LA GABBIA DELLA VIOLENZA

Pubblicato 08/06/2016 da paroladistrega

gabbia

 

Dopo il femminicidio di Sara Di Pietrantonio, non è finita. Lo sapevamo bene. Lo sappiamo bene. La mattanza continua, la strage delle donne continua: avevamo dubbi?

Ci sono state altre vittime di femminicidio.

Oggi, in tv e nei social si ascolta-legge di altri due femminicidi: a Taranto,  Federica De Luca (30 anni) è stata strangolata in casa dal marito (che poi ha ammazzato anche il figlioletto, prima di suicidarsi); a Spilimbergo (Pordenone)   Michela Baldo (27 anni) è stata ammazzata con quattro colpi di pistola dall’ex fidanzato (che poi si è ucciso con la stessa arma).

Rifletto su questi ennesimi femminicidi: possiamo notare come entrambe le situazioni siano riferibili alla FINE DI UN RAPPORTO DI COPPIA (non lo definisco certo “ex amore” o “amore malato” o “amore folle” come fanno tanti-troppi opinionisti ). Nel primo caso,  i due coniugi si stavano separando. Nel secondo caso, Michela aveva appena lasciato il fidanzato. E Sara Di Pietrantonio? Anche lei aveva troncato la relazione con il suo assassino.

Qui c’è davvero da ripensare tutto del RAPPORTO TRA DONNA E UOMO. E’ troppo presente quest’idea del POSSESSO del maschio sulla femmina, dell’uomo sulla donna: “va tutto bene (???) finché stai con me, ma senza di me sei morta”. E’ un’idea di RELAZIONE che non contempla assolutamente ciò che è definibile come “amore”: è una forma di POSSESSO, una  forma di PROPRIETA’ sulla donna.

La donna è paragonata ad un oggetto, una casa, un’auto: nel momento in cui l’uomo ne prende possesso (come in una forma distorta e allucinante di usucapione) ne acquisisce il diritto esclusivo. Fino alla morte: “o con me o con nessun altro… o con me o sei morta…”

Qui si può capite il perché molte donne vittime di violenza rinuncino alla LIBERTA’ e si rassegnino alla GABBIA in cui vengono rinchiuse dal marito-compagno-fidanzato (con isolamento sociale e violenze costanti-continue): percepiscono bene quale potrebbe essere l’evoluzione della situazione, nel caso di denuncia e cessazione del rapporto. Percepiscono  che l’escalation di un RAPPORTO DI POSSESSO potrebbe condurre a quella terribile fine.

Ci sono persone #chesannotutto che deridono e condannano aspramente le donne che non escono dalla “gabbia della violenza”: le criticano,  reputandole delle deboli, delle donne senza carattere, delle poverette che non sanno reagire. Ma la gabbia è difficile da abbandonare. Quelle che ci provano, quelle che vogliono volare via in cerca della loro libertà, devono tutelarsi, proteggersi, chiedere sostegno a una rete di familiari, amici. Ai c.a.v. di zona.

Uscire dalla “gabbia della violenza” è impossibile? No. Non lo è. Non possiamo permetterci di affermare una cosa simile. Dobbiamo credere e lottare perché queste donne prigioniere ottengano di nuovo il diritto di vivere una vita vera.

La soluzione è  – appunto – la RETE SOCIALE. La gabbia della violenza è fondata sull’ISOLAMENTO SOCIALE:  per uscire dalla gabbia, la donna vittima di violenza deve assolutamente cercare sostegno, punti di riferimento, aiuto, collaborazione.

Alle donne vittime di violenza domestica dico questo: può sembrare una raccomandazione banalissima, ma quando vi separate da un UOMO VIOLENTO, NON INCONTRATELO MAI DA SOLE. Ricordatevi che la GABBIA DELLA VIOLENZA è basata sul SILENZIO e la SOLITUDINE. Aprite la vostra GABBIA e cercate AIUTO: potete farcela.

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