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Tutti gli articoli per il mese di maggio 2014

QUELLA TERRIBILE FOTO

Pubblicato 30/05/2014 da paroladistrega

 

india 1 - Copia

 

Sappiate che ho inserito e poi tolto per tre volte di fila la terribile FOTO che gira nel web sulle due ragazzine indiane impiccate all’albero di mango.

Inserivo la foto e pensavo: “devo farlo per loro, per queste ragazze!”

Poi la toglievo, dicendo a me stessa: “non posso, è troppo forte, troppo sconvolgente…”

Alla fine ho deciso di ritagliarla e di lasciate i rami alti del mango, dove si notano le due corde. Ma le due piccole donne, no: le ho tolte. Non ce l’ho fatta.

La foto con le due ragazze impiccate è decisa e voluta dal clan di appartenenza: hanno fatto cerchio intorno all’albero di mango perché il MONDO SAPESSE. Hanno voluto che fossero fatte foto per rendere noto l’accaduto con la testimonianza stessa dei giovani corpi.

Queste due giovani donne indiane, praticamente due bambine di 14 e 15 anni, appartenenti ai Dalit (i reietti della società indiana, i fuori casta), sono state VIOLENTATE RIPETUTAMENTE DA UN BRANCO DI 7 UOMINI E POI SONO STATE IMPICCATE. Nel branco, c’erano anche due agenti di polizia.

Solo di qualche giorno fa, la notizia della giovane donna pakistana lapidata da fratello, padre e altri uomini, all’uscita del tribunale dove era andata a testimoniare a favore del marito, da lei liberamente scelto come uomo della sua vita, senza il consenso dei familiari. La famiglia ha poi deliberato la sua morte. Era incinta di tre mesi.

E non dimentichiamoci delle studentesse rapite dal gruppo islamico estremista Boko Haram in Nigeria, ad aprile di quest’anno, per essere vendute come schiave (si dice ora che quattro ragazze siano riuscite a fuggire o siano state rilasciate… ma le altre duecento?).

L’ho scritto più volte. E’  praticamente impossibile cambiare culture antiche e radicate nel contesto sociale. Sembra una battaglia – anzi, una guerra – persa in partenza.

Soprattutto, come si fa a combattere contro usi e costumi scritti e/o orali che vedono la DONNA come un essere da manipolare-gestire,  senza diritti, senza possibilità di scelta ?

E quando poi la DONNA appartiene ad una casta considerata inferiore, allora è ancora più inesistente, invisibile, inutile, calpestabile. Liberamente assoggettabile a stupro. E anche a morte.

A volte, mi sento così soffocata da tutto questo. Mi sento così impotente…

Sarebbe più semplice chiudere gli occhi, non guardare la foto delle ragazzine impiccate o altre terribili foto, non pensarci. Sarebbe più semplice osservare il sole e bere un caffè, pensando che la mia vita è diversa da queste.

Sì, sarebbe molto più semplice. Ma io non ho mai amato le cose semplici.

Come blogger, ho il dovere di dare voce a chi non ce l’ha.

E la mia voce di blogger chiede all’Occidente:

Caro Occidente, visto che non si possono cambiare CULTURE  MILLENARIE,

– perché non chiudere rapporti economici-commerciali con Paesi che non tutelano con leggi adeguate le donne e non ne riconoscono pari dignità con l’uomo?

– perché non applicare sanzioni internazionali ogni volta che si assiste a rapimenti-lapidazioni-impiccagioni  di donne, in Stati che considerano queste violenze come parte intrinseca di loro antichi usi-costumi?

Che domande retoriche, eh?

Come se  – per l’Occidente  – le donne valessero più del dio denaro. 

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CONTATTI  31  maggio 2014:  28.099

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CIAO BELLA CIAO…

Pubblicato 29/05/2014 da paroladistrega

f rame

E’ trascorso un anno. Lei se n’è andata un anno fa.

FRANCA RAME ora è in un Altrove dove certo farà impazzire angeli, santi e anime varie. Perché una Donna come lei, nasce Strega battagliera. E Strega rimane  per sempre.

Un anno fa. Io ho saputo della sua morte solo dopo qualche giorno, perché ero all’ospedale sotto i ferri, per una maledetta appendicite in fase di peritonite. Uscita dall’ospedale, in auto verso casa, mio marito mi ha detto: “non so come dirtelo, ne soffrirai molto… è morta Franca Rame…” Io sono scoppiata a piangere e ho solo detto “no!”. Nient’altro. Perché in certi momenti non servono parole.

Quelle sono venute in seguito, quando mi ha telefonato il Maestro DARIO FO, qualche giorno dopo, per dirmi “grazie” (a me!…) del monologo Chiamatemi Strega, che avevo dedicato un anno prima alla moglie (tuttora pubblicato nel suo blog).

E dopo un anno, ecco che nasce il mio secondo libro, dedicato proprio a LEI: “EVA E ALTRI SILENZI”.

Per ricordarla, per onorarne la memoria, per dirle “grazie” di avermi accolta senza conoscermi.

E perché Lei, comunque, è una di quelle Donne da cui continuerò ad imparare: guardando i suoi video teatrali, leggendo le sue parole, osservando il suo volto e tentando di intuirne emozioni e sensazioni.

Sono certa che Lei abbia già letto la mia dedica. Anzi, secondo me ha letto tutto il libro. Spero che le sia piaciuto. Lo spero tanto.

CIAO BELLA CIAO…

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CONTATTI  29  maggio 2014:  26.704

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Il mio nuovo libro “EVA E ALTRI SILENZI”

Pubblicato 26/05/2014 da paroladistrega

Copertina cartaceo - jpeg

Ecco fatto. E’ nato.

E’ la mia seconda creatura di carta  e si intitola “EVA  E  ALTRI SILENZI”.

Il primo libro, “CHIAMATEMI STREGA” (del 2013) mi ha dato delle belle soddisfazioni: è nato dopo una telefonata del Maestro DARIO FO. Aveva letto il mio monologo  dedicato a FRANCA RAME: durante quella bellissima telefonata, mi consigliò di continuare a scrivere. 

Avevo dei racconti  e dei monologhi teatrali nel “cassetto”: li ho pubblicati, dando retta al prezioso consiglio.

Invece, questo secondo libro  è nato pian piano, con l’idea di raccogliere in diversi scritti (7 racconti e 5 monologhi) diverse forme di “silenzio” delle donne. Silenzi dovuti a violenza o ad altre forme di sopruso socio-culturale sulle donne.

Il libro “EVA E ALTRI SILENZI” è dedicato alla grande  FRANCA RAME: è pubblicato tramite self publishing con la piattaforma YOUCANPRINT e presto sarà ordinabile su diversi stores nazionali e internazionali, sia ebook che cartaceo. 

Ecco alcuni links dove trovare il libro:

CARTACEO:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/eva-e-altri-silenzi.html#.U42P7HLV9sw

EBOOK:

http://www.bookrepublic.it/book/9788891142948-eva-e-altri-silenzi/

Ciao EVA, ora devi camminare da sola…

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RUGHE AUTODETERMINATE

Pubblicato 20/05/2014 da paroladistrega

Ho letto, come molt*, la notizia della protesta di VERONICA LARIO, ex moglie di SILVIO BERLUSCONI, circa le critiche ricevute dalla rivista “CHI” sul suo aspetto fisico. La rivista ha pubblicato foto della suddetta signora in tuta, con viso acqua e sapone. Ma soprattutto con rughe e qualche chilo “in più” (che scandalo!).

http://www.unita.it/italia/veronica-lario-contro-chi-berlusconi-mondadori-attacco-miserabile-barbara-marina-ex-moglie–1.569898

Le rughe e la ciccia suscitano condanna mediatica, soprattutto se sei una vip o se lo sei stata: del resto, i media sono gli attuali “tribunali” per le attuali “streghe” che osano dire-fare cose troppo libere, troppo menefreghiste. E le rughe e la ciccia sono cose troppo libere e menefreghiste.

Siamo nell’epoca della chirurgia estetica e del “San Botulino pensaci tu”.

Ma il problema è che devi essere perfetta anche se hai deciso di fregartene della c.d. perfezione. E questo sembra valere anche per noi, c.d. “donne normali”.

Veronica Lario dice chiaramente che lei, a sessant’anni, si vuol tenere rughe e ciccia e fare la nonna. Evviva la libertà. Questa è una forma di autodeterminazione della ruga. E pure della ciccia.

Io vorrei aggiungere che non vale solo a sessant’anni, ma vale sempre.

Però.

La battaglia di AUTODETERMINAZIONE DELLA RUGA-CICCIA E’ DURA. Mica si può fare così, senza dare un’occhiata in giro, senza prendere atto della situazione. Perché ci sono ostacoli da superare: espliciti messaggi, addirittura in ambito politico. Si va dal bikini bianco alla pagina FB delle belle della politica.

Esatto. Ho beccato la pagina FB “BELLE & DEMOCRATICHE”, dove si possono trovare  foto di alcune  esponenti PD (no, scordatevelo, non metto il link). Tutte carinissime: chi con il vestitino a fiori, chi in primo piano. Tutte belle. Ho cercato foto di bruttine: niente. Non so chi abbia avuto questa idea meravigliosa. Complimenti (!).

E qui il fatto fa pensare: se è assurdo criticare le rughe-cicce di una ex moglie di politico, credo che sia ancora più assurdo il parallelo della “bellezza” con la “politica”. Autogoal.

Mi domando: quelle brutte del PD, quelle con la ruga autodeterminata, quelle con la ciccia e il doppiomento… che fine fanno?

Hanno una pagina FB a parte? 

Forse dovremmo creare una pagina web “STREGHE & DI SINISTRA”. Sottotitolo: Viva l’autodeterminazione della ruga e della ciccia.

Magari possiamo invitare la Veronica.

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CONTATTI  20  maggio 2014:  26.501

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MERIAM. QUANDO LA RELIGIONE UCCIDE.

Pubblicato 18/05/2014 da paroladistrega

meriam

 

MERIAM, 26 anni, sudanese.

Condannata a morte per APOSTASIA (l’accusa sostiene il fatto che abbia rinnegato la propria religione, l’Islam).

MERIAM, di famiglia e cultura islamica, ha sposato un cristiano.

http://www.corriere.it/esteri/14_maggio_16/meriam-condannata-apostasia-ecco-foto-matrimonio-cristiano-8789cfa6-dcca-11e3-a199-c0de7a3de7c1.shtm

Da febbraio, MERIAM è in prigione, incinta: con lei c’è il primogenito di 20 mesi.

La condanna per ora è sospesa:  i giudici sudanesi dicono che verrà giustiziata “almeno” dopo due anni dal parto (… da pelle d’oca…).

UN  ORRORE.

UN  ABOMINIO.

UNA VERGOGNA.

Leggo ovunque nei social una forte posizione contro tutto ciò. Giusto.

E leggo pure un “si deve fare qualcosa”.

E qui mi fermo a riflettere: sul  “fare qualcosa”.

Certo, si deve mantenere viva l’attenzione a livello internazionale, tramite i mass media. Certo, deve esserci l’intervento di organizzazioni per la tutela dei diritti umani.

Va bene tutto, perché certo non si può tacere, non si può far finta di nulla, non si può lasciare MERIAM da sola a combattere una battaglia così grande. Più grande di lei.

Ma il problema vero è che qui non si tratta “solo” di lottare contro un’ingiustizia: qui si tratta di  de-legittimare una CULTURA radicata da secoli.

L’arma più potente al mondo è proprio la CULTURA: quella tramandata, quella interiorizzata, quella che ti ritrovi nel Dna, nel sangue, nella saliva, nell’aria che respiri, nell’odore delle cose. Nella luce e nel buio delle tue scelte.

LA CULTURA è imbattibile: ci sovrasta, ci ingloba, ci plasma, ci rende strumenti e veicoli della sua volontà.

E la CULTURA si basa soprattutto sul FATTO SOCIALE numero uno (Durkheim insegna): la RELIGIONE. Fattore aggregante di ogni gruppo sociale. Fattore alla base di una società, qualsiasi essa sia.

Dai miei studi di sociologia delle religioni ho imparato un principio importante. I testi sacri (tutti) andrebbero sempre ricollocati temporalmente. Come pure ogni altro scritto religioso, storico, letterario. Sono espressioni e manifestazioni di pensiero collegate ad un preciso momento e ad una precisa cultura.

La cristianità ha scelto di re-interpretare e ri-collocare la Bibbia (avete mai letto i passi su eccidi di donne e bambini? Terribili…). Cioè, oggi  la Bibbia non è applicata alla “lettera”. La valutiamo come un testo del passato storico dell’uomo, ne cogliamo gli insegnamenti cercando di interpretarli.

L’Islam, in certi Paesi,  invece arriva ad identificare il Corano con la legge dello stato, la Sharìa. E’ questo il problema: in certi Paesi musulmani manca una collocazione temporale del testo sacro. Manca la volontà di riconoscere che quel testo appartiene al VII secolo d.C.,  non al nostro presente.

Dunque, in questo momento, è come se MERIAM – da sola –  stesse combattendo una battaglia di libertà contro secoli di RADICI CULTURALI.

E come MERIAM, tante altre donne combattono battaglie  contro culture violente.

Sono formatrice interculturale: non dovrei giudicare. Dovrei tentare di rimanere neutrale. Dovrei solo osservare e cogliere la differenza tra la mia e l’altrui cultura.

Non è professionale giudicare.

Ma io me ne frego.

Io sto con MERIAM.

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CONTATTI  19  maggio 2014:  26.479

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EVVIVA. SONO TALEBANFEMMINISTA!

Pubblicato 16/05/2014 da paroladistrega

 

 

barbara aprile 2014 - 2

 

Foto di una TALEBANFEMMINISTA (vestita). 

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Un giorno puoi svegliarti e scoprirti un brufolo sul naso. Un giorno puoi scoprire che ti piace un sacco la cioccolata al peperoncino. Un giorno puoi scoprire di essere TALEBANFEMMINISTA. La vita è fatta di scoperte.

Così, ho scoperto di essere TALEBANFEMMINISTA.

Me l’hanno fatto capire – indirettamente – PAOLA BACCHIDDU (giornalista, responsabile comunicazione della Lista Tsipras, come ormai sanno tutt*) e ANNALISA CHIRICO (giornalista, autrice del libro “SIAMO TUTTI PUTTANE“, uscito or ora in libreria).

Non ho voglia di ripetere qui tutti i fatti, dal bikini bianco al libro, perché tanto sappiamo tutto, abbiamo letto tutto, abbiamo visto tutto. E diventerei molto noiosa a ripetere il “già scritto e già detto” da altri.

Quindi, esprimo solo la mia modesta opinione sul concetto di TALEBANFEMMINISMO.

Le  TALEBANFEMMINISTE, secondo le vere donne libere-liberate (?), sarebbero  le femministe  integraliste,  quelle che non amano il nudo del corpo della donna,  quelle che sono sinistroidi-bacchettone. E magari sono quelle –  aggiungo io – che non si depilano, hanno la cellulite e taglia 50 per cui il bikini bianco lo odiano proprio.

ERRORE.

Care le mie signore di ampio pensiero e di ampia veduta, noi c.d. TALEBANFEMMINISTE amiamo molto, ma davvero molto il corpo nudo della donna. Niente di più bello al mondo. Niente di più armonico. Il fatto è che siamo contro il diktat socio-culturale “CORPO DELLA DONNA = STRUMENTO AD USO E CONSUMO DI QUALCOSA-QUALCUNO“. E non parlatemi di Femen, perché quello è un movimento di femministe che usano il seno scoperto per protestare contro delle vere sopraffazioni e prevaricazioni sociali e politiche.

Il corpo  “libero-liberato” che voi intendete proporre non è il CORPO SINGOLO DI UNA DONNA SINGOLA che manifesta la propria AUTODETERMINAZIONE.

Il corpo “libero-liberato” che voi intendete proporre è in realtà un CORPO LEVIATANICO dove noi tutte dovremmo fonderci-omologarci, per renderlo strumento di qualcosa di più grande, di un messaggio politico, di un messaggio sociale.

Io non ci sto ad essere inglobata nel vostro MESSAGGIO TOTALE, nella vs battaglia del SIAMO TUTTE UGUALI.

IO SONO MIA” non significa solo che io sono libera di vivere un sesso libero e un’autodeterminazione a 360°, di fronte ad una società patriarcale e maschilista.

“IO SONO MIA” significa anche che io NON sono disposta a farmi inglobare in CORPI LEVIATANICI dove intende imperare il PENSIERO UNICO.

Questo è il vecchio metodo del sistema patriarcale: il PENSIERO UNICO OMOLOGATO e IMPERANTE.

QUINDI.

NESSUNA PARLI A NOME MIO.

NESSUNA PARLI A NOME DI TUTTE.

E per concludere: con tutto il rispetto per le scelte altrui, IO NON SONO PUTTANA.

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CONTATTI  17  maggio 2014:  26.427

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Nessuno può toglierti il sorriso, di Valentina Pitzalis

Pubblicato 13/05/2014 da paroladistrega

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NON REBLOGGO MAI. QUESTA VOLTA LO FACCIO. PER VALENTINA.

La Zitella Felice

Questo blog sostiene con tutto il cuore Valentina Pitzalis. Come annunciato qualche giorno fa ho ordinato il suo libro e l’ho letto d’un fiato appena arrivato a casa.

Non era curiosità morbosa, la mia. Conosco già abbastanza bene la storia di Vale attraverso i post della pagina facebook “Un sorriso per Vale”, che frequento regolarmente. Ho visto i programmi a cui ha partecipato. Ho pensato, però, che solo in un libro riesci a dire veramente quello che davvero vorresti.

Ed in effetti questo libro mi ha colpita molto e mi ha fatto provare emozioni diverse e contrastanti.

In primo luogo, mi è piaciuta la scelta di Vale di scrivere il libro come se stesse confidandosi con un’amica. Non era facile rendere questa sensazione al lettore e, dato che lei non è una scrittrice professionista, penso le sia venuto naturale. E’ un punto a favore del testo, perché genera immediatamente…

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Sono un Dugongo spiaggiato.

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BARBARA GIORGI

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È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza.

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BARBARA GIORGI