LE FOTO TERRIBILI CHE DANNO FASTIDIO

Pubblicato 15/07/2014 da paroladistrega

Gaza

Sto leggendo su Facebook diverse opinioni sulle FOTO DI GUERRA (Gaza e Siria) che circolano nelle diverse bacheche.

Foto con esplosioni e case distrutte, ma soprattutto foto con CORPI MACIULLATI E SANGUINANTI, con bambini, donne, uomini ridotti a PEZZI DI CARNE E SANGUE.

Ho pubblicato qui sopra una foto senza sangue, per non turbare l’equilibrio psico-fisico delle tante menti suscettibili. Perché ci sono tante mente suscettibili tra NOI OCCIDENTALI.  Ci sono persone che non ammettono la circolazione di  FOTO DI GUERRA troppo “forti”. Le criticano aspramente, le condannano, le definiscono “pornografia della morte” (meglio i culi nudi e le tette in vista),  le indicano come uno spettacolo per voyeurs assatanati e malati di mente. Perché? Forse perché mentre bevono il caffè al mattino non vogliono che i due cucchiaini di zucchero vengano contaminati da qualcosa di acido, spacca-stomaco, dolorosamente amaro come il fiele e il sapore della morte?

PERCHE’ LA MORTE HA SAPORE, ODORE, COLORE. 

PERCHE’ LA MORTE NON E’ FATTA SOLO DI PAROLE: NERO SU BIANCO.

PERCHE’ LA MORTE HA IL COLORE ROSSO DEL SANGUE.

Sì, ci ho pensato, anche questo dà fastidio. Forse soprattutto questo: IL COLORE ROSSO DEL SANGUE. Vedere un corpo in bianco e nero, vedere cataste di corpi in foto scolorite dal tempo, dei campi di concentramento nazisti ha altri sapori-odori: sembra  tutto così lontano (se pur vicino) nel tempo. Va lasciato alle spalle e ricordato solo nel GIORNO DELLA MEMORIA.

Tutto il resto, tutte quelle FOTO TROPPO RECENTI, TROPPO ATTUALI, TROPPO VICINE, TROPPO ROSSE DI SANGUE ci rovinano la serenità, le certezze, la giornata al mare, i selfie con l’ombelico in vista.

Danno fastidio queste FOTO DI GUERRA. Danno noia, una gran noia. Sono asfissianti.

Quanto è noioso e pesante vedere BAMBINI MACIULLATI E  ROSSI DI SANGUE.

Quanto è soffocante vedere CORPI DA CUI ESCONO OSSA E MUSCOLI.

Dai.Facciamoci un selfie all’ombelico e lasciamo perdere…  che è meglio.

Del resto, noi viviamo qui e loro vivono là.

Chissenefrega delle FOTO DI MORTE. Magari sono finte. Ecco, facciamo che siano finte:  sono costruite, sono false.

Magari anche il SANGUE  E’  UN  TAROCCO.

Dai. Troviamo la nostra via di fuga mentale e facciamoci  altri selfie: uno mentre mangiamo il gelato, uno mentre mandiamo bacini e un altro mentre facciamo con la manina la V di vittoria (che fa tanto trendy ma non si sa cosa si vince…).

Non guardiamo FOTO DI GUERRA. QUEL ROSSO LI’…  DA’ FASTIDIO…

Aspetta… cancelliamo quelle FOTO: forse cancelliamo anche la GUERRA E I MORTI. Forse cancelliamo anche tutto quel SANGUE.

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CONTATTI  16   luglio   2014:   36.589

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10 commenti su “LE FOTO TERRIBILI CHE DANNO FASTIDIO

  • Perchè abbiamo fatto del corpo un simulacro di umanità, di forza, di sfrontata giovinezza.
    Il corpo occidentale è la rappresentazione di ogni nostra identità e pretesa di civiltà superiore. Così il corpo degli altri, dei sacrificabili e sacrificati ci appare un tutta la sua cruda realtà, la realtà oscena, che ci inchioda senza via di scampo al sentimento più indesiderato : il richiamo atavico alla resposabilità universale nei confronti dell’altro, all’impossibilità di voltare vigliaccamente la faccia e dire che “non sapevamo” . Quei corpi, quei pezzi di corpi ci impediscono di vivere ipocritamente felici e ignavi.
    “Lontan dagli occhi, lontan dal cuore” Ecco perché.

  • se ai primi tempi della seconda intifada nei primi anni 2000 quando nelle pizzerie, nelle discoteche e sugli autobus israeliani si verificavano attentati suicidi un giorno sì e l’altro no (a cui seguiva rappresaglia israeliana e poi attentato e poi rappresaglia ecc..) ci fossero stati i social, qualcuno avrebbe sicuramente postato le foto delle vittime israeliane maciullate e gli stessi che oggi difendono le foto shockanti dei bambini palestinesi sarebbero stati in prima fila a parlare di pornografia della morte

  • La pornografia della morte non esiste. La pornografia è solo nella mente di chi nega queste foto, questa realtà. E le vittime sono vittime: israeliani e palestinesi. Il problema è che le vittime sono sulla coscienza di chi vuole questa guerra, pianificata a tavolino. Non guardate ora solo i “no” di Hamas. Guardate anche alla responsabilità dello Stato di Israele. Chi è senza peccato scagli la prima pietra….disse qualcuno ben più importante di me. Che non conto nulla.

  • E invece per me mettere le foto è pura ipocrisia, come se facendolo ci si sentisse automaticamente scagonati da ogni sospetto, “posto bambini morti e quindi con questo non c’entro”. Se c’è bisogno di vedere cadaveri smaciullati per sapere che cosa sia la guerra, la guerra l’abbiamo già persa e non saranno certo le foto di cadaveri ad autoassolverci.

    • Questa è proprio bella: “mettere le foto è pura ipocrisia”. E GIRARSI DALL’ALTRA PARTE E NON GUARDARLE COS’E’? Tu non hai bisogno di vedere foto per renderti conto della guerra? forse non pensi che, in verità, NON BASTANO NEPPURE LE FOTO ROSSE DI SANGUE per farci rendere conto di che orrore sia la guerra! Forse non pensi che SOLO CHI LA VIVE SULLA PELLE, SULLA CARNE, PUO’ SAPERE COSA SIA. Se credi di sapere cosa sia la guerra, sei tu che hai perso.

  • Io non mi giro dall’altra parte, impossibile farlo, di foto e immagini di guerra siamo subissati. Appunto, come scrivi non bastano le foto per farci rendere conto della guerra, si guardano, si dice: Oddio che orrore, e si volta pagina. Quindi non servono se non appunto a far sentire chi le posta in qualche modo superiore agli altri. A me la guerra la fanno capire, molto meglio e molto meno superficialmente di qualsiasi immagine, le parole. Le parole delle madri, dei figli, di chi la guerra la vive quotidianamente sulla propria pelle. Quello sì mi turba, mi coinvolge, mi stimola. Le immagini sono lì a testimoniare che in guerra si muore, che a morire sono spesso innocenti, i più fragili. Ma questo lo so già e non ho bisogno di vedere sangue per capirlo. Davvero pensi che ci sia bisogno di vedere le foto rosso sangue per capire cosa sia la guerra? Ancora di questo abbiamo bisogno? Guerre si ripetono dalla nascita dell’umanità, in ogni parte del mondo, e lasciano sempre dietro scie di sangue. Se ancora, dopo milioni di anni, abbiamo bisogno per capire cosa sia la guerra di vedere sangue allora siamo davvero di coccio, gente di legno, che non capisce, e a nulla serviranno nemmeno le immagini più truculente. E avremo quindi perso la guerra.

    • Stefania, tieni presente una cosa: tu parli in base alle tue sensazioni, emozioni, sensibilità, percezione del problema. Non tutti comprendono il dramma della guerra solo in base a delle parole. LE IMMAGINI PARLANO PIU’ DI FIUMI DI PAROLE PERCHE’ ENTRANO NELLA MEMORIA VISIVA. Ricordi la foto della piazza Tienanmen di Pechino, con il Rivoltoso Sconosciuto, l’Uomo del carro armato? Un’immagine che ha fatto il giro del mondo ed è entrata nella storia. Sociologi hanno spesso fiumi di parole su questa foto, definendo emblematico il fatto che un solo essere umano, tramite UNA FOTO, possa rappresentare una protesta e rivolta di tanti. E’ considerata tra le 100 foto che hanno cambiato il mondo.

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    Parti di lui

    Sono un Dugongo spiaggiato.

    PALESTINE FROM MY EYES

    Generating a fearless and humanising narrative on Palestine!

    paroladistrega

    BARBARA GIORGI

    BARBARA GIORGI

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    È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza.

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    BARBARA GIORGI

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