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Tutti gli articoli per il mese di marzo 2015

LE PAROLE NON SERVONO

Pubblicato 31/03/2015 da paroladistrega
Bambina siriana. Foto di NADIA ABU SHABAN, fotografa palestinese.

Bambina siriana. Foto di NADIA ABU SHABAN, fotografa palestinese.

No, le parole non servono. Voglio solo dirvi che questa è una bambina siriana, che ha alzato le mani in segno di “resa” di fronte al flash della macchina fotografica della fotografa palestinese NADIA ABU SHABAN. Credeva fosse un’arma.

Le parole non servono. Questa foto parla da sola, per cui non la commento: nessuna parola sarebbe adatta a commentarla.

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ANARKIKKA E LE ALTRE

Pubblicato 26/03/2015 da paroladistrega
Anarkikka - Le ragazze di Kobane - di Stefania Spanò

Anarkikka – Le ragazze di Kobane – di Stefania Spanò

L’amica illustratrice STEFANIA SPANO’ mi ha girato un comunicato stampa sul viaggio da lei compiuto con altre donne nei centri che accolgono le popolazioni sfuggite all’ISIS in Turchia, Kurdistan iracheno e Rojava (Siria).

Questa DELEGAZIONE INTERNAZIONALE DI SOLE DONNE presenterà relazione finale del viaggio in un rapporto che verrà presentato alle Nazioni Unite nel corso della 29ma sessione del Consiglio dei Diritti Umani di Giugno a Ginevra, insieme ad una esposizione del lavoro grafico illustrato di Anarkikka che ha preso parte alla delegazione.

Lunedì a Padova la delegazione di giuriste democratiche (e non solo) che si è recata nelle aree curde della Turchia, in Rojava e nel Kurdistan iracheno converserà con la Relatrice Speciale ONU contro la violenza sulle donne, Rashida Manjoo, delle violazioni dei diritti delle donne nel conflitto con Isis.

Potete seguire il racconto-resoconto del viaggio anche qui, sulla pagina Facebook creata appositamente:

https://www.facebook.com/events/870786379644125/

Riporto il testo del COMUNICATO STAMPA a me girato dall’illustratrice STEFANIA SPANO’.

COMUNICATO STAMPA

ROMA, BERLINO, ISTANBUL, VIENNA

“Serve con urgenza una maggiore attenzione alle esigenze specifiche di donne e bambine sopravvissute al conflitto con ISIS. Tutti i campi dovrebbero ricevere dei fondi per garantire assistenza primaria a donne e bambini, non solo quelli dove ci sono presidi internazionali.”. Questa la priorità identificata dalla delegazione internazionale di donne giuriste, accompagnate da una psichiatra, una video-maker, una giornalista ed una farmacista che ha visitato per una settimana i centri che accolgono le popolazioni sfuggite all’ISIS in Turchia, Kurdistan iracheno  e Rojava.

La delegazione è stata organizzata da IADL (Associazione Internazionale avvocati democratici), in collaborazione con  AED-EDL (European Democratic Lawyers) e  ELDH (European Association of Lawyers for Democracy and World Human Rights) al fine di verificare e documentare le violazioni dei diritti umani delle donne nel contesto del conflitto con Isis. Hanno preso parte alla delegazione attiviste ed esperte in diritti umani che fanno parte di diverse organizzazioni.

Le delegate nel  corso della visita hanno incontrato donne esponenti delle associazioni, delle istituzioni, vittime e testimoni dirette della violenza.

La delegazione ha visitato nel Kurdistan iracheno, in Rojava e Turchia campi governativi e non governativi dove sono accolte donne provenienti dalle aree di  Shengal e Kobane.

Gli Stati hanno l’obbligo di garantire una uguale distribuzione dei fondi e degli aiuti internazionali, per assicurare il soddisfacimento delle condizioni di vita elementari delle persone accolte in tutti i campi, e di provvedere a garantire un numero adeguato di personale e servizi di supporto specifici per le esigenze femminili. E’ stato notato favorevolmente che là dove esistono luoghi di ascolto e di rappresentanza femminile all’interno dei campi, le donne hanno espresso una maggiore positività, nonostante le comuni difficoltà materiali.

Le testimonianze raccolte hanno confermato la brutalità dei crimini commessi da Isis: il femminicidio, nelle forme già rese note dai media internazionali, fa parte integrante delle tattiche di annientamento delle popolazioni colpite.

Gli esiti della ricerca saranno presentati in un rapporto che verrà presentato alle Nazioni Unite nel corso della 29ma sessione del Consiglio dei Diritti Umani di Giugno a Ginevra, insieme ad una esposizione del  lavoro grafico illustrato di Stefania Spanò (in arte Anarkikka), che ha preso parte alla  delegazione.

PRESS RELEASE

ROME – ISTANBUL – WIEN -BERLIN

“Stronger efforts by all national and international actors are essential to answer specific needs of women and girls survived to Daesh”. Women and girls survivors in all the camps must have equal access to  appropriate support, including psychosocial services”. These are the priorities identified by the international delegation of women jurists, included one psychiatric and two journalists, that for one week visited refugee and IDP camps in Turkey, Rojava and Iraqi Kurdistan.

The delegation was organized by IADL (Associazione Internazionale avvocati democratici), in co-operation with  AED-EDL (European Democratic Lawyers) and  ELDH (European Association of Lawyers for Democracy and World Human Rights), in order to verify and document all the women’s human rights violation committed by Daesh during the conflict, and the condition of women survived to them. Women activists and expert in human rights working for different NGO’s at local and international level take part in the delegation.

The delegation had meeting with institutions, women from NGO’s, victims and witnesses of violence. The delegation visited governative and non governative camps wich guest women from Shengal and Kobane.

States have an obligation to ensure equal distribuction of funds and international aid between all the camps, in order to ensure that every survivors have access to basic services, included reproductive and psychosocial services for women and girls. It was noted by the delegation that women express better  feelings, despite difficult material conditions, in camps where exist women’s assembly.

Witnesses Interviews confirm the brutality of war crimes perpetrated by Daesh: femicide, in the manifestations exposed by international media, is a structural method used by Daesh to annihilate and destroy the Ezidi and the others populations attacked.

The result of the work of the delegation will be presented in a report that will be submitted by IADL in front of United Nations during the 29th session of HRC in June, in Geneva, jointly with an exposition of the graphic work of ANARKIKKA, an Italian women artist that joined the delegation.

http://www.iadllaw.org/

http://www.aeud.org/

http://www.eldh.eu/

Barbara Spinelli (avvocata, IADL, ELDH, GIURISTI DEMOCRATICI, TRAMA DI TERRE); Aurora d’Agostino (avvocata, IADL, ELDH, GIURISTI DEMOCRATICI, Italy); Simonetta Crisci (avvocata, IADL, AED-EDL, GIURISTI DEMOCRATICI, DONNE DIRITTI E GIUSTIZIA, Italy ); Aişe Acinkli (avvocata, ÖHD – Özgürlükçü Hukukçular Derneği, Turkey); Gülșen Uzuner (avvocata, IALD, ÇHD – Çağdaş Hukukçular Derneği, Turkey); Özge Taş (giurista, ELDH, Austria); Leyla Boran (giurista, Utamara, Hardershipcommission, Germany); Sara Montinaro (giurista, YA BASTA, Italy); Martina Bianchi (Università di Pisa, mezzaluna Rossa Italia); Assunta Signorelli (psichiatra, Trama di Terre, Italy); Stefania Spanò (graphic journalist, Trama di Terre, Italy); Alice Corte (videomaker, Una stanza tutta per sé, Italy); Kader Karlidag (farmacista, Austria).

http://www.iadllaw.org/

http://www.aeud.org/

http://www.eldh.eu/

Barbara Spinelli (lawyer, IADL, ELDH, GIURISTI DEMOCRATICI, TRAMA DI TERRE); Aurora d’Agostino (lawyer, IADL, ELDH, GIURISTI DEMOCRATICI, Italy); Simonetta Crisci (lawyer, IADL, AED-EDL, GIURISTI DEMOCRATICI, DONNE DIRITTI E GIUSTIZIA, Italy ); Aişe Acinkli (lawyer, ÖHD – Özgürlükçü Hukukçular Derneği, Turkey); Gülșen Uzuner (lawyer, IALD, ÇHD – Çağdaş Hukukçular Derneği, Turkey); Özge Taş (jurist, ELDH, Austria); Leyla Boran (jurist, Utamara, Hardershipcommission, Germany); Sara Montinaro (jurist, YA BASTA, Italy); Martina Bianchi (PhD in international law University of Pisa, Heyva Sor a Kurd Italy); Assunta Signorelli (psichiatrist, Trama di Terre, Italy); Anarkikka (graphic journalist and cartoonist, Trama di Terre, Italy); Alice Corte (videomaker, Una stanza tutta per sé, Italy); Kader Karlidag (pharmacist, Austria).

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LE BAMBINE E LA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Pubblicato 25/03/2015 da paroladistrega
ausl cesena

ausl cesena

Mi piace questa  foto di ragazzine e ragazzini. Mi ricorda la mia adolescenza: quella vicinanza-fusione di corpi-emozioni. Il toccarsi l’un* con l’altr* con abbracci, allegre spinte, baci e carezze. Solo per dire a se stessi e al mondo intorno “io ci sono, eccomi qui, tra voi, sono parte di voi”. E questa esigenza inizia a farsi prepotente a 13-14 anni con l’esplosione dell’adolescenza: quel cammino così difficile e meraviglioso che dovrebbe condurci all’età adulta.

Ma a 13 anni non si è adolescenti. E non si è più bambin*. Siamo in una terra di mezzo dove non si vedono bene le cose: non si ha ancora la giusta percezione di sé. E spesso, per farsi “accettare” dal gruppo si adottano i comportamenti più diffusi, rassicuranti. Sennò si è tagliati fuori, sennò non si hanno amici, sennò si è un pesce fuor d’acqua.

E così pure per il sesso. Soprattutto per il sesso.

Oggi ho letto questo articolo di SARA LAVORINI su IL TIRRENO di Massa Carrara:

http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2015/03/25/news/massa-carrara-51-aborti-in-un-anno-1.11114017

Quello che mi ha colpito è l’età delle ragazzine: delle tredicenni che il lunedì pomeriggio si recano ai consultori di Massa ed Avenza per chiedere la pillola del giorno dopo  “perché non si ricordano neanche con quanti ragazzi hanno avuto rapporti tra il sabato e la domenica, raccontano di aver bevuto troppo e di non aver memoria di cosa sia accaduto” (parole della dott.ssa Donatella Romagna).

Chi legge e segue questo blog, credo abbia ben chiara la mia posizione sull’autodeterminazione e completa libertà di pensiero e di scelte della donna. Ma.

Qui c’è un “MA” grande come una montagna: le bambine di 13 anni non sono donne. La legge vigente le considera sessualmente mature, ma ciò non significa che siano mature a livello emotivo-cognitivo.

Quello che più dovremmo chiederci tutt*, donne e uomini di una società civile, dovrebbe essere questo: perché lo fanno? Perché queste bambine di 13 anni fanno sesso a ripetizione, ubriache, senza coscienza e ricordo di ciò che avviene?

Se –  dico se – lo facessero per “piacere” potrebbe pure essere ammesso, nonostante la giovanissima età e la presumibile immaturità. Ma non credo. Credo piuttosto in un pericoloso “trendy”, in un comportamento omologato per ricevere attenzione e accettazione dal gruppo. E questo è pericoloso: si annullano nell’alcol (o altro) e fanno sesso. Perché così sono disinibite e perdono ogni freno, ma anche ogni ricordo. Vogliono, probabilmente, recitare un ruolo che non sentono loro. Bambine che giocano pericolosamente a fare le donne.

Ma cosa accadrà di queste bambine quando la loro “recita” non basterà più?

Quando vorranno togliersi la maschera delle donne fatte e rifinite, per vedere il loro vero essere?

Quando si chiederanno perché il sesso – per loro – ha bisogno di essere affogato nell’alcol e nell’oblio?

Quando capiranno che il sesso non è una gara del week end, ma un bellissimo momento da condividere con un altro essere umano (e non parlo di amore romantico, ma almeno di momenti fatti di emozioni)?

Cosa accadrà?

Lo chiedo ai loro genitori, alla scuola, a quegli adulti che chiamiamo “educatori”. Lo chiedo a loro.

E me lo chiedo anch’io.

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CONTATTI   25 marzo  2015:   50.978

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LAURA, SORAYA E TUTTE LE ALTRE

Pubblicato 20/03/2015 da paroladistrega

foto dal blog di LAURA CIMA

LAURA CIMA è una femminista d.o.c. Si sa e lo sanno soprattutto quelle che seguono le sue iniziative, leggono i suoi scritti centrati su temi di genere, come il libro “IL COMPLESSO DI PENELOPE, le donne e il potere in Italia”

http://www.lauracima.it/il-complesso-di-penelope/

Diciamo che da una donna così si può imparare tanto. Una che non si ferma mai, che agisce, che pensa e che fa tanto per le donne. E, oggi più che mai, donne così servono assai. Donne pensanti. E questa donna pensante ha pensato bene di incontrare SORAYA POST, leader del Partito svedese INIZIATIVA FEMMINISTA con una conferenza stampa presso la sede della Regione Piemonte. Perché? Perché LAURA CIMA ha da tempo il mio stesso sogno-desiderio-pensiero: la realizzazione di un Partito con iniziativa femminil-femminista e questo confronto con SORAYA potrebbe essere il primo passo di un bel cammino nuovo delle donne.

Riporto di seguito il contenuto del resoconto del confronto (ha partecipato anche un’altra  femminista, KRISTIN TRAN), nella speranza che questo momento possa sviluppare altre iniziative, confronti, dibattiti sul tema.

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Dopo Soraya Post: eclissi di sole e equinozio di primavera

di LAURA CIMA

http://www.lauracima.it/lauracima_it/dopo-soraya-post-eclissi-di-sole-e-equinozio-di-primavera/

Energia positiva e simpatia trascinante: Soraya, europarlamentare femminista rom ci conquista da subito e stiamo con lei tutto il giorno con un calendario fitto di impegni. Già nella conferenza stampa in Regione ci spiega il salto di qualità della politica svedese dopo la sua elezione, e quella di rappresentanti in venti città, Stoccolma compresa dove Iniziativa Femminista è al governo. Per pochi decimi non hanno superato la soglia per entrare nel parlamento nazionale che comunque incalzano su tutti i temi del loro programma.Mission riuscita: portare nell’agenda politica i diritti umani, delle donne, delle minoranze che sono violati nella quotidianità.Rispetto per la diversità,autodeterminazione del proprio corpo, contro l’omofobia, contro i razzismi. Opporsi a tutte le discriminazioni e diseguaglianze a cominciare da quelle che subiscono le donne nella loro paga,nel loro lavoro non pagato. Quindi congedi parentali ai padri e, per far contenti tutti e assorbire disoccupazione, la giornata lavorativa di 6 ore. Le provocazioni in campagna elettorale hanno pagato: gli occhiali rosa su tutti i manifesti elettorali dei candidati degli altri partiti per donargli uno sguardo femminista ,sedie rosa nei parchi e ovunque, perché tutti devono sentirsi comodi negli spazi pubblici , anche nelle istituzioni dove ci sono poche donne,palloni rosa anziché bandiere, riunioni in ogni luogo dove si assicurasse la presenza di almeno venti persone,slogan chiari e concreti, trasparenza, programmi politici costruiti collettivamente, coinvolgimento di tutti i movimenti LGBT, immigrati, disabili ,studenti.

Senza nessuna possibilità di accedere ai finanziamenti pubblici, garantito solo a chi è già stato precedentemente eletto, iniziativa femminista è la grande novità che da 500 aderenti è passata in due anni a 22mila aderenti. Invece di essere lobby hanno scelto di fare un partito e in cinque anni hanno messo insieme tutti i movimenti che si erano stancati di lottare inutilmente. Non si sono spaventate dei conflitti che si sono aperti e hanno guidato il processo con la sicurezza di chi sa che nessuno se ne sarebbe andato perché lo spazio aperto era troppo interessante.

Dodici coordinatori per altrettanti gruppi tematici aperti e interconnessi. Né di destra né di sinistra ma rosa.

In realtà chi ha spinto al salto è una politica di sinistra, stanca di non ottenere che neanche nel suo partito questi temi fossero considerati al top dell’agenda. L’altra sorpresa negli incontri riservati del pomeriggio e nell’iniziativa pubblica della sera è Kristin Tran, la giovanissima fondatrice e portavoce del partito. Vietnamita di Ho chi minh, a diciannove anni, emigrata in Svezia, stufa di discriminazioni ha fondato il partito: oggi lo dirige a 29 anni. Ci spiega che stanno lavorando in sette paesi europei per fondare il partito in vista delle prossime europee dove contano di portare il numero di parlamentari sufficienti a fare un gruppo autonomo. Ci dice: abbiamo un sacco di lavoro da fare ma tanta energia positiva.Gestiamo il potere come responsabilità, rispettiamo i nostri elettori e li consultiamo continuamente.La democrazia o è per tutti o non è democrazia.

Come faccio a riassumere tutta la ricchezza del confronto di ieri, concluso con l’incontro con la delegazione LGBT, usciti anch’essi entusiasti e dalla partecipazione in piazza del municipio alla manifestazione contro il terrorismo.Mi aiuteranno le amiche che hanno condiviso quest’esperienza a Torino, a Genova e a oggi a Imola. Domani incontro e conferenza stampa conDijana Pavlovic, già candidata con AE per Tsipras, insultata da Buonanno a Piazza pulita.

Abbiamo stretto una relazione stabile, siamo state trascinate dall’ottimismo e dalla concretezza. Ci hanno lasciate dicendo: adesso tocca a voi.

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PER APPROFONDIMENTI, INTERVISTA DI MONICA LANFRANCO A SORAYA POST

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CONTATTI   20 marzo  2015:   50.800

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BARBARA GIORGI

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BARBARA GIORGI