CARA MINISTRA

Pubblicato 01/04/2014 da paroladistrega

Cara ministra, ho letto ciò che ha dichiarato sulle “decisioni per aiutare la fertilità in questo Paese”.

Dall’intervista alla ministra LORENZIN, su AVVENIRE:
http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/intervista-lorenzin.aspx
Pensare alla vita vuol dire pensare anche ai bambini…
Già, i bambini. Devono tornare a nascere e serve educare alla maternità. Ho in testa una nuova sfida, un grande piano nazionale di fertilità. Il crollo demografico è un crollo non solo economico, ma anche sociale. È una decadenza che va frenata con politiche di comunicazione, di educazione e di scelte sanitarie. Bisogna dire con chiarezza che avere un figlio a trentacinque anni può essere un problema, bisogna prendere decisioni per aiutare la fertilità in questo Paese e io ci sto lavorando. Sia chiaro: nessun retropensiero e nessuno schema ideologico, ma dobbiamo affrontare il tema di un Paese dove non nascono i bambini.”

Vorrei dire la mia. Posso? La dico.

Cara ministra, ha presente quella cosa strana chiamata “autodeterminazione della donna”?

Cara ministra noi donne non vogliamo essere “EDUCATE ALLA MATERNITA” (almeno, non io).

Cara ministra, il “GRANDE PIANO NAZIONALE DI FERTILITA’” mi fa venire una gran tristezza: i figli sembrano BOT o AZIONI…

E vorrei pure aggiungere:

Cara ministra, noi donne lo decidiamo da sole se fare figli o meno.

Cara ministra, io direi piuttosto di incentivare campagne per la lotta al cancro al seno utero e ovaie, all’hpv, all’endometriosi e agli altri mille problemi dell’essere DONNA.

Cara ministra, scusi, ma sono donna e volevo anch’io dire la mia.
Ma forse non sono abbastanza EDUCATA ALLA MATERNITA’….

Per concludere: cara ministra, “la donna non è un flipper….” (tanto per citare Franca Rame).

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17 commenti su “CARA MINISTRA

  • gravidanze in età matura sono in effetti più a rischio di altre su determinate problematiche (come la sindrome di Down ad esempio) ma le donne lo sanno e non hanno bisogno di essere “educate”. Decidono loro se e quando diventare genitori ed è giusto così

  • beh credo che sia discutibile la scelta se diventare madre o no. Credo che la rinuncia non sia un atto di forza ma di debolezza. Essere madri e’ un impegno importante , dare e ricevere amore e’ una cosa che si puo’ scegliere di fare e non fare . Ma resta il fatto che alla donna e’ stato dato il ruolo di generare la vita che piaccia e non piaccia, sottrarsi a questo ruolo non e’ un vanto, ma una resa senza condizioni. Certo la carriera la liberta a cui non volete rinunciare e’ forse piu’ importante della solitudine che dovrete subire. Se le vostre madri avessero rinunciato voi non esistereste e non esisterebbe la possibilita’ di quel meraviglioso rapporto tra madre e figlio in cui l’egoismo non trova spazi.
    renzo ricciatti

    • Sì Renzo, ok. Detto questo, una donna decide se diventare madre o no, ne ha diritto. Oggi ci sono donne che desiderano tanto i figli e li fanno, ci sono donne che non li vogliono e stanno bene senza, ci sono donne che ai figli non pensavano o non li volevano e poi li hanno fatti, han cambiato idea,, c’è chi li vorrebbe e per varie ragioni non può averne e ci soffre..tutte vanno rispettate nelle loro scelte

      • ci sono donne che ai figli non pensavano o non li volevano e poi li hanno fatti, han cambiato idea sul fatto di non averli, ovviamente

    • Io invece credo che sia molto discutibile entrare nella sfera personale d’azione di una donna, pontificando cosa dovrebbe fare. Questo potere di generare è – appunto – un potere, un diritto, una scelta. Non un dovere.
      Sì, la donna può procreare, ma ricordo che servirebbe pure l’uomo: però lui si limita a fornire uno spermatozoo e non affronta 9 mesi di gravidanza e successivo allattamento-svezzamento.
      Quando un uomo parla della donna e di un suo “obbligo alla maternità” mi viene da ridere: sono millenni che ci dite cosa dobbiamo fare-pensare-come-quando-perché. Ma non vi siete stancati? Noi sì. Lo sappiamo da sole cosa fare. L’utero è dentro la nostra pancia, non nella vostra testa.

    • Renzo, decidere di avere o meno figli non é un atto né di debolezza né di forza.
      È un atto di consapevolezza, punto.
      E il discorso dovrebbe eseere esteso sia agli uomini che alle donne, non é che i figli son solo delle donne e li fan per partenogenesi, come gli afidi.
      Entrambi il maschio e la femmina generano la vita, ma dovrebbero farlo solo se se ne sentono in grado, per il proprio bene e soprattutto per il bene dei figli.
      Una persona che non desidera figli e quindi non ne genera, dimostra senso di responsabilitá. Sai quanta gente ha figliato controvoglia, e la prole ne ha portato le conseguenze (sociali, economiche, psicologiche, ecc)?
      Ci sono tanti, troppi rapporti madre-figli in cui l’egoismo ha fatto da padrone, e in cui quel decantato, meraviglioso idillio che descrivi non esiste affatto.
      Inoltre, e te lo dico da mamma, anche avere figli é una scelta con una componente egoistica: perché vuoi riprodurre i tuoi geni, vuoi imporre in qualche modo i tuoi valori alla prole, vuoi soddisfare un certo bisogno di affettivitá. Quando sento dire che chi (*la donna* ) non figlia é un’egoista, mi cascano le braccia.

      • Gianna il tuo commento merita’ una risposta perche tra quelli espressi e’ il piu’ condivisibile. forse perché hai centrato il vero senso del problema. ti ringrazio per le tue osservazioni pacate non aggressive ma soprattutto sensate. Mi trovi d’accordo col tuo pensiero al 90%. il dieci lascciamelo ti prego altrimenti avrei sempre e comunque torto. ciao

      • ci può essere egoismo tanto nel non volere figli come nel volerli (e vale per uomini e donne).comunque io non giudicherei nessuno/a delle due. Sono entrambe scelte legittime.
        Renzo ha sbagliato certamente ma teniamo conto che è un signore anziano (mi pare di aver capito che non è più giovanissimo) che vorrebbe dei nipotini, non lo metterei in croce per questo e credo peraltro che si renda perfettamente conto che è sua figlia che deve decidere e la rispetti

  • E, aggiungo, sia per Renzo che per Paolo: le donne non scelgono di avere figli o meno solo in nome della carriera, del denaro, delle bollette e del mutuo da pagare, della realizzazione di sé e di mille altri motivi — apparentemente – esteriori.
    Ci sono donne che non hanno figli perché soffrono di endometriosi, ci sono donne che non hanno figli perché non si sentono pervase da “spirito materno”, ci sono donne che non hanno figli perché non si sentono buone educatrici, ci sono donne che non hanno figli perché si sentono impreparate o inadeguate alla maternità.
    Avete mai pensato che siamo meravigliosi esseri umani e non macchine per la riproduzione?

    • scusa ma forse hai frainteso, io non sto parlando di scelte dovute ai motivi che tu hai elencato, sto parlando di valori, amore tra madre e figlio, parole che purtroppo non vedo nel vostro vocabolario ne in quello di molte donne. Mia figlia ha scelto di non avere figli . rispetto la sua scelta ne mi sono mai intromesso nella sua scelta, ma sinceramente ne soffro. non perché vorrei dirgli cosa vuole fare , ma perche mi manca tremendamente l’affetto che un nonno da al proprio nipote. spero che tu pensandoci serenamente capisca …… ciao

      • Ci sono donne che si spaccano la schiena per i loro figli, li seguono in ogni passo, li crescono, li accudiscono in tutto. Le donne vi hanno partorito, vi hanno allattato e continuano a farlo. Certo, poi ci sono anche quelle che fanno scelte diverse. Forse sono donne senza valori? Io sono UNA DI QUELLE. Io sono una donna che ha scelto di non avere figli. La mia scelta è quella di dedicarmi ad altre donne: tutte mie madri, mie sorelle, mie figlie. Combatto con la scrittura per loro. Sono senza valori?
        Le donne che scelgono di non avere figli sono donne come le altre. Esattamente come le altre. E i loro valori sono indiscutibili.

      • quindi la solitudine che paventi tanto è la tua,non quella di tua figlia che evidentemente non sente il bisogno di una presenza infantile nella propria vita….non ti sembra di essere un “pelino” egoista tu,invece di tua figlia?

  • Più che altro mi sorprende la scelta di educazione alla “maternità” {non siamo creature che si riproducono per partenogenesi, forse la ministra ancora non lo sa} e non pensare ad un più generale miglioramento delle condizioni di vita di una famiglia, qualsiasi tipo essa sia. E’ un dato di fatto assoldato che più un paese è progredito più tardi le donne fanno figli (anziché a 15 dai 25/30 anni, perché impiegano del tempo a studiare – e una donna acculturata fa diminuire le morti dei bambini più piccoli – e poi ad inserirsi nel mondo del lavoro, o comunque hanno gli strumenti necessari per poter seguire i figli anche se stanno ancora studiando). Tuttavia in Italia, dato che le condizioni socioeconomiche sono difficilissime: non c’è lavoro e quando c’è non si guadagna nemmeno per sopravvivere da soli, figuriamoci anche per curarsi di un’altra persona. Se anziché ridurre ad una “educazione della maternità” ci fosse un vero piano che tuteli TUTTE le persone e non settoriare il popolo a seconda della comodità data dal discorso, ci sarebbero non solo più bambini nell’immediato,ma anche strutture degne di accoglierli quando faranno i 3 anni e dovranno cominciare la scuola. Ridurre la cosa al minimo termine che mò le donne sono smaternalizzate mi sembra ridicolo.
    Ciau, e grazie per l’articoletto 🙂

  • “ci può essere egoismo tanto nel non volere figli come nel volerli (e vale per uomini e donne).comunque io non giudicherei nessuno/a delle due. Sono entrambe scelte legittime”

    ed esiste anche un egoismo sano..bisogna distinguere,..comunque va rispettato/a chi i figli li vuole e chi no. qualunque cosa decida
    Non esiste l’idillio, quasi mai,..esiste di solito (ma non sempre ahimè) l’amore materno e paterno, esistono i sentimenti umani in tutta la loro complessità di luci e ombre

  • Rispondi

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