AYLAN, PERDONACI.

Pubblicato 04/09/2015 da paroladistrega

download

Si chiamava Aylan Kurdi, 3 anni. Il bambino curdo-siriano morto annegato di cui gira la foto nel web e sulla carta stampata di tutto il mondo (o quasi).  Lo sapete che sono morti anche suo fratello Galip e la madre Rihan?

Io avevo condiviso la foto di Aylan nella mia bacheca Facebook. Quel corpicino. Nell’osservare la foto vengono i brividi: sembra quasi addormentato. Sembra stanco. Sembra voler finalmente riposare un po’ dopo aver lottato nell’acqua, contro l’acqua.

Ma dopo poco, ho tolto quella foto: non volevo usare Aylan per mettere a posto la mia coscienza e quella di altri, dando spazio in una bacheca Facebook ai likes e alle frasi di circostanza. Ho tolto quella foto perché condividerla non lo riporta in vita, non gli dà giustizia, non salverà altri bambini-e, non salverà altre vite. Non serve a queste persone. Loro, delle nostre condivisioni di foto e delle frasi di circostanza possono fare a meno.

Quella foto serve solo a NOI. Al nostro occidentalissimo “spettacolo del dolore”: vediamo le stragi delle guerre, corpi maciullati e massacrati, teste mozzate, sangue… fiumi di sangue, litri di sangue. E barconi di immigrati: disidratati, annientati, retti in vita da poche speranze. E corpi annegati. Qua e là. In alto mare. O sulla riva. Come il corpo di Aylan.

“Ma quella foto va condivisa, diffusa:  il mondo deve sapere!” mi dicono.

Ah sì? Il mondo deve sapere? E cosa deve sapere che non sa già?

Che i bambini muoiono massacrati nelle loro terre o affogati in mare?

Che le persone vivono in guerra, mentre noi ci preoccupiamo se piove o c’è il sole?

Se non vediamo e soppesiamo e valutiamo bene in ogni particolare il corpo di uno o di migliaia di Aylan, noi non sappiamo che schifo è la guerra?

La guerra ha ucciso Aylan. E, probabilmente, anche noi abbiamo contribuito.

Poi. Certo. Possiamo pure scrivere “Aylan è mio figlio”. Così magari ci sentiamo meglio, così diamo una lavata alla nostra anima, a quella roba che si chiama coscienza. Una lavata e via.

Mettiamo un like. Messo? Okay, abbiamo fatto il nostro dovere di spettatori del dolore.

E ora via. Andiamo a berci un caffè.

Aylan, perdonaci…

________________________________________________________________________________________

CONTATTI   112.800

AVVISO AI LETTORI DI QUESTO BLOG

NON VENGONO APPROVATI-PUBBLICATI  COMMENTI CONTENENTI FRASI OFFENSIVE, RAZZISTE, MISOGINE O COMUNQUE  VERBALMENTE  VIOLENTE.

I MITOMANI NON SONO I BENVENUTI.

_________________________________________________________________________

Mi trovate anche qui, su Facebook:

https://www.facebook.com/barbara.giorgi.16

________________________________________________________

IL MIO ULTIMO LIBRO, SU TEMI DI GENERE:

EVA E ALTRI SILENZI” (2014): racconti e monologhi di donne su temi impegnati (violenza di genere, molestia sessuale, anoressia, pedofilia…). Il libro è dedicato alla grande e compianta Franca Rame, su autorizzazione della Compagnia teatrale Fo Rame.

Cartaceo:

http://www.mondadoristore.it/Eva-e-altri-silenzi-Barbara-Giorgi/eai978889114200/

Ebook:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/cataloghi-arte/eva-e-altri-silenzi-ebook.html

Annunci

4 commenti su “AYLAN, PERDONACI.

  • In Italia non gestiamo più neppure la nostra situazione figuriamoci quella di questi disperati che si affogano ogni giorno sulle nostre coste. ..detto questo penso che l’emergenza sia grave e il caffè cominci finalmente ad andare di traverso. Adoro il tuo blog strega è in assoluto il primo al quale mi sono iscritta

  • Rispondi

    Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

    Logo WordPress.com

    Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto Twitter

    Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto di Facebook

    Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

    Google+ photo

    Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

    Connessione a %s...

    Parti di lui

    Sono un Dugongo spiaggiato.

    PALESTINE FROM MY EYES

    Generating a fearless and humanising narrative on Palestine!

    paroladistrega

    BARBARA GIORGI

    BARBARA GIORGI

    BARBARA GIORGI

    Posto Occupato

    È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza.

    Se Non Ora Quando FACTORY

    Laboratorio di libero pensiero e azione politica

    il ricciocorno schiattoso

    ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

    seiofossifoco

    This WordPress.com site is the cat’s pajamas

    IllustrAutrice

    BARBARA GIORGI

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: