Sola

Pubblicato 12/09/2016 da paroladistrega
woman-591576_960_720
Voi amiche, ve lo ricordate come si è a tredici anni?
Arrivano le fatidiche mestruazioni, i mal di pancia mensili, i peli nelle gambe che non si sa se abbiamo voglia di toglierli o meno, i brufoli proprio lì in mezzo alla fronte e allora è meglio farsi la frangetta. E il seno che aumenta: “ne ho poco, ne ho troppo, come lo metto, lo nascondo, che vergogna… voglio tornare piccola senza questa roba che pesa davanti! No, ora che ci penso mi piace e mi piaccio… ma il reggiseno lo odio…”
Così, da bambine si diventa piccole donne. Pian piano.
Si è incerte su ogni passo, pensiero, gesto da compiere perché tutto ci sembra sbagliato e inadatto. Si sentiamo “strane”, mentre la mamma, la nonna o la zia ci dicono “non sei né carne né pesce” alludendo a quel passaggio da bambina a donna, così delicato, così naturalmente complicato.
Ma non è una legge valida per tutte: il “pian piano” non sempre accade. A volte, ci sono situazioni che ci fanno odiare il nostro essere donne, la nostra femminilità, il seno, tutto di noi. Perché a volte è proprio il fatto di essere donne che ci condanna a subire VIOLENZA.
A Melito (Calabria), hanno stuprato in nove, per tre lunghi anni, una ragazzina che adesso ha sedici anni. Tutto è iniziato, quando era ancora una bambina e aveva tredici anni. Lo è ancora, una bambina, ma adesso ha sulle spalle un enorme peso da portare. Per tutta la vita. Perché la VIOLENZA non si lava con una doccia, non si elimina con una vacanza, non si cancella con una o un milione di parole. Rimane per sempre addosso come una tremenda compagna di vita. C’è solo una possibilità: quella di ottenere giustizia e di poter riprendere in mano la propria vita, libera dall’infamia, dal terrore, da quelle orribili penetrazioni e umiliazioni che ti spaccano corpo e anima.
“Se l’è andata a cercare”.  
E’ la solita terribile violenta litanìa che ascoltiamo ogni volta che accade uno stupro. Ma forse questa volta è peggio. Perché oltre allo stupro subìto, oltre alla litanìa violenta, accade che molti abitanti di Melito Porto Salvo puntino il dito contro la vittima di stupro – una ragazzina – perché è “una che non sa stare al posto suo”. In verità, si teme di parlare contro chi ha agito.
Noi che possiamo fare?
Trovo di rilevante importanza l’iniziativa di D.i.Re Donne in Rete contro la violenza, che riguarda la pubblicazione di un post Facebook che contiene una Lettera aperta alla Ministra Maria Elena Boschi. Nel post si legge:
Ministra Boschi,
vada a Melito Portosalvo più presto che può, nel paese italiano dove una ragazza di 16 anni di un metro e 55 per 40 chili è stata violentata da un branco di nove giovani maschi fin da quando era una bambina di 13.
(…)

Questi orrori succedono dappertutto, non solo a Melito. Qualche anno fa, nel 2007, a Montalto di Castro, c’è stata una vicenda simile e il paese ha difeso gli supratori invece della ragazza stuprata. A Melito la delegittimazione della denuncia non è solo sessuale: c’è chi ha interesse a mentere i cittadini di questo territorio sotto il tallone della criminalità.
Ma se lei va a Melito Portosalvo le cittadine e i cittadini che hanno a cuore la legalità, quelli che sono inorriditi dell’accaduto, che sospettano non si tratti di un caso isolato, avranno il coraggio di uscire di casa per venire ad ascoltarla.
Le attiviste, le associazioni, le femministe, le donne dei Centri Antiviolenza come noi saranno tutte con lei”. Roma, 12 settembre 2016

Io credo che serva anche un’INTERROGAZIONE  PARLAMENTARE, A CURA DI DONNE DELLA POLITICA CHE SENTANO DENTRO LA PANCIA IL DOVERE DI TUTELARE QUESTA BAMBINA.

Quando si è donne, non importa partorire, non importa vivere un #fertilityday.

Quando si è donne si è SEMPRE MADRI:

di se stesse,

delle altre donne,

di ogni donna stuprata,

di ogni bambina di tredici anni abusata e umiliata.

Quella bambina è SOLA. Ed è anche mia figlia, nostra figlia: non possiamo lavarcene le mani.

Quella ragazzina è SOLA. Di fronte a un paese, di fronte a una collettività, di fronte allo Stato. Non ha potere, non ha nulla. Solo se stessa.

Se abbiamo una coscienza, almeno noi, non lasciamo cadere tutto nel silenzio.

________________________________________________________________

VIEWS   128.800

_______________________________________________________________

Mi trovate anche qui, su Facebook:

https://www.facebook.com/barbara.giorgi.16

_______________________________________________________

IL MIO ULTIMO LIBRO, SU TEMI DI GENERE:

EVA E ALTRI SILENZI” (2014): racconti e monologhi di donne su temi impegnati (violenza di genere, molestia sessuale, anoressia, pedofilia…). Il libro è dedicato alla grande e compianta Franca Rame, su autorizzazione della Compagnia teatrale Fo Rame.

Cartaceo:

http://www.mondadoristore.it/Eva-e-altri-silenzi-Barbara-Giorgi/eai978889114200/

Ebook:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/cataloghi-arte/eva-e-altri-silenzi-ebook.html

Annunci

3 commenti su “Sola

  • Rispondi

    Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

    Logo WordPress.com

    Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto Twitter

    Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

    Foto di Facebook

    Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

    Google+ photo

    Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

    Connessione a %s...

    Parti di lui

    Sono un Dugongo spiaggiato.

    PALESTINE FROM MY EYES

    Generating a fearless and humanising narrative on Palestine!

    paroladistrega

    BARBARA GIORGI

    BARBARA GIORGI

    BARBARA GIORGI

    Posto Occupato

    È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza.

    Se Non Ora Quando FACTORY

    Laboratorio di libero pensiero e azione politica

    il ricciocorno schiattoso

    ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

    seiofossifoco

    This WordPress.com site is the cat’s pajamas

    IllustrAutrice

    BARBARA GIORGI

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: