SIAMO TUTTE STUPRABILI?

Pubblicato 18/07/2015 da paroladistrega
LO STUPRO, René Magritte, 1945

LO STUPRO, René Magritte, 1945

Tre.

Secondo me, sono tre i punti salienti della sentenza di assoluzione emessa dai giudici della Corte d’Appello di Firenze per sei uomini accusati di VIOLENZA SESSUALE avvenuta nel 2008, alla Fortezza da Basso. Un gruppo di sei  uomini (italiani, tra i 20-25 anni) accusati di violenza sessuale su una donna (una ragazza di 23 anni):  TUTTI ASSOLTI.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/17/assolti-da-stupro-di-gruppo-giudici-fu-momento-di-debolezza-della-ragazza/1885295/

Primo punto.

Si parla di “iniziativa di gruppo comunque non ostacolata”.

Chiedo: una donna soggetta a uno stupro di gruppo  ha l’obbligo, ha il dovere di OSTACOLARE la violenza a suo carico? Vorrei che i giudici della Corte d’Appello mi spiegassero, per favore, come fa una donna ad ostacolare la violenza da parte di un gruppo di SEI uomini-stupratori (violenza che  nella sentenza è gentilmente definita “iniziativa”). Nemmeno Wonder Woman ci riuscirebbe. Una violenza da parte di un branco non la fermi con un corpo. Neppure se graffi, mordi, ti divincoli, scalci. E qui erano SEI UOMINI. Sei uomini. Sei.

Secondo punto

I ragazzi avrebbero probabilmente “mal interpretato la disponibilità della ragazza” che era “non sobria… ma presente a se stessa“.

Chiedo: se in SEI “usano” una donna probabilmente ubriaca, potete spiegarmi come si fa a parlare di mala interpretazione? Interpretazione di cosa? Della volontà di una persona probabilmente non sobria ma presente? E che significa non sobria ma presente? In quel momento, chi del gruppo ha deciso che lei era presente pur essendo probabilmente ubriaca? Le hanno fatto recitare la Divina Commedia per capire il suo livello di “presenza” e disponibilità a subire penetrazione da parte di SEI UOMINI?

Terzo Punto

Come dice la legale della ragazza vittima di stupro, avv. Lisa Parrini, i giudici parlano di “vita non lineare della ragazza”.

Chiedo:  se noi donne ci concediamo una vita sessuale come tutti gli esseri umani, se viviamo rapporti di sesso-amore o di solo sesso o di quello che ci pare… non siamo “lineari”? E se una donna ha avuto precedenti rapporti sessuali  (etero, omosessuali) è automaticamente STUPRABILE?

Ecco. E’  questo terzo punto quello che mi inquieta di più.

Quindi chiedo ancora: che significa “VITA NON LINEARE”? LINEARE A CHE COSA? LINEARE A CHI? QUAL E’ QUESTA “LINEA”?

Forse, quella della cintura di castità? Ma chiudere a chiave il nostro organo sessuale, non chiuderà a chiave le  violenze dell’uomo su di noi. E’ già successo, secoli fa.

No. Noi non siamo e non vogliamo essere in LINEA con le vostre regole di vita, con i vostri modelli.

No. Noi le LINEE ce le tracciamo da sole.

Una sentenza che assolve SEI uomini e addita una donna per la sua VITA NON LINEARE mi riporta, ci riporta tutte indietro nei secoli. A quella “LINEARITA'” che significa sottomissione, testa china, bocca chiusa, assenza di desideri, assenza di volontà. Tutte LOBOTOMIZZATE dentro una VITA LINEARE pre-formata e pre-stampata.

Siamo noi le colpevoli. Noi con il nostro corpo. Noi con il nostro sesso provocante.

Siamo noi a creare la tentazione, a portare al peccato. Ad indurre allo stupro.

Siamo tutte stuprabili.

N.B: PER GLI UOMINI CHE MI SCRIVONO CHE NON HO LETTO TUTTA LA SENTENZA: L’HO LETTA. QUINDI??? RESTO DELLA MIA  IDEA. CREDO DI AVERE IL DIRITTO, COME DONNA, DI FARMI UNA MIA IDEA PERSONALE SU UN SIMILE FATTO. VOI NON AVETE ALCUN DIRITTO DI VENIRMI A DIRE COME LA DEVO PENSARE. NON SONO LOBOTOMIZZATA. E PER QUELLI CHE OFFENDONO ME E/O  LA RAGAZZA DELLA FORTEZZA DA BASSO: POVERACCI, FATE PENA. LA MISOGINIA E’ UNA BRUTTA BESTIA.

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70 commenti su “SIAMO TUTTE STUPRABILI?

  • Sono rimasta anche io senza parola dopo aver letto l’articolo e le “motivazioni” del giudice… fa veramente schifo. Capirai un paio di pantaloncini incitano allo stupro figuriamoci lo stato di ebrezza….

  • Certo se due o più ubriachi decidono di fare sesso non è stupro ma c’è differenza tra una persona alticcia un po’ brilla, non del tutto sobria, ma in grado di acconsentire al sesso e una persona semisvenuta perchè troppo ubriaca e quei ragazzi se ne erano certo accorti. Triste l’allusione alle “libertà sessuali” che per me sono cose sacrosante. Nei processi per stupro le allusioni alla vita sessuale e allo stile di vita della vittima dovrebbero essere proibite

  • “La vittima ostentava un SUV di grossa cilindrata in una strada abitata da persone che faticano ad arrivare a fine mese. Entrato al circolino dei pensionati per consumare un caffè, al momento di pagare ha estratto dalla giacca una nutrita mazzetta di banconote da 500 euro, eccitando la fantasia di un gruppo di disoccupati che giocava a cirulla. Uscendo dal locale, inoltre, l’uomo ha salutato il barista scoprendo deliberatamente il polso per esibire un rolex scintillante. I tre hanno interpretato il gesto come un chiaro invito e, dopo aver seguito l’uomo presso il suo villone con piscina in campagna, lo hanno aggredito e derubato. Si è poi scoperto che l’uomo evadeva le tasse e conduceva una vita non lineare. I tre sono stati assolti.”

  • Io non so se questi siano colpevoli o la cosa fosse consenziente e la ragazza si sia poi pentita (ho letto qualche commento e pare che la questione possa essere più complessa di quanto riportato nell’articolo), quindi non mi pronuncerò su questo. Rimane però il fatto che le motivazioni della sentenza sono semplicemente raccapriccianti, in quanto sembra non analizzare tanto i fatti (ok, probabilmente lo hanno fatto ma l’articolo è basato su ciò che ha fatto più scalpore, può essere) quanto cercare di colpevolizzare in ogni caso la vittima (che tale rimane, perchè in ogni caso i 6 hanno approfittato di una situazione di non completa lucidità di lei), forse in modo ancora peggiore di quanto non si faccia di solito. Soprattutto nel terzo punto che hai citato è una cosa che ci riporta direttamente al medioevo se non ancora più indietro. Ripeto, non giudico i fatti non potendoli conoscere (anche se questa sentenza vergognosa che ha ribaltato completamente la prima, qualche dubbio me lo fa venire sul fatto che invece lo stupro ci sia stato) , ma questa sentenza dimostra una povertà di intelligenza senza pari, e chiunque l’abbia emessa dovrebbe avere almeno la decenza di prendere la toga e appenderla al chiodo, e non farsi mai più vedere in un’aula di tribunale.

    • Hai perfettamente ragione. Se fossimo in uno stato vagamente civile, questi giudici dovrebbero essere rimossi dal loro incarico immediatamente con queste motivazioni.

  • Voglio essere maligna: Ma se i sei ragazzi erano algerini o del Senegal, La sentenza sarebbe stata la stessa? Certamente no!
    è una sentenza piena di pregiudizi e moralismo.
    Si è giudicato la vittima non il reato commesso. Una sentenza che offende la vittima, in pratica il giudice ha sancito che se una dona ha una vita sessuale libera può essere stuprata. La cultura dello stupro nelle aule dei tribunali.

    • Purtroppo è una cultura come scrive Paroladistrega e francamente vita non lineare è palesemente donna che non si sottomette. Studio da anni il matrilinearismo e dire che la nostra società è verso la parità sessuale è bestemmiare in maniera laica (sono sarcastica…) la nostra società non accetta semplicemente le donne che dicono no e quelle che esprimono loro stesse in maniera non convenzionale (quindi sottomessa) dire che questa sentenza è vergognosa è poco sembra di essere tornati al malleus maleficarum sempre di leggi parliamo no? caspita ho fatto un errore! quest’ultimo è di una confessione religiosa mentre questa sentenza è di uno stato laico (?)….

  • Sono in perfetta sintonia di quanto lei esprime contro questa sentenza. .Io ho dovuto subire un 1° grado di una sentenza di separazione che tra l’altro diceva:la relazione della Sig.ra non deve essere ritenuta tale,poiche’ non manifestata in pubblico.

  • Buonasera, cara, mi permetto di importunarti per avvisarti che da stasera ti seguo! Buona continuazione ed arrivederci per i rispettivi blog!

  • Domanda: cosa possiamo fare contro tutto ciò? Una petizione? Un’azione di email massiccia? A chi? Voglio dire, oltre ad essere tutt* d’accordo sul fatto che stiamo tornando indietro anni luce su tutto, che tipo di azione secondo voi possiamo portare avanti per rovesciare la sentenza o perché qualcosa di sostanziale cambi e si cominci a proteggere la vittima invece di additarla a colpevole? Non sono domande retoriche: ragioniamo insieme su questo per favore? Grazie a chi vorrà rispondere. Non ce la faccio più a guardare in silenzio… Iris

  • Per giudicare una sentenza bisognerebbe leggere interamente la motivazione, e non sprazzi della stessa riportati da terzi. Tu non sembri averla letta (o almeno non riporti il link della stessa), sembri piuttosto esserti basata sul resoconto giornalistico del Fatto Quotidiano che, peraltro, menziona il motivo fondamentale dell’assoluzione (ma che però per qualche motivo tu non riporti): secondo i giudici (da quanto si evince dal Fatto) la ragazza sarebbe stata capace di intendere/volere, nonché consenziente, dall’inizio alla fine dei fatti penalmente perseguibili, pur nella scabrosità della situazione e pur avendo bevuto un po’. Tu ti concentri su alcuni elementi di narrativa della sentenza, riportati dal Fatto, che fanno discutere (la vita non lineare ecc) ma che evidentemente non costituiscono motivazione in senso tecnico. Per giudicare la sentenza bisognerebbe sapere come i giudici hanno valutato lo stato psichico della ragazza durante i fatti, mentre tutto il resto, anche se riportato dalla stessa sentenza, è narrativa della vicenda nel suo complesso, ma non dei fatti penalmente perseguibili. In altre parole, la sentenza è ingiudicabile finché non ne possiamo leggere la motivazione integrale e per intero.

    • Carissim*, io non “giudico”, in quanto non sono giudice. Io esprimo la mia opinione da donna su un articolo de Il Fatto Quotidiano che riporta stralci di una sentenza. E, come tantissime altre donne (e uomini), non leggo sentenze per intero ogni volta che vengono emesse, ma ascolto-seguo-leggo ciò che i media diffondono (e lo faccio con spirito critico, senza essere lobotomizzata). Non ho commentato un’opinione, ma parti di una sentenza che va a colpire me e altre donne, in modo indiretto o diretto. Tu scrivi (tue testuali parole): “secondo i giudici (da quanto si evince dal Fatto) la ragazza sarebbe stata capace di intendere/volere, nonché consenziente, dall’inizio alla fine dei fatti penalmente perseguibili, pur nella scabrosità della situazione e pur avendo bevuto un po’”. Notare il tuo “sarebbe stata consenziente”. E allora perché, secondo te, avrebbe presentato denuncia? Se una donna presenta una denuncia significa che “dissente”. Io non mi concentro su “alcuni fatti della narrativa” ma su una ASSOLUZIONE DI SEI UOMINI contro cui era stata presentata DENUNCIA DI VIOLENZA SESSUALE.

    • ma che cazzo dici se fose stata una tua parente ubriaca e poi violentata da 6 uomini che cazzo avresti detto? si parla di questa ragazza come se fosse stata lei a violentare quei 6 celebrolesi. pensa prima di parlare che sei te che stai troppo davati alla tv

  • Questo articolo è a dir poco fazioso, non racconta assolutamente niente dei fatti ma solo i giudizi personali dell’autore sui giudizi dei giudici. È il tipico articolo di chi vuole tenerti ignorante nell’oscurità, non c’è scritto ASSOLUTAMENTE NIENTE di quello che è successo nella pratica quella sera, oltre il fatto che 6 uomini hanno fatto sesso con 1 donna. Quindi dirò cosa mi sono immaginato (ho DOVUTO immaginarlo per i motivi sopra citati) sia successo. La ragazza è ubriaca, loro pure. Loro approcciano lei, lei è indecisa ma alla fine li lascia fare. Il giorno dopo ha un ripensamento e si sente umiliata dal fatto di aver ceduto ad altri il controllo sulla sua vita. Dato che è profondamente immatura, al posto di guardarsi dentro e cercare di capire perché si sente ferita da una situazione che ha passivamente accettato, decide di denunciarli per stupro e rovinargli la vita. Il giudice lo capisce e li assolve.

    • Bel FILM. Dove l’hai visto? Ci fai sapere il titolo? Interessante la trama. Vediamo. Secondo te, il mio articolo sarebbe “fazioso”, mentre tu ti senti autorizzato a comunicarci cosa ti sei IMMAGINATO (tue testuali parole). Bella l’immaginazione, ma le FAVOLE NON SONO REALTA’. Sei un uomo, vero?

    • Trickster (nickname eloquente!), è certamente vero che spesso la stampa è faziosa e non ha come obiettivo l’onesta cronaca dei fatti, ma come accettare che chi, immaginando (noto procedimento scientifico di ricostruzione della realtà), riesce a tratteggiare il profilo caratteriale e morale (negativo: ubriaca, indecisa, “li lascia fare”= lussuriosa?, profondamente immatura incapace di capire finanche se stessa, 5 righe di biasimo) della ragazza in chiave di fredda e aprioristica condanna, non spenda una parola per farci analogamente immaginare i profili morali di sei (dico sei) uomini che non hanno esitato ad agire bestialmente, senza evidentemente essere colti da scrupoli…magari al secondo, al terzo, al quarto, al quinto, al sesto potevano venire dei dubbi, ma no questo non è in discussione, l’unico pensiero per i poveretti è che questa faccenda “gli poteva rovinare la vita”.

      • Hai ragione, in effetti penso sia anche possibile che i sei uomini abbiano drogato il suo coktail, da qui si spiegherebbe il perché i giudici sostengono che lei non si sia opposta, e poi se la siano sbattuta a turno. Lei all’inizio non ha pensato di denunciarli, ma poi ripensandoci è arrivata troppo tardi per le analisi della droga e quindi il PM non ha potuto dimostrare questo dettaglio fondamentale, perciò di fatto i sei sono liberi per insufficienza di prove. Ora che ho ottenuto la tua attenzione facendo lavorare la mia immaginazione in un modo che per te può essere più attraente, ti rimando al commento di sopra dove spiego quale sia veramente il problema secondo me.

      • “Se la siano sbattuta a turno” COMPLIMENTISSIMI PER IL LINGUAGGIO SESSISTA. Tipo una bambola gonfiabile. Non solo lavori con l’immaginazione, ma anche con un linguaggio misogino. Noi donne non possiamo sbattervi, effettivamente. Hai reso l’idea. Ora dacci un taglio perché mi hai rotto le ovaie.

      • TRICKSTER,
        una domanda te la posso fare ?
        Continuiamo a viaggiare con la fantasia…
        Immaginiamo che i 6 “amici” della ragazza la conoscessero prima della vicenda, e immaginiamo che fino a quella serà lei non abbia minimamente dato segno di avere intenzione di “concedersi” a nessuno di loro, ne lo abbia fatto in precedenza.
        Ora Ti chiedo:
        Ma che razza di uomo è, uno che approfitta di una situazione del genere ?
        Che razza di uomo è uno che approfitta di un momento di minore lucidità di una sua “amica” per farci (secondo il suo punto di vista) sesso di gruppo ?
        Come cazzo si fa a non farsi venire il minimo dubbio che quello che si sta facendo forse non è quello che la ragazza vorrebbe ?
        Com’é che si dice ?
        Ah già, se una dice: “NO!” comunque vuol dire “si”, figuriamoci se una non dice nulla.
        Neanche si viene sfiorati dal dubbio.

  • La sentenza lascia sgomenti, ma non è purtroppo una novità che ci sia sempre più spesso la tendenza a colpevolizzare la vittima e ad assolvere i reali colpevoli. E’ triste come, nei commenti, siano stati solo uomini ad accusare l’articolo come “fazioso”, “disinformato” e ad accusarti di essere stata superficiale nell’analisi.
    Quello che a me fa più paura è proprio questo: il condannare ogni donna che dice NO. Del nostro – mio, tuo, e di tutte le altre donne – rifiuto, tutti se ne disinteressano. E’ come per la ragazzina violentata a Roma. A migliaia hanno dichiarato, tra un social e l’altro “Se l’è cercata”, “a sedici anni sono tutte provocanti”, “Doveva starsene a casa”. Sono gli stessi uomini che poi dichiarano guerra all’Islam perché le loro donne indossano il burqa, questi.
    E davvero, la cosa più triste e spregevole è questa: l’accusare sempre la donna, che tanto lei non si difende mai e chi dovrebbe tutelarla (Ia legge) spesso non lo fa.
    Grazie per questo articolo.
    Drammaticamente vero e sentito.

    • Grazie a te. Non c’è una donna che mi abbia scritto “contro”. Questo è indicativo. Questo articolo sta avendo un numero di letture e condivisione pazzesco. Sai perché? Perché viviamo un processo di identificazione con questa ragazza. Se la giustizia non le dà giustizia, noi la stiamo sostenendo con le nostre parole.

  • Ciao.
    Mi ha colpito il vostro post. È la traduzzione di quello che provo, e quello che tanti donne provano in confronto a una società maschilista che credi che noi donne siamo il oggeto di servitù dei uomini. Per questo, chiedo la vostra autorizazione per traddure questo post al portoghese brasiliano e divulgarlo sul fb.

  • Io vorrei fare una domanda: che motivo ci sarebbe di fare un processo se trovi così scandaloso che gli imputati siano stati assolti?
    Argomentiamo un po’!
    Giusto una premessa: non difendo i 6 in questione, non so cos’hanno fatto, né come. Nel merito non si può entrare perché non ne so nulla.
    Mi chiedevo solo, leggendo la tua opinione e qualche risposta ai commenti se è sufficiente la denuncia per chiarire la dinamica dei fatti. I 6 ragazzi sono stati denunciati e sono stati assolti, incredibile!
    Io credo che i fatti vadano anche verificati, e se si trovano riscontri debbano essere prese le decisioni del caso.
    È un po’ superficiale basarsi solo sulla versione di una parte, in qualsiasi caso, a maggior ragione in una vicenda così delicata.

    • Io vorrei fare una domanda a te. Come mai tutte le donne che commentano sollevano dubbi, pongono domande, mentre vuoi uomini viaggiate con la Verità in tasca e non avete mai dubbi? Sarà che a subire VIOLENZA SONO SEMPRE E SOLO LE DONNE? Sarà che voi siete spesso i carnefici e noi solo le vittime? Sarà che sono SECOLI che subiamo violenze e ci siamo rotte le ovaie? Prima di giudicare i dubbi, le perplessità, le domande delle donne, si dovrebbe provare ad essere donna almeno UN GIORNO, un solo giorno di vita. Solo allora potresti capire il PERCHE’ delle DOMANDE DELLE DONNE. Il mio pezzo non è superficiale, il tuo commento lo è.

      • Brava!
        La risposta perfetta!
        Ai maschi manca l’empatia.
        Però un giorno è poco, noi uomini dovremmo provare una settimana da donne, e forse qualcosina potrebbe iniziare a cambiare dentro le nostre testoline.

      • No.
        Dovete smetterla con questa storia che solo le donne possono essere vittime. Esistono centinia di vittime maschili che ogni giorno vengono prese in giro, ignorate, maltrattate, e su di loro nessuno spende una parola. Anzi, i media continuano a propagandare l’idea dell’uomo carnefice brutto e cattivo, quando invece le violenze colpiscono al 50% entrambi i sessi (esistono emeriti studi in merito, basta cercarli).
        Se un uomo viene stuprato da una donna (è successo e succede più spesso di quanto pensiate), i commenti al fatto sono schifezze come: “lei gli ha fatto un favore”, “se non gli è piaciuto è un gay”, ecc.ecc. Perché si sa, l’uomo ha in mente solo il sesso. È un bruto che non vede l’ora di strappare le mutande a qualche poveretta.
        Smettiamola con questi stereotipi. Basta.
        Tutti possono essere vittime ed è doveroso offrire a tutte e tutti giustizia e aiuto. Perché sia chiaro, non sto sminuendo le violenze contro le donne, non ci penso nemmeno e sono il primo a difendere le vittime in questi casi. Voglio solo farvi capire che non solo le donne possono essere vittime.

        Quello che voi, adesso, state facendo, è ragionare con le emozioni (sbagliatissimo farlo in casi di giustizia) e con l’imprinting mentale che solo l’uomo può essere violento, mentire, fare del male.
        Sarebbe davvero assurdo che lei abbia inventato tutto? Credete che non sia mai successo? Certo, le percentuali di false accuse sono basse, ma non sono pari a zero.
        E le donne che le lanciano lo sanno, lo sanno che l’opinione pubblica crederà più facilmente a loro che non a quei “porci schifosi degli uomini”. Perché basta un posto emotivo pieno di lacrime per far pendere l’ago della bilancia su COLPEVOLE. Non i fatti, no, le emozioni.

        Mentre voi siete qui che urlate e vi indignate, sparando emozioni non filtrate, i fatti continuano a dare ragione ai sei ragazzi e a smentire la storia della ragazza.
        Però è facile prendere le fiaccole come una folla impazzita e perseguire i mostri, eh?

      • Uomini stuprati dalle donne? Facci sapere dati, statistiche e numeri attendibili e UFFICIALI. Rendi nota l’entità del fenomeno come “fatto sociale totale” al pari della violenza sulle donne. Sappi che i dati SULLA VIOLENZA E FEMMINCIDIO li trovi facilmente. Anche quelli dell’Istat. Smettetela di rigirare le frittate. Prendete atto della realtà delle cose. Siamo vittime da secoli.

      • E scusami Joe di Maggio, ma il fatto che gli uomini siano privi di empatia è una cazzata grande come una casa. Il solito stereotipo che sarebbe ora di abbandonare, perché fa stare male tutti, persino gli uomini stessi.

      • è una cazzata dire che tutti gli uomini sono privi di empatia ed è una cazzata anche affermare che una donna può stuprare un maschio adulto e nel pieno delle sue forze..a meno che la donna in questione non abbia la muscolatura di Brienne di Tarth e non usi un dildo e la vittima maschile non abbia i muscoli di Sheldon Copper è impossibile

      • KNU, le parole sono importanti,
        io non ho detto che agli UOMINI manca l’empatia,
        ho detto che ai MASCHI manca l’empatia.
        Sta anche in questo la sottile ma sostanziale differenza fra UOMO e MASCHIO.
        Fra chi prima di compiere un’azione che coinvolge altri individui, si preoccupa dell’impatto che questa azione potrebbe avere sulle altre persone coinvolte e chi agisce senza che il pensiero di stare interagendo con altri individui con pari dignità e diritto all’autodeterminazione lo sfiori minimamente.
        Fra chi riesce a dominare i propri istinti e chi vi cede come un qualsiasi altro animale incapace di controllarsi.

        E se parlo di mancanza di empatia, lo faccio a ragion veduta.
        Io ci provo, ma lo so che non potrò mai sapere davvero come ci si sente a vivere sapendo di essere costantemente sotto esame, costantemente con addosso gli sguardi delle persone che ci circondano, e che ci giudicano, per come vestiamo, per come ci pettiniamo, per come ci trucchiamo.
        Come ci si sente quando ti fanno una battuta a sfondo sessuale e tu non sai se è solo una battuta o il preludio di una molestia verbale, e speri che resti solo verbale…
        Come ci si sente a dover pianificare il percorso e l’orario in cui uscire e tornare a casa per non correre pericoli.
        E potrei continuare con molti altri aspetti “comuni” del quotidiano che nella percezione di una donna sono ben diversi da quelli di un uomo.
        Quindi, smettiamola, subito, di provare ad interpretare quello che le donne pensano o vogliono, e pensiamo piuttosto a prenderci la responsabilità delle azioni che sono solo il frutto della nostra volontà o mancanza di volontà.

  • La tipa voleva farsi una sana scopata. Quando la mattina dopo ha capito cosa aveva combinato, sono arrivati i sensi di colpa ed è partita la denuncia.
    Seriamente, questo modo di fare da troia liberale che se la cava con una denuncia funziona solo in America.

    • Questo modo di parlare delle donne è “alta espressione” DEL PATRIARCATO E DELLA MISOGINIA. Come mai odi così tanto le donne? In genere chi odia così le donne è perché ha seri problemi con loro. Seri davvero.

    • Io quando voglio farmi una sana scopata me la faccio e basta, senza sensi di colpa. Sai, esiste il one night stand anche per nooi ragazze, senza troppo moralismo o altro e finche’ sono single nessuno mi dovrebbe giudicare. Non capisco perche’ dovrebbe pentirsi di fare una sana scopata.

      Ne tu ne io abbiamo le prove per capire cosa sia successo veramente, da quel che ne sai la ragazza potrebbe essere piena di lividi o drogata, quindi io non giudico i ragazzi e tuu non giudichi la ragazza. La blogger ha giudicato semplicemente la sentenza.

      • San, per precisare meglio. Io, blogger, non ho giudicato la sentenza. Ho posto domande e perplessità (le mie) su stralci di sentenza che mi sembrano seguire la strada dello stereotipo. Non giudico. Ma penso. 😉

  • Non conoscendo esattamente gli atti del processo si discute sul nulla.
    -in 6 che fanno sesso con una ragazza a turno, sembra evidente la violenza.
    -d’altra parte occorre capire bene le circostanze, se questa lo aveva già fatto con tutti, era abituata a far orge allora è possibile che lo stupro non esista.
    Tra le due interpretazioni sembra certamente più verosimile la prima, ma occorre avere elementi per poter giudicare.

    • La prima. Qui non stiamo “giudicando”, ma commentando una sentenza, da semplici cittadin*. Se non si è sotto regime, credo proprio sia possibile farlo. Ciascun* di noi si sarà fatto un’idea di tutto questo: inevitabile farsi una propria idea. E’ umano. E umanamente, io sto dalla parte della ragazza.

  • Vi siete accorti/e che state condannando dei ragazzi che, molto probabilmente, sono innocenti?
    Perché a quanto parrebbe, fatti ed evidenze sbugiardano moltissime parti del racconto della ragazza. Prima di tutto, lei inizialmente aveva accusato 7 ragazzi e non 6, con la scoperta che il 7° non poteva in nessun modo essere presente sul posto (quindi è stato subito scagionato). Inoltre non ci sono prove tossicologiche e fisiche che indicherebbero uno stupro, e parliamo di sei contro una, eh.

    Esiste una cosa chiamata presunzione di innocenza, che a quanto pare nei casi di stupro non viene mai rispettata. I nomi dei presunti stupratori vengono buttati subito in pasto all’opinione pubblica, con conseguenti incitazioni di evirazioni pubbliche o impiccagioni.
    I casi di false accuse esistono e non sono da sottovalutare. Dobbiamo smetterla di percepire l’uomo solo come carnefice e la donna solo come vittima. Perché, fino a prova contraria, la parola di una donna che dice di essere stuprata dovrebbe valere più di un uomo che si proclama innocente?
    Ve lo dico, io, quand’è che vale di più: quando ci sono i fatti. E i fatti in questa vicenda non ci sono. Se ci fossero, e i 6 fossero davvero stati scagionati per via della “vita non lineare” della presunta vittima, allora griderei anche io allo scandalo. Il fatto però è che le evidenze sembrano remare contro il racconto dello stupro.

    • Qui si stanno esprimendo opinioni da liberi cittadini su una sentenza. Noi non stiamo “condannando” nessuno (non siamo dei giudici), ma esprimiamo i nostri dubbi, perplessità, domande su stralci di una sentenza e sull’opinione dell’avvocata della vittima. HAI LETTO BENE CIO’ CHE HO SCRITTO? HO POSTO TRE DOMANDE: non devo chiedere certo il permesso a te se, come donna, voglio porre tre domande su una sentenza. Se tu giri con la Verità in tasca, noi invece (in tante, soprattutto donne) cerchiamo ancora la verità. Ti consiglio vivamente di andare a leggere la lettera della ragazza, pubblicata nel blog Abbatto i muri. Non guardare solo da una parte: guarda tutto, ascolta tutto, leggi tutto. Mentre io pongo domande, tu condanni la ragazza come se fosse lei a dover subire processo (secondo te, è lei quella “falsa”).

  • Ciao. Premettendo che non sono d’accordo con la tua interpretazione della vicenda (nessuno di noi sa cosa ì effettivamente successo, ma basandomi cu ciò che mi è dato sapere ritengo la sentenza di assoluzione del tutto giusta), vorrei provare a rispondere alle tre domande da te poste. Spero che, se vorrai rispondere, il dialogo possa mantenersi su toni pacati.

    1)

    “Si parla di “iniziativa di gruppo comunque non ostacolata”.

    Chiedo: una donna soggetta a uno stupro di gruppo ha l’obbligo, ha il dovere di OSTACOLARE la violenza a suo carico? Vorrei che i giudici della Corte d’Appello mi spiegassero, per favore, come fa una donna ad ostacolare la violenza da parte di un gruppo di SEI uomini-stupratori (violenza che nella sentenza è gentilmente definita “iniziativa”). Nemmeno Wonder Woman ci riuscirebbe. Una violenza da parte di un branco non la fermi con un corpo. Neppure se graffi, mordi, ti divincoli, scalci. E qui erano SEI UOMINI. Sei uomini. Sei.”

    Su questo hai ragione: nessun obbligo di ostacolare una violenza, e anzi, posso comprendere la scelta di subire passivamente, nella speranza che tutto si concluda il più in fretta possibile. D’altra parte, rimane il fatto che un’accusa di violenza sessuale, come ogni altro tipo di accusa, va provata, e laddove ci sono segni di violenza è più facile provarla. Inoltre, per quanto non vi sia alcun obbligo di ostacolare uno stupro, non bisogna dimenticare che la ragazza ha dichiarato di aver provato a farlo, e credo la sentenza si riferisca fondamentalmente a questo: non si dice che se ti stuprano devi tentare di ostacolare per forza lo/gli stupratore/i, ma che “manca un riscontro nelle certificazioni relativo alle modalità violente con cui sarebbe stata presa in macchina dai soggetti, come sottolineato anche dal Tribunale”. Modalità violente delle quali lei per prima aveva parlato, e che sono state smentite dagli accertamenti medici. Accertamenti medici che hanno smentito anche i famosi morsi sui seni, per non parlare dei tamponi vaginali, anali e orali che non hanno rilevato la presenza di sperma.

    2)

    I ragazzi avrebbero probabilmente “mal interpretato la disponibilità della ragazza” che era “non sobria… ma presente a se stessa“.

    Chiedo: se in SEI “usano” una donna probabilmente ubriaca, potete spiegarmi come si fa a parlare di mala interpretazione? Interpretazione di cosa? Della volontà di una persona probabilmente non sobria ma presente? E che significa non sobria ma presente? In quel momento, chi del gruppo ha deciso che lei era presente pur essendo probabilmente ubriaca? Le hanno fatto recitare la Divina Commedia per capire il suo livello di “presenza” e disponibilità a subire penetrazione da parte di SEI UOMINI?

    Il tasso alcolico nel suo sangue ricostruito dalla perizia, era di 0,8 g/l, peraltro in fase di diminuizione, “non rientrando in alcuna fascia di ubriachezza o di alterazione da alcol (i valori limite partono da 1 gr e arrivano a 2,5 gr)”. Inoltre, tale perizia è stata fatta arrotondando per eccesso: il numero di shot bevuti dalla ragazza è imprecisato, i racconti dei testimoni e i dati degli scontrini portano questo numero a oscillare tra i due e i quattro. La perizia è stata svolta agendo come se ne avesse bevuti sette. Nonostante poi la ragazza abbia sostenuto di non reggere l’alcol, è stata smentita in tale affermazione sia da testimoni presenti quella notte (e che quindi parlano del caso specifico), sia da chi la conosceva da tempo, come l’ex partner (e che quindi parla della tendenza generale). Quindi possiamo pacificamente dire che, anche nel caso in cui i sei ragazzi fossero stati del tutti lucidi e sobri, per legge non v’era stato di inferiorità psichica. Inoltre i ragazzi sobri pare non lo fossero, e a quanto si è capito erano infatti nelle medesime condizioni della ragazza; tale condizione di inferiorità è quindi, a maggior ragione, negata.
    Parlare di mala interpretazione non mi sembra sbagliato. La ragazza si è mostrata disponibile (e no, non prima, ma sul momento, dal momento che, come sostenuto dal tribunale “aveva accettato per distrarsi ed ance per possibilità di approcci sessuali”), ed essendo che fortunatamente non è ancora illegale il sesso di gruppo, la sua disponibilità è stata interpretata come un assenso. Va poi ricordato che, a sostegno che non vi fosse malafede nei ragazzi, quando lei d’un tratto ha cambiato idea, rivestendosi, loro non hanno insistito, perché hanno compreso che la disponibilità precedentemente ostentata era venuta a mancare.

    3)

    “Come dice la legale della ragazza vittima di stupro, avv. Lisa Parrini, i giudici parlano di “vita non lineare della ragazza”.

    Chiedo: se noi donne ci concediamo una vita sessuale come tutti gli esseri umani, se viviamo rapporti di sesso-amore o di solo sesso o di quello che ci pare… non siamo “lineari”? E se una donna ha avuto precedenti rapporti sessuali (etero, omosessuali) è automaticamente STUPRABILE?

    Ecco. E’ questo terzo punto quello che mi inquieta di più.”

    Così come a te questo terzo punto è quello che inquieta di più, a me è quello che in questi giorni ha irritato dipiù, perché è quello che più di tutti è stato male interpretato, rigirato, decontestualizzato, spudoratamente strumentalizzato. Purtroppo la colpa è anche di quei quattro articoletti forcaioli, che hanno estrapolato alcune dichiarazioni e le hanno utilizzate come faceva loro più comodo, arrivando a colpire l’emotività dei lettori prima che la sentenza potesse essere pubblicata, prima che essa potesse agire sulla loro razionalità.

    Perché i riferimenti alla vita sessuale NON dicono che chi ha una vita sessuale più libera sia più stuprabile. Cosa che sarebbe incoerente con la sentenza di assoluzione dei sei: tale sentenza infatti NON dice che lo stupro è giustificato, ma che lo stupro proprio non c’è stato. Quindi, già di base, la tua paura che una ragazza diventi stuprabile se vive una sessualità libera non sussiste. Lo stupro non viene in alcun modo giustificato da questa sentenza, né ne viene attenuata la gravità in particolari circostanze, neppure lontanamente. Se si fosse dimostrato che lo stupro c’è stato, allora la vita “non lineare” della ragazza non avrebbe avuto il minimo peso, né in negativo né in positivo.
    Prima di poter leggere la sentenza, anche a me questo indagare la vita sessuale della ragazza aveva fatto strano, ma anche allora avevo pensato che, in fondo, potesse servire a stabilire come lei fosse venuta a trovarsi in una simile situazione: in fondo non penso sia sessista o moraleggiante pensare che una persona dalla sessualità particolarmente aperta possa essere più propenso da chi invece vive una sessualità molto castigata a prendere parte di sua iniziativa a un rapporto di gruppo.

    Ma in verità mi sbagliavo anche su questo. In verità il modo in cui è stata presa in esame la vita non lineare della ragazza è ancora meno increscioso di quant credessi. Viene semplicemente tracciato un suo profilo psicologico che ha lo scopo di rispondere a una domanda che, spontaneamente, emerge sulle labbra di tutti: perché avrebbe dovuto mentire?
    Per rispondere a tale domanda, la sua sessualità libera è stata anzi descritta come un fatto positivo. Riferendosi alla vita non lineare, i giudici hann ovoluto mettere in rilievo un altro punto, cioè il suo rapporto ambivalente con il sesso. Cito testualmente:
    “[…] l’appellante valorizzava le dichiarazioni di costei sui rappostu sessuali occasionali precedentemente intrattenuti col [omissis] e lo [omissis], da lei descritti in dibattimento come sempre non voluti ma “successi” e poi “archiviati” come fatti negativi: dunque un approccio anomalo al sesso, non vissuto disinibitamente e gioiosamente come si potrebbe supporre per una ragazza emancipata ed estroversa, ma come qualcosa di irrisolto, di deviato.”
    E ancora:
    “In effetti il racconto della ragazza configura un atteggiamento sicuramente ambivalente nei confronti del sesso, che evidentemente l’aveva condotta a scelte da lei stessa non pacificamente condivise e vissute traumaticamente o contradditoriamente.”
    Insomma, ne emerge il profilo psicologico di una persona non del tutto stabile, che fa sesso liberamente ma poi se ne pente. Si notino in particolare quei due rapporti occasionali, che secondo molti lettori poco attenti o in malafede sarebbero stati utilizzati per dire che era “una che se la cercava”, quando invece di fatto è solo lei a giudicarli moralmente negativi, come “successi” e “mai voluti”. Un’affermazione che trovo abbia un po’ il sapore dell’autogiustificazione, o dell’autoassoluzione. E’ quindi così impossibile pensare che anche in questo caso, come nei precedenti, la ragazza abbia voluto il rapporto ma che poi se ne sia pentita? Ed è così impossibile immaginare che, essendo questa volta il fatto molto più grande di un rapporto occasionale con una singola persona, per cercare l’autogiustificazione e l’autoassoluzione sia arrivata al punto di sporgere falsa denuncia? Perché le indagini sulla sua vita “non lineare”, svolte per tracciarne il profilo psicologico, hanno di fatto portato a emergere un profilo psicologico compatibile con la falsa denuncia.
    Tutto qui. Niente giudizi su come lei viveva la sua vita sessuale, niente giustificazioni dello stupro.

    E finalmente concludo, rinnovando la mia speranza che il dialogo possa mantenersi su toni pacati. Perché né tu né io avremo mai la certezza assoluta riguardo a ciò che è accaduto quella notte, e quindi il confronto è d’obbligo. Anche perché cambiare idea (che sia io a farlo, o che sia tu, o che sia chiunque altro) non è per forza sbagliato, ed è una possibilità che non mi precludo.

    • Ho letto tutta la sentenza due volte. Ho letto la lettera che la ragazza ha inviato al blog “Abbatto i muri”. Non solo ribadisco i miei “chiedo”, ma esprimo tutta la mia solidarietà alla ragazza della Fortezza da Basso.

      • Letta anch’io la sentenza (una sola volta, ma molto attentamente), così come la lettera della ragazza, così come le testimonianze di due dei ragazzi. Queste due testimonianze, esattamente come la lettera della ragazza, lasciano un po’ il tempo che trovano: puntano sull’emotività, che in una situazione del genere personalmente mi interessa poco.
        In parte, anch’io mi sento di esprimere un po’ di solidarietà per la ragazza, che evidentemente non sta bene: pur io credendo alla versione dei sei, credo anche che per lei l’esperienza sia stata effettivamente un trauma. Solo che penso se ne sia resa troppo tardi, e che abbia scelto di provare a sentirsi meglio punendo sei persone (sette) che non avevano responsabilità. Posso addirittura capirlo, ma non perdonarlo. E quindi, naturalmente, la mia solidarietà va anche (e forse soprattutto) a sei (sette) innocenti che hanno passato sette anni d’inferno, che hanno addosso un’etichetta della quale non si libereranno mai.

        Però, visto che le mie tre risposte ai tuoi “chiedo” sono state puntualmente ignorate, permettimi di buttar giù un “chiedo” anch’io. Non è una domanda provocatoria, o almeno non solo: voglio davvero tentare di capire.

        Perché esprimi tutta la tua solidarietà alla ragazza e ribadisci i tuoi “chiedo”? E’ evidente che la sentenza per te sia ingiusta, e allora io ti chiedo, perché? Perché pensi che i sei ragazzi dovessero essere condannati?
        Perché ritieni così tanto attendibile la testimonianza di una ragazza che ha mentito non una, non due, non tre, ma ventinove volte, mentre quelle dei sei ragazzi non sono per te attendibili? Sei ragazzi interrogati separatamente, le cui versioni coincidono l’una con l’altra e con i fatti.
        Perché la sua voce, che ha calunniato un settimo innocente che nemmeno era sul posto, che ha mentito sul tipo di violenze subite, sul luogo, sulle dinamiche, sulle persone coinvolte, è a tua opinione più attendibile dei referti medici che la smentiscono, delle testimonianze di chi ci ha avuto a che fare, di chi la conosce e dei presenti (con alcune eccezioni dichiarate, a ragione, inattendibili)?
        Perché si insiste tanto sul suo essere ubriaca, quando una perizia tossicologica ha decretato che non lo era?
        Perché, tu che hai letto la sentenza due volte, sostieni che la ragazza venga additata per la sua vita lineare, quando così non è?
        Perché non c’è un po’ di solidarietà anche peri sei (sette), dichiarati innocenti e quindi accusati ingiustamente? Perché ai tuoi occhi sono così indubbiamente colpevoli, quando di fatto, anche lasciando da parte tutti i punti diversamente interpretabili o comunque discutibili della sentenza, emerge comunque, in ogni caso, che non è stato in alcun modo possibile provare che lo stupro ci sia stato? Voglio dire, possiamo anche tralasciare le ventinove menzogne volendo, ma rimane il fatto che la ragazza ha mosso un’accusa che non è stata in grado di provare. Essendo che vige ancora l’innocenza fino a prova contraria, anche ignorando tutto il resto, anche ignorando tutti i punti della sentenza che di fatto scagionano i sei ragazzi, perché questa assoluta certezza della loro colpevolezza?
        Perché la parola di lei conta così tanto?
        E, sinceramente, non è molto inquietante?

      • Intanto ti invito ad essere un po’ sintetico. Per correttezza nei confronti di tutti, i commenti non dovrebbero essere lunghi come dei trattati. Poi passo alla tua domanda e rispondo: i miei “chiedo” sono evidentemente, palesemente rivolti ai tre giudici (due donne e un uomo). C’è scritto, basta leggere. Sono tre domande da libera cittadina rivolte a tre giudici di un organo giudicante. Non le leggeranno mai. Ma io chiedo. Le streghe sono quelle donne che finiscono sui roghi, continuando a porre domande. Per concludere (spero) ti linko un bellissimo post del blog “Abbatto i muri”: parla la psicologa psicoterapeuta dott.ssa Pauncz fondatrice a Firenze del CAM, centro ascolto uomini maltrattanti. Se leggi, capirai perché io STO CON LA RAGAZZA DELLA FORTEZZA DA BASSO… o almeno spero che tu, dopo la lettura, riesca a capirlo. https://abbattoimuri.wordpress.com/2015/07/27/firenze-la-ragazza-della-fortezza-siamo-noi/

  • Dipende che cosa significa “vita non lineare”: conosco donne che fanno regolarmente sesso di gruppo e onestamente, se così fosse stato, non me la sentirei di chiamarlo stupro. Come non è giusto forzare qualcuno a far sesso, non lo è nemmeno mettere in croce un povero disgraziato perché la ragazza a un certo punto si è pentita e non ha più voglia di farlo. Ma come sono andate realmente le cose probabilmente non lo sapremo mai.

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