VIOLENZA SULLE DONNE: NON HA APPARTENENZA ETNICA

Pubblicato 06/01/2016 da paroladistrega

leviathan

Inizio il 2016 con una riflessione sui fatti  accaduti in Germania, a Colonia, la notte di Capodanno: gruppi di uomini (un migliaio di individui) hanno accerchiato e aggredito decine di donne, compiendo soprusi di vario tipo, anche di tipo sessuale. Si è verificato  un caso di violenza sessuale.

http://www.corriere.it/esteri/16_gennaio_05/colonia-capodanno-migliaio-uomini-aggredisce-decine-donne-1297cedc-b392-11e5-9fa2-487e9759599e.shtml

Ne scrivo, raccogliendo la giusta provocazione della scrittrice e blogger Iole Natoli. Qui il suo commento ai fatti:

https://www.facebook.com/notes/iole-natoli/laccaduto-che-non-accade-e-il-silenzio-addomesticato-le-donne/10153473248919773

Ne scrivo, perché Iole Natoli ha ragione. Lei espone delle ipotesi cercando di rispondere alla domanda “chi sono?” gli aggressori di Colonia, ma soprattutto riflette sul perché le donne che abitualmente trattano il tema della violenza di genere,  non parlino di questo specifico caso: sul perché non ne discutano in modo adeguato, diffuso, virale.

Le giornaliste, le blogger, le femministe non ne parlano molto. Perché?

Perché non parliamo dei fatti accaduti a Colonia? Perché solo alcune si limitano a linkare nei gruppi Facebook quei pochi articoli comparsi nel web? Perché?

Scrive  Iole Natoli: “Pubblicare su Fb un post sull’accaduto serve a rispondere a questi interrogativi? No. Sarebbe però servito a evitare che si pensasse che le donne tacciono perché hanno paura di poter essere definite razziste.”

Ah, ecco il perché. Perché abbiamo paura (paura) di essere accusate di razzismo. Noi che siamo vittime di violenza quotidiana, in mille e più forme, temiamo di essere messe sul rogo con l’accusa di razzismo. E allora stiamo zitte. Meglio tacere. Perché gli aggressori non sono bianchi-occidentali (si ipotizza, ma sono in corso indagini).

Parliamo di violenza di genere solo quando è ripulita da possibili contaminazioni di razza, religione, orientamento sessuale o altro. Come se la VIOLENZA DI GENERE avesse un’appartenenza specifica: etnica, culturale, sociale, religiosa…

Ma allora abbiamo capito davvero pochino della violenza di genere. Perché quella roba lì, quel mostro lì, è un LEVIATANO CHE ESISTE IN OGNI CULTURA-ETNIA e ALTRA ESPRESSIONE UMANA DEL NOSTRO PIANETA.

Afferra, fagocita, assorbe, ingoia e si forma con i corpi e nei corpi delle donne. Ci ingloba. Ci annulla. E se noi donne non ci liberiamo da fisime assurde, dal timore di essere eternamente messe alla gogna, dalla paura di essere sempre giudicate, il LEVIATANO continuerà ad esistere.

Iniziamo a smantellarlo, per favore. Pezzo per pezzo. 

Quindi, a prescindere dall’etnia-cultura dei soggetti violenti dei fatti di Colonia, puntiamo il dito.

J’accuse…!

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EVA E ALTRI SILENZI” (2014): racconti e monologhi di donne su temi impegnati (violenza di genere, molestia sessuale, anoressia, pedofilia…). Il libro è dedicato alla grande e compianta Franca Rame, su autorizzazione della Compagnia teatrale Fo Rame.

Cartaceo:

http://www.mondadoristore.it/Eva-e-altri-silenzi-Barbara-Giorgi/eai978889114200/

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4 commenti su “VIOLENZA SULLE DONNE: NON HA APPARTENENZA ETNICA

  • Devi tener conto del fatto che le femministe (soprattutto quelle più radicali) appartengono a un ambiente culturale “di sinistra” che snobba a prescindere tutte le questioni legate all’immigrazione. Parlare di problemi d’integrazione fra culture, di convivenza quotidiana o anche di veri e propri “reati culturali” (= commessi a causa della propria mentalità, senza la consapevolezza di delinquere) da parte di stranieri è tabù, per loro. Roba per il “popolino”, o per i “fassshisti”. Non c’è da stupirsi che abbiano taciuto. O, se hanno parlato, l’hanno fatto “con la preoccupazione di non dare adito a strumentalizzazioni”. Già, perché non esistono i fatti che cantano chiaro. La violenza sulle donne nei Paesi mediterranei, per ragioni culturali, esiste eccome. (E’ Paese mediterraneo anche l’Italia, almeno in buona parte… mumble…).
    Comunque, la disattenzione generale delle femministe all’episodio è una questione di schieramento. Per il loro orizzonte ideologico, gli stranieri sono “la minoranza da difendere”, e basta. Nel caso in cui siano indifendibili, ecco che scatta il calcolato silenzio.

    • Ciao Erica. Forse le femministe radicali dovrebbero riflettere un po’ di più sulle dinamiche interculturali, sui fenomeni della devianza collegata all’immigrazione, sui fenomeni delle “nicchie”, sulla prostituzione come mercato delle mafie (con la “e”), sulle conseguenze della presenza di banlieues del mondo occidentale abbandonate a se stesse… e su tanti altri temi.

  • certo che la violenza sessuale non ha appartenenza etnica però i fatti di colonia hanno una loro specificità.
    e strumentalizzazioni razziste sono sbagliate ma il problema esiste e la sua sottovalutazione a sinistra lascia campo libero ai Salvini. l’islam è misogino e sessista esattamente come tutte le religioni abramitiche, il punto è che le società occidentali bene o male si sono laicizzate, le società da cui provengono molti migranti no
    e questo non vuol dire che “non ci sono molestatori occidentali” certo che ci sono, il sessismo è ovunque, ma a Colonia è successa una cosa diversa dallo stronzo o da tre o quattro buzzurri per strada che ti toccano il culo o ti chiamano troia (che è già grave)..erano centinaia che si sono organizzati per derubare e molestare le donne nella stessa sera e nella stessa città. E’ ovvio che la maggioranza dei musulmani è brava gente ma un problema di integrazione c’è, ci sono persone che apprezzano la tecnologia e il benessere economico dell’occidente e anche l’alcool dell’occidente ma non i suoi valori, ad esempio non vogliono capire che una donna può girare da sola per strada a capo scoperto e anche a gambe scoperte e devono rispettarla come rispettano le loro sorelle che si velano.

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