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Tutti gli articoli per il mese di luglio 2015

INTERVENTO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI SULLA SENTENZA DI ASSOLUZIONE #FORTEZZADABASSO

Pubblicato 31/07/2015 da paroladistrega

MARISA NICCHI

In data 30 luglio, alla Camera dei Deputati, l’on. MARISA NICCHI (SEL) fa un intervento sulla sentenza di assoluzione per lo stupro alla FORTEZZA DA BASSO (vd.  miei post precedenti).

Nella bacheca Facebook dell’on. Nicchi risulta il video dell’intervento, con il commento: “Stupro della Fortezza, la Corte d’Appello assolve tutti e condanna moralmente la ragazza vittima di violenza. Martedì sera 1.000 donne e uomini in piazza, sette anni dopo quel tragico avvenimento. Oggi il mio intervento in Aula sulla questione”

Voglio dire GRAZIE all’on. MARISA NICCHI.

Voglio dirle GRAZIE perché ha parlato con fermezza, ma anche con commozione e grande sensibilità.

Voglio dirle GRAZIE perché ha detto ciò che avrei voluto dire io in quell’Aula e che – probabilmente –  avrebbero voluto dire molte altre donne.

Voglio dirle GRAZIE perché finalmente una donna del Potere ha parlato come una donna qualsiasi, una di noi, una di quelle che ci mettono la faccia, il cuore, l’anima, la rabbia, la tristezza.

Grazie onorevole. Ha parlato da donna, per le donne.

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EVA E ALTRI SILENZI” (2014): racconti e monologhi di donne su temi impegnati (violenza di genere, molestia sessuale, anoressia, pedofilia…). Il libro è dedicato alla grande e compianta Franca Rame, su autorizzazione della Compagnia teatrale Fo Rame.

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http://www.mondadoristore.it/Eva-e-altri-silenzi-Barbara-Giorgi/eai978889114200/

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#NESSUNASCUSA

Pubblicato 28/07/2015 da paroladistrega

nessunascusa

STASERA, DALLE 21, MANIFESTAZIONE ALLA FORTEZZA DA BASSO, A FIRENZE:

#SOLIDARIETA’ alla  #RAGAZZADELLAFORTEZZA.

CARA RAGAZZA DELLA FORTEZZA DA BASSO, IO STO CON TE!

IO TI ABBRACCIO,  RAGAZZA DELLA FORTEZZA.

IL TUO DOLORE E’ IL MIO DOLORE, LA TUA TRISTEZZA E’ LA MIA TRISTEZZA, LA TUA RABBIA E’ LA MIA RABBIA.

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FIRENZE, FORTEZZA DA BASSO. #NESSUNASCUSA CONTRO LA VIOLENZA

Pubblicato 28/07/2015 da paroladistrega

Martedì 28 luglio. Stasera, alle ore 21,  si terrà una MANIFESTAZIONE contro la VIOLENZA DI GENERE, alla FORTEZZA DA BASSO, FIRENZE, per solidarietà alla “RAGAZZA della FORTEZZA DA BASSO”.

#NESSUNASCUSA contro la VIOLENZA DI GENERE.

AMICHE, SCRIVIAMO NELLE NOSTRE BACHECHE FACEBOOK, dalle 21 a mezzanotte: #NESSUNASCUSA

nessunascusa

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/07/27/news/in_piazza_per_la_ragazza_della_fortezza-119918782/

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/toscana/assolti-da-stupro-firenze-scende-in-piazza-motivazioni-inaccettabili-_2125070-201502a.shtml

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“IO, DONNA VITTIMA DI VIOLENZA”

Pubblicato 28/07/2015 da paroladistrega

Era il maggio 2012. E mi sono presa della troia perché parlavo di VIOLENZA DI GENERE in un’intervista a una donna vittima di violenza domestica (tutelata dalla fondazione Pangea onlus).

Rebloggo il pezzo, per riportare alla luce quel commento, con il mio ri-battesimo di TROIA.

Poi, non chiedetemi più perché sono femminista e strega.

paroladistrega

Intervista a una donna vittima di violenza, con la collaborazione di PANGEA  Onlus

Premessa

Sono una blogger. E le blogger possono pure dare fastidio. Ti apri uno spazio nel web: scrivi e dici la tua. Io ho scelto di dire la mia e quella di altre donne che mi chiedono aiuto o amicizia o sostegno. Per quello che posso fare. Forse è niente, forse è poco, ma forse per loro è qualcosa in più rispetto a ieri. Io ci sono. Sempre dalla parte delle donne, di quelle vere.

Per questo vorrei capire qualcosa di più su questo flagello antico come il mondo, cancro orribile di società umane malate. La violenza sulle donne: fisica, sessuale e/o psicologica.

So già che si scateneranno alcuni contro questa intervista: “dovevi chiedere questo piuttosto che quest’altro”. E allora precisiamo subito. Ho contattato la Fondazione PANGEA ONLUS (www.pangeaonlus.org; www.sportelloantiviolenza.org) che si occupa, tra…

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“SE L’E’ CERCATA”

Pubblicato 22/07/2015 da paroladistrega

www.lrpsicologia.it

Dicono:

la colpa è delle donne perché mettono la mini,

la colpa è delle donne perché bevono alcolici come gli uomini,

la colpa è delle donne perché pretendono di uscire la notte,

la colpa è delle donne perché non sono illibate,

la colpa è delle donne perché provocano,

la colpa è delle donne perché sono troppo libere.

La colpa è nostra. 

Poi, prendi un treno qualsiasi, di giorno (primo pomeriggio), tratta Livorno-Pisa, per andare all’università. E vieni stuprata (il vagone era deserto). Esiste anche un video che ha ripreso la scena terribile con carnefice-vittima.

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2015/07/19/news/ragazza-violentata-sul-treno-il-diritto-di-sentirsi-al-sicuro-1.11801321

E’ una notizia di pochi giorni fa. Non ne ho scritto subito, perché volevo leggere i commenti “illuminati” nel web (soprattutto Facebook). E, visto che molti uomini mi dicono che sono “faziosa” – sempre a parlare di donne, sempre a difendere le donne – mi sono soffermata sui commenti maschili. Mi pare giusto.

Ho riscontrato tre tipologie di commenti maschili: quelli che danno la colpa allo stupratore solo in quanto nero-senegalese-immigrato-irregolare (gli stereotipi tornano comodo agli uomini bianchi-occidentali-regolari), quelli che esprimono sostegno alla ragazza e quelli (troppi)  in cerca del solito “giustificazionismo” del “se l’è cercata“.

Qui però era più difficile arrampicarsi sugli specchi per ricondurre la colpa alla vittima di stupro (passata ai raggi x e soppesata).

Aveva la mini di pelle nera, scollatura, calze a rete, tacchi a spillo, qualche borchia? Ah no, aveva un vestito estivo “normalissimo”.

Aveva bevuto alcolici? Ah no, non tornava da un rave party, ma stava andando all’università.

Aveva abbordato l’uomo? Aveva espresso la volontà di avere rapporti sessuali con l’uomo? Ah no, nel video si vede che cerca di resistere e scappare.

Però. Un momento. Il vagone era VUOTO. E qui scatta il “se l’è cercata“.

Una donna non si deve sedere in un vagone vuoto. Non esiste proprio.

Una donna deve sapere quando uscire di casa, come vestirsi, chi o cosa guardare, dove andare, quali mezzi di trasporto prendere e con quali modalità-caratteristiche-misure di sicurezza. Deve sapere che non può fare come le pare, andare dove le pare, sedersi dove le pare, camminare dove le pare. Una donna non è un uomo. Se pretendi di fare cose normali, come un uomo, te la cerchi.

Ecco.

Io ho pensato molto a quella ragazza, ora sparita nel nulla, immersa probabilmente in un calvario fisico e psicologico terribile. Ho pensato a lei, perché rivedevo me, quando da ventenne prendevo il treno per andare all’università a Pisa (anche se poi mi sono laureata a Firenze). C’erano giorni in cui cercavo vagoni vuoti dove ripetere le mie lezioni in tutta calma, lontana dalle risate di amici e amiche, nella speranza di poter ripassare qualcosa prima di un esame. Oppure c’erano giorni estivi in cui faceva molto caldo e cercavo vagoni vuoti per farmi un sonnellino di pochi minuti prima di arrivare a destinazione. Se fosse capitato a me? Semplice. Me la sarei cercata.

Insomma, tutte ce la cerchiamo.  Cosa? La toccata di culo. La mitica frase  “abbona chissà cosa ti farei”. La molestia. E soprattutto la violenza.

Torna molto bene questa soluzione del “se l’è cercata”. Torna benissimo perché lava via ogni forma di responsabilità del mondo maschile. Basta puntualizzare. Ecco la formula magica di molti-troppi uomini (non tutti, ma molti-troppi): “io non sono certo uno stupratore, io non mi vergogno per azioni altrui, io non sono così, non sono fatti miei e…  lei se l’è cercata”.

Finché non capita a vostra sorella, a vostra moglie, alla vostra fidanzata, ad una vostra amica.

Anche a loro direste: “te la sei cercata” ?

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“CHIAMATEMI STREGA”

Pubblicato 21/07/2015 da paroladistrega
Franca Rame

Franca Rame

L’ho scritto qualche anno fa, in pochi minuti.

Il monologo della mia vita. Quello che ti fa capire chi sei (più o meno) e in quale direzione stai guardando. Io guardavo lei, nella mia mente: Franca Rame. Vedevo ciò che avrei voluto essere, per la sua forza, per la sua determinazione, per il suo coraggio. Per la sua capacità di entrare nell’anima delle persone.

Avevo il p.c. sulle ginocchia ed ero seduta sul letto. Ho scritto di getto, di pancia: le emozioni decidevano tutto e io eseguivo.

Dopo pochi giorni, ho deciso di inviare il monologo per email proprio a lei, dedicandolo a lei, sperando che lei lo leggesse. E lei, quella meravigliosa artista, lo pubblicò nel suo blog (nel 2012).

Lo so. Lei era, è e sarà sempre Franca Rame. Io sono solo una strega qualsiasi. Ma le streghe si fiutano e si riconoscono, si guardano e si amano, si cercano e si toccano con l’anima. Noi ci siamo sfiorate l’anima. Lei l’ha sfiorata a me.

Il monologo lo scrissi pensando a lei. O pensando anche a me. Ma forse pensavo a tutte le donne libere dalle catene mentali, quelle che lottano, quelle che volano con il pensiero, più in alto. Quelle che vivono fuori dagli schemi imposti. Le donne-streghe. Quelle che rischiano i roghi.

Il monologo “Chiamatemi strega” è stato recitato durante eventi contro la violenza di genere. Ci sono video Youtube di varie attrici non professioniste (tra cui, due miei video). Esistono versioni in altre lingue. Mi segnalano la sua diffusione anche in America latina. Insomma, la mia creatura viaggia con le proprie gambe…

Adesso, quel monologo voglio regalarlo anche a voi, qui. E lo dedico a tutte quante. Sfioriamoci l’anima…

“CHIAMATEMI  STREGA”  di Barbara Giorgi

Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo. Potete chiamarmi Strega.

Perché tanto la mia natura è quella. Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.

Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima, sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto, sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche, sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie.

E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna!

Per cui sono Strega.

Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono a-normale…  sono io!

Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e … folle ingegnere della mia vita.

Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso, perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente.

Sono Strega perché spesso do fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio, di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici.

Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.

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SIAMO TUTTE STUPRABILI?

Pubblicato 18/07/2015 da paroladistrega
LO STUPRO, René Magritte, 1945

LO STUPRO, René Magritte, 1945

Tre.

Secondo me, sono tre i punti salienti della sentenza di assoluzione emessa dai giudici della Corte d’Appello di Firenze per sei uomini accusati di VIOLENZA SESSUALE avvenuta nel 2008, alla Fortezza da Basso. Un gruppo di sei  uomini (italiani, tra i 20-25 anni) accusati di violenza sessuale su una donna (una ragazza di 23 anni):  TUTTI ASSOLTI.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/17/assolti-da-stupro-di-gruppo-giudici-fu-momento-di-debolezza-della-ragazza/1885295/

Primo punto.

Si parla di “iniziativa di gruppo comunque non ostacolata”.

Chiedo: una donna soggetta a uno stupro di gruppo  ha l’obbligo, ha il dovere di OSTACOLARE la violenza a suo carico? Vorrei che i giudici della Corte d’Appello mi spiegassero, per favore, come fa una donna ad ostacolare la violenza da parte di un gruppo di SEI uomini-stupratori (violenza che  nella sentenza è gentilmente definita “iniziativa”). Nemmeno Wonder Woman ci riuscirebbe. Una violenza da parte di un branco non la fermi con un corpo. Neppure se graffi, mordi, ti divincoli, scalci. E qui erano SEI UOMINI. Sei uomini. Sei.

Secondo punto

I ragazzi avrebbero probabilmente “mal interpretato la disponibilità della ragazza” che era “non sobria… ma presente a se stessa“.

Chiedo: se in SEI “usano” una donna probabilmente ubriaca, potete spiegarmi come si fa a parlare di mala interpretazione? Interpretazione di cosa? Della volontà di una persona probabilmente non sobria ma presente? E che significa non sobria ma presente? In quel momento, chi del gruppo ha deciso che lei era presente pur essendo probabilmente ubriaca? Le hanno fatto recitare la Divina Commedia per capire il suo livello di “presenza” e disponibilità a subire penetrazione da parte di SEI UOMINI?

Terzo Punto

Come dice la legale della ragazza vittima di stupro, avv. Lisa Parrini, i giudici parlano di “vita non lineare della ragazza”.

Chiedo:  se noi donne ci concediamo una vita sessuale come tutti gli esseri umani, se viviamo rapporti di sesso-amore o di solo sesso o di quello che ci pare… non siamo “lineari”? E se una donna ha avuto precedenti rapporti sessuali  (etero, omosessuali) è automaticamente STUPRABILE?

Ecco. E’  questo terzo punto quello che mi inquieta di più.

Quindi chiedo ancora: che significa “VITA NON LINEARE”? LINEARE A CHE COSA? LINEARE A CHI? QUAL E’ QUESTA “LINEA”?

Forse, quella della cintura di castità? Ma chiudere a chiave il nostro organo sessuale, non chiuderà a chiave le  violenze dell’uomo su di noi. E’ già successo, secoli fa.

No. Noi non siamo e non vogliamo essere in LINEA con le vostre regole di vita, con i vostri modelli.

No. Noi le LINEE ce le tracciamo da sole.

Una sentenza che assolve SEI uomini e addita una donna per la sua VITA NON LINEARE mi riporta, ci riporta tutte indietro nei secoli. A quella “LINEARITA'” che significa sottomissione, testa china, bocca chiusa, assenza di desideri, assenza di volontà. Tutte LOBOTOMIZZATE dentro una VITA LINEARE pre-formata e pre-stampata.

Siamo noi le colpevoli. Noi con il nostro corpo. Noi con il nostro sesso provocante.

Siamo noi a creare la tentazione, a portare al peccato. Ad indurre allo stupro.

Siamo tutte stuprabili.

N.B: PER GLI UOMINI CHE MI SCRIVONO CHE NON HO LETTO TUTTA LA SENTENZA: L’HO LETTA. QUINDI??? RESTO DELLA MIA  IDEA. CREDO DI AVERE IL DIRITTO, COME DONNA, DI FARMI UNA MIA IDEA PERSONALE SU UN SIMILE FATTO. VOI NON AVETE ALCUN DIRITTO DI VENIRMI A DIRE COME LA DEVO PENSARE. NON SONO LOBOTOMIZZATA. E PER QUELLI CHE OFFENDONO ME E/O  LA RAGAZZA DELLA FORTEZZA DA BASSO: POVERACCI, FATE PENA. LA MISOGINIA E’ UNA BRUTTA BESTIA.

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Parti di lui

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BARBARA GIORGI

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È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza.

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