Cara sindaca, la penso

Pubblicato 30/09/2016 da paroladistrega
urbanpost.it

urbanpost.it

PREMESSA.

Non ho mai scritto “premesse” a un mio pezzo. Ma visto che ci sono persone (due) che non l’hanno capito, dichiaro pubblicamente che, pur non essendo grillina, queste parole sono un’ironia contro gli attacchi alla sindaca Raggi. Tradotto ulteriormente: questo pezzo sostiene Virginia Raggi, da donna a donna. Ora è più chiaro? Magari la prossima volta metto degli emoticons con cuoricini e bacini per rendere evidente il mio sostegno a una donna (no, perché mi viene scritto che io non sostengo le donne… io… mah).

_____________________________

Cara sindaca, la penso. La penso davvero e – proprio – non la invidio. Con tutto il rispetto. No, non voto M5S, non sono “grillina”, ma la penso e non la invidio.  Perché ora lei si trova lì,  a fare la prima sindaca  della storia di Roma-città-capitale… e scusi se glielo dico: sono cavoli amari. Ma lo sono stati fin dal primo momento.

Appena eletta, il suo ex marito le ha scritto una letterina da “latte alle ginocchia” che, secondo molte mie amiche femministe, sapeva di messaggio patriarcal-maschilista. E quindi chissà che cosa c’è dietro, chissà perché, chissà percome. Un ex che ribadisce il suo potere: delimita e sottolinea il “territorio di possesso”. Io non l’avevo vista così, la letterina tremenda: ma io sono una femminista ingenua e, a volte, pure romantica.

Poi.

Lei fa entrare suo figlio in luoghi istituzionali per farlo divertire. Ma signora mia non va bene! Perché solo John Kennedy poteva farlo e lui era uno che ha fatto la storia americana, non una sindaca di una città qualunque, leggasi Roma. Ed era uomo: per dire. Quindi, cara sindaca, la prossima volta non porti il bambino in quel luogo santo incontaminato perché i bambini contaminano, si sa (minimo, gli lavi le mani prima di fargli toccare la poltrona sindachesca: non sia mai che abbia mangiato il gelato).

Poi.

Lei – dice la Mussolini – non ha neppure delle belle orecchie: questa cosa di una sindaca senza #orecchieperfette,  misurate secondo i calcoli di Lombroso, proprio non va bene (ora voglio misurare le mie, nel caso decidessi di fare la sindaca, ma non andrei bene comunque perché mi sono fatta fare dei fori per orecchini in #ognidove dal lobo in su, quindi non so se la Mussolini mi autorizzerebbe).

Poi.

Tutto quel casino di nomine di innominabili che, diciamolo, a Roma non si è mai visto. Ma proprio mai. E pure questa cosa che l’assessore al bilancio forse lo farà il Fantasma Formaggino perché tutti se la danno a gambe levate. Signora sindaca, proprio non va perché una volta c’era la fila a chiedere di fare l’assessore e prendevano pure il numero come in farmacia, stando un passo indietro per la privacy che sennò si ascolta tutto quello che dice quello davanti (che tanto uno ascolta lo stesso, ma l’importante è guardare il soffitto e far finta di nulla).

Poi.

Le Olimpiadi, ma non ne parliamo perché tra un po’ viene giù pure Zeus arrabbiato nero e la costringe a usare tutto quel cemento lì (che tanto ce n’è, perché il cemento va bene su tutto, come il nero di sera e il parmigiano sugli spaghetti al ragù). E poi va a finire che Zeus le chiede di costruire un bel ponte di collegamento Piazza Navona-Tempio di Zeus Olimpo ad Atene. Perché agli dei, i ponti di collegamento piacciono tanto.

Poi.

Cara sindaca, ballare no davvero. A Palermo lei che arriva ballando… e non si fa. Lei non può muoversi o anche minimamente ondeggiare. L’ha fatto Michelle Obama, ma Michelle è un’altra storia: Michelle sa pure a memoria le canzoni di Beyoncé, balla il funky. Lei sindaca, mi scusi, ma si vede che non fa neppure zumba. O una fa le cose perbene o niente. Al limite, la prossima volta, provi con la canzone #andiamoacomandare che almeno è alternativa.

Ora, sicuramente mi sfugge qualcosa, ma le ho voluto ricordare solo pochi momenti meravigliosi. A questo punto, mi sorge una domanda marzulliana, così mi do pure la risposta: ma se io fossi al suo posto, cara sindaca, adesso non mi mangerei le mani, i piedi e il tallone d’Achille per aver accettato di fare la #capraespiatoria, ritrovandomi in mezzo a piddì arrabbiati, grillini che mi guardano storto un giorno sì e uno sì,  Zeus che mi lancia anatemi, romani che contano i sacchi della monnezza in attesa del “cambiamento” … and so on?

Sì, mi mangerei pure il tallone d’Achille. Perché cara sindaca qualsiasi cosa lei faccia, mi creda, sarà vista come frutto di inesperienza, imperfezione, vattelapesca qualcosa.

Come se ci fosse un libro magico per fare la sindaca perfetta. Beh. Cara sindaca, io le auguro di poterlo scrivere, un giorno, quel libro. Magari dedicandolo a suo figlio che mangia il gelato, seduto sulla sua poltrona di sindaca, in Campidoglio.

________________________________________________________________

VIEWS   130.321

_______________________________________________________________

Mi trovate anche qui, su Facebook:

https://www.facebook.com/barbara.giorgi.16

_______________________________________________________

IL MIO ULTIMO LIBRO, SU TEMI DI GENERE:

EVA E ALTRI SILENZI” (2014): racconti e monologhi di donne su temi impegnati (violenza di genere, molestia sessuale, anoressia, pedofilia…). Il libro è dedicato alla grande e compianta Franca Rame, su autorizzazione della Compagnia teatrale Fo Rame.

Cartaceo:

http://www.mondadoristore.it/Eva-e-altri-silenzi-Barbara-Giorgi/eai978889114200/

Ebook:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/cataloghi-arte/eva-e-altri-silenzi-ebook.html

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Parti di lui

Sono un Dugongo spiaggiato.

PALESTINE FROM MY EYES

Generating a fearless and humanising narrative on Palestine!

paroladistrega

BARBARA GIORGI

BARBARA GIORGI

BARBARA GIORGI

Posto Occupato

È un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza.

Se Non Ora Quando FACTORY

Laboratorio di libero pensiero e azione politica

il ricciocorno schiattoso

ci sono creature fantastiche, ma è difficile trovarle

seiofossifoco

This WordPress.com site is the cat’s pajamas

IllustrAutrice

BARBARA GIORGI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: