Rete Antiviolenza Massa

Pubblicato 10/06/2016 da paroladistrega

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Tutte noi ci stavamo chiedendo il motivo del silenzio mediatico e istituzionale della MINISTRA con delega PARI OPPORTUNITA’ MARIA ELENA BOSCHI, sul gravissimo fenomeno dei FEMMINICIDI. Un dramma sempre più incalzante e quotidiano. La Ministra ha parlato. Anzi, ha scritto. Ecco qui, dal web. Esattamente dalla PAGINA FB DELLA MINISTRA BOSCHI (che io non seguo).

Gli ultimi, terribili, fatti di cronaca di questi giorni ci raccontano ancora una volta di violenza sulle donne. Ogni vita spezzata è un colpo al cuore, un nodo alla gola.

Il primo pensiero va certamente alle famiglie e all’immenso dolore davanti alla vita di una figlia, una madre, una sorella portata via così. Poi, però, subito dopo ci dobbiamo chiedere cosa possiamo fare perché non accada ancora. Noi sappiamo che la violenza barbara sulle donne, non è una questione di donne. Riguarda tutti noi. Donne e uomini. Dobbiamo essere uniti nel dire basta.

La vera sfida che dobbiamo vincere insieme è quella educativa e culturale. Insieme dobbiamo parlarne nelle parrocchie, nei centri sportivi, nelle associazioni ovunque si formano le donne e gli uomini di domani, a cominciare ovviamente dalla scuola come prevede anche la “Buona scuola”. Il governo ha istituito la commissione che dovrà valutare i progetti di attuazione del piano anti violenza che mette a disposizione 12 milioni di euro per il contrasto alla violenza sulle donne. La battaglia contro il femminicidio e la violenza sulle donne può essere vinta, deve essere vinta.

Lo dobbiamo a Sara, Alessandra, Michela, Federica e a tutte le altre ragazze.”

Ora commento.

A parte il dispiacere e il dolore, focalizzo su quella che la Ministra definisce “vera sfida”: cioè l’azione  educativa e culturale. E parla di progetti di attuazione del piano antiviolenza.

Ecco, io non credo moltissimo a questi piani antiviolenza. Anzi, ci credo poco.

Perché poi va a finire che i soldi da attribuire ai progetti educativi vengono destinati altrove, ad altre “emergenze” (sono formatrice e ne so qualcosa).

Perché poi va a finire che i progetti validi secondo la politica non sono quelli validi secondo noi,”manovali dell’antiviolenza”.

Perché poi, in fondo,  non basta educare (è utile… ma non basta): serve un’enorme rivoluzione culturale che smantelli e riduca in macerie una costruzione tenuta su dal patriarcato, da secoli. Il patriarcato si è costruito una bella fortezza: un mattone alla volta. E il cemento è stato il nostro sangue, il sangue delle donne: reale e metaforico.

Non le smantelli le realtà del quotidiano solo con la politica. Anzi. La politica rappresenta proprio quella che è la CULTURA DOMINANTE. Per cui, serve un’ANTICULTURA. E quella non la può produrre la ministra, né il suo  governo. La possiamo produrre solo noi, donne e uomini della strada, della porta accanto, del negozio e del supermarket, del bar.

Perché quando una ragazza  mi scrive in chat e mi dice “Barbara, aiutami ti prego perché non so cosa fare e ho paura”… ebbè, lì la ministra non c’è e neppure il  governo. Ci siamo noi. Gente qualunque che non conta nulla, ma che prova a vedere cosa si può fare.

Io ci sto provando. Con la mia amica Angela Maria Fruzzetti, giornalista de La Nazione di Massa (e scrittrice e poetessa e donna attiva nell’antiviolenza). Ci stiamo provando.

Dopo il femminicidio di Sara, la mia amica Angela mi ha chiesto: “ma qui non si fa nulla?” Io le ho risposto: “facciamo”.

Abbiamo creato un gruppo Facebook:  RETE ANTIVIOLENZA MASSA. L’acronimo è RAM, come la memoria del pc. Perché noi vogliamo avere MEMORIA DI TUTTE LE DONNE MORTE AMMAZZATE, DI TUTTE LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA. In 24 ore, 300 iscrizioni. Poche? Vabbè, ma noi siamo una realtà a livello locale: area apuana, di costa. Abbiamo inserito dentro gruppi, associazioni, centri antiviolenza, avvocate e avvocati, mamme e papà, educatrici-educatori. Persone. Perché sono e siamo convinte che serva uscire dai silenzi e dall’isolamento per contrastare la VIOLENZA DI GENERE.

Serve FARE RETE e ciascun* di noi deve essere un NODO della RETE: dalla RETE VIRTUALE poi si devono concretizzare AZIONI reali. Confronti, dibattiti, manifestazioni, eventi educativi e culturali.

La ministra Boschi ha sicuramente buone intenzioni. A noi le intenzioni non vanno più bene. Vogliamo i fatti e se la politica non ce li dà, ce li costruiamo da sole e da soli.

A fine mese ci sarà una manifestazione di piazza: senza  simboli di partito, senza politica dei palazzi. Un solo colore: IL ROSSO. Quello del sangue versato dalle donne morte ammazzate.

Noi ci proviamo a smantellare la fortezza.

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IL MIO ULTIMO LIBRO, SU TEMI DI GENERE:

EVA E ALTRI SILENZI” (2014): racconti e monologhi di donne su temi impegnati (violenza di genere, molestia sessuale, anoressia, pedofilia…). Il libro è dedicato alla grande e compianta Franca Rame, su autorizzazione della Compagnia teatrale Fo Rame.

Cartaceo:

http://www.mondadoristore.it/Eva-e-altri-silenzi-Barbara-Giorgi/eai978889114200/

Ebook:

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