuole. Non può.

LEI non può tentare una discussione alla pari: il “parliamone civilmente” non esiste nella logica di questi uomini. Esiste solo il tacere della donna.

E allora ecco la frase magica: “Stai zitta, sennò ti riempio di colpi.”

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PERCHE’ HO ADERITO A “POSTO OCCUPATO”

Pubblicato 16/10/2013 da paroladistrega

Riporto dal sito di POSTO OCCUPATO la testimonianza della mia adesione all’iniziativa ideata da MARIA ANDALORO:

http://postoccupato.org/posti/barbara-giorgi-perche-ho-aderito-posto-occupato/

Sono una blogger e mi occupo soprattutto di temi di genere, quali la lotta alla violenza sulle donne e il femminicidio. Recentemente ho pubblicato un libro, intitolato “Chiamatemi Strega”, per la Feltrinelli.

Questo libro comprende quindici brani tutti dedicati alle donne (13 racconti e 2 monologhi teatrali). Il titolo “Chiamatemi Strega” è ispirato al monologo teatrale che ho scritto e dedicato ad una grande donna ed attrice recentemente scomparsa: Franca Rame. Il monologo è stato scritto un anno fa: lei lo pubblicò nel suo blog (ancora presente lì, con oltre 9.000 visualizzazioni).Il mio libro è una raccolta di storie, alcune inventate, alcune riferite a spunti di realtà, alcune vere. Ci sono storie “leggere” e altre che invitano a riflettere. Storie dedicate alle ragazze di tutte le età.
Ho presentato il mio libro il 27 agosto 2103, a Pietrasanta, presso la galleria d’arte SPAZIO F, invitata dalla mia amica Margherita Grassi. Con me hanno collaborato la giornalista Rossana Lazzini (che mi ha intervistato), Laura Zaccagna (che ha recitato il mio monologo Chiamatemi Strega), la maestra di danza Greta Bianchini della scuola Hillary Ballet di Massa (che ha curato la coreografia che accompagnava i testi letti e recitati).
In questa atmosfera emozionante e carica di energia positiva, c’era anche il manifesto di POSTO OCCUPATO, iniziativa curata da Maria Andaloro.
Perché ho scelto di aderire a POSTO OCCUPATO?
Perché la serata non era solo dedicata alla presentazione di un libro, ma anche al ricordo di Franca Rame (che fu vittima di violenza fisica e sessuale da parte di un branco) e di Cristina Biagi (vittima di femminicidio nella mia città, Massa, il 28 luglio 2013).
Perché durante la serata ho parlato della lotta alla violenza sulle donne e del femmicidio, menzionando molte iniziative nazionali e internazionali (da No More, al One Billion Rising, a Posto Occupato).
Perché i tre testi letti e recitati (tratti dal libro) durante la serata, parlano e raccontano di donne sotto un duplice aspetto: nel racconto Perfetta (che tratta della violenza psicologica alle donne in famiglia) è rappresentata la donna che si “piega” su se stessa e rinuncia a vivere una vita vera, mentre nei due monologhi sulle streghe è rappresentata una donna che spezza le catene familiari- sociali e vive la propria libertà.
E infine, perché Posto Occupato ci ha fatto ricordare, anche durante quella sera, che lì, sopra quella sedia poteva esserci una donna viva. Forse su quella sedia poteva esserci proprio Cristina.
Parola di strega

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CONTATTI 18  ottobre 2013:  18001
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NE’ NUDE, NE’ MUTE. DAVVERO?

Pubblicato 16/10/2013 da paroladistrega

Ho visto online le immagini delle ragazze che concorrono al titolo ambitissimo di MISS ITALIA: sono state dotate in modo strategico di magliette con la scritta “né nude, né mute”.
Tutto ciò, ovviamente in risposta a LAURA BOLDRINI e alle sue critiche nei confronti di questo “evento” e di tutte le iniziative che “oggettivizzano” il corpo delle donne.

http://www.repubblica.it/politica/2013/10/15/foto/miss_italia_le_finaliste_contro_boldrini_n_nude_n_mute_-68641826/1/?ref=fbpr#2

Provo tenerezza per queste ragazze.
E mi chiedo…..
Si rendono conto che anche queste immagini e queste scritte costituiscono una strumentalizzazione dei loro corpi?
Si sentono davvero libere di indossare quelle magliette preconfezionate, predisposte, omologate, tutte di colore bianco candido immacolato?
Si rendono conto di essere il veicolo di un messaggio più grande di loro che tenta di ostacolare un lungo processo di autodeterminazione delle donne?
Si rendono conto di costituire un input identificativo per le loro coetanee che inseguiranno sempre di più il sogno del “successo mediatico” come unico strumento della realizzazione di sé (sempre che ci riescano poi…)?

Vorrei dire a queste ragazze che io le trovo BELLISSIME, a prescindere dalla gara di bellezza.
Le trovo BELLISSIME per la loro età colma di adrenalina ed entusiasmi, per le battaglie che potrebbero fare per cambiare questo mondo, per le lacrime delle delusioni e per il sorriso dell’entusiasmo.

Care ragazze, ve lo dico con il cuore: la cosa più bella che avete si chiama CERVELLO.

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CONTATTI  16 ottobre 2013: 17928
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I MORTI DELLA “GUERRA FREDDA” EUROPEA

Pubblicato 13/10/2013 da paroladistrega

Ad Avellino, ieri 12 ottobre, un ragazzo di 29 anni si è tolto la vita perché gli hanno chiuso il negozio (orafo) 10 giorni prima dell’inaugurazione. Perché? Motivi di scartoffie burocratiche.
E così DANIELE SALVIO  si è ucciso.

Non veniamo fuori con la solita scusa del “non ha retto allo stress”: questo è un omicidio di STATO. Qui c’è un colpevole.

Viviamo ormai in un Paese che non tutela i suoi cittadini. Anzi, li sfrutta, li affama, li spreme. Un LEVIATANO (uso spesso questa metafora di Hobbes perché rende l’idea): un enorme corpo mostruoso del Potere statale formato dai tanti corpi dei singoli Cittadini-individui. Un MOSTRO.

Un mostro che permette e fa in modo che un ragazzo di 29 anni si uccida: perché non è stata concessa una possibilità a questo ragazzo? Perché non è stato aiutato adeguatamente nell’espletamento delle procedure burocratiche? Perché non gli è stato data la possibilità del TEMPO?
Lui aveva bisogno solo di TEMPO. Ma lo Stato ha reclamato con le sue scartoffie.
Non si concede tempo alle persone: non si concedono possibilità, non si concedono alternative.

Viviamo in uno STATO che io personalmente non riconosco più come la terra dove sono nata: c’era RISPETTO per la Costituzione, c’era RISPETTO per le persone, c’era RISPETTO dei Valori fondamentali voluti da coloro che hanno fondato la nostra Repubblica.

Ora c’è un altro tipo di RISPETTO, che – più che altro – è una SOTTOMISSIONE: l’ITALIA ormai è succube, silente, rinunciataria nei confronti dell’UNIONE EUROPEA.
Nessun* può convincermi del contrario: tutto lo sfacelo del nostro PAESE è iniziato con l’ingresso nella moneta unica (anche detto, sistema di annientamento dei singoli Paesi).

Ormai qui comanda l’EUROPA DELLE BANCHE: non esiste più un’ITALIA DEI CITTADINI.
Altri moriranno e la colpa verrà data allo stress.

Vorrei che aprissimo gli occhi:  vorrei che riprendessimo in mano la nostra COSTITUZIONE, la nostra SOVRANITA’ come popolo. Vorrei che si tornasse a parlare di DIRITTI DELLE PERSONE.

Ma non vi siete accort* che stiamo vivendo una GUERRA FREDDA?

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CONTATTI 13  ottobre 2013:  17841
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Parti di lui

Sono un Dugongo spiaggiato.

PALESTINE FROM MY EYES

Generating a fearless and humanising narrative on Palestine!

paroladistrega

BARBARA GIORGI

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Posto Occupato

È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza.

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Laboratorio di libero pensiero e azione politica

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

seiofossifoco

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IllustrAutrice

BARBARA GIORGI