LA SCIARPA ROSA

Pubblicato 18/12/2016 da paroladistrega

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Mercoledì 21 dicembre, ore 17.15, presso la Biblioteca Lodovici, a Carrara (Massa Carrara) avrà luogo l’evento LA SCIARPA ROSA, a cura della vice presidente LILT MASSA CARRARA, Angela Maria Fruzzetti  (e io sarò onorata di poter leggere brani tratti dal suo libro).

Ma cos’è l’iniziativa LA SCIARPA ROSA? Tutto è nato dall’idea di Angela Maria Fruzzetti, giornalista, scrittrice, poetessa e vicepresidente Lilt Massa Carrara. Un’idea  del febbraio 2014, maturata e sviluppata nel tempo: realizzare una lunghissima sciarpa rosa di lana di oltre 3 chilometri (per superare il primato di Pergine, provincia di Trento). Una sciarpa prodotta dal lavoro manuale e collaborativo di tante donne.  Una sciarpa, un filo di unione, un nastro per lottare contro il cancro.

Questa iniziativa ha permesso l’acquisto di un ecografo e l’allestimento di uno studio medico. E la realizzazione del libro-documento LA SCIARPA ROSA, curato dalla stessa Angela Maria Fruzzetti.

Quando Angela parla della sciarpa rosa si percepisce sempre grande emozione, coinvolgimento:  perché dietro quei fili di lana c’è il dolore di tante donne. E allora lascio la parola a lei, ad Angela, che meglio di me può spiegare il valore de LA SCIARPA ROSA.

Qui di seguito riporto un suo pensiero (che trovate anche nel post precedente CIAO WONDY) rivolto a Francesca Del Rosso, detta Wondy, giornalista e scrittrice morta di cancro l’11 dicembre 2016 .

“Cara Wondy, giovane collega, avrai anche tu la tua Sciarpa di lana rosa per proteggerti e amalgamarti nelle maglie avvolgenti di tutte le donne che l’hanno realizzata. Pensa, Wondy, una sciarpa di lana rosa contro il cancro lunga 12 chilometri 619 metri! Una favola! Mi dirai, a che serve? Già, anche mia madre mi disse così. Una sciarpa può guarire il cancro? Ma ti giuro che è una sciarpa speciale! Ha assorbito tutte le tonalità del rosa, le sfumature tenui e calde di questo colore che è nostro, di noi donne. Ce lo hanno attribuito, dalla nascita, e, anche se ci piace poco (noi siamo e vogliamo essere libere e scevre da qualsiasi colore), cerchiamo di farlo valere, motivarlo, dargli un senso. Se tu avessi conosciuto la Sciarpa rosa, sono sicura che l’avresti apprezzata e forse fatto un giro di maglie “a nome di tutte le donne”. Porta con sé tanti nomi, tanti messaggi, tante storie. Nomi di chi ha vinto la battaglia contro il cancro, di chi l’ha persa e di chi ancora sta lottando. E anche tu hai la tua sciarpa, adesso, te la dedico. Ma non perché hai perso, no. Mi verrebbe quasi da piangere ma “Non devo piangere, a nome di tutte le donne – mi piace questa tua frase. Dà forza, speranza, voglia di farcela. Vedi, la Sciarpa rosa simbolicamente è legata ad un’amica, Carla Calevro, e al suo grande sogno: realizzare un ambulatorio per erogare visite gratuite. Carla era presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori di Massa Carrara, e aveva 48 anni quando un cancro se l’è portata via. Cancro, si dice così, vero? C’è chi ha paura a pronunciare questo nome, preferisce chiamarlo “male” o “male cattivo”. No, diceva Carla, bisogna dargli il suo nome: cancro. Sono stata volontaria per tanti anni, poi vice presidente della Lilt, e ho avuto (e mantengo oggi) il coraggio di guidare il lungo cordone della Sciarpa rosa, come una fiaccola accesa. Un cordone avviato a Massa, in centro storico, con poche maglie gettate e poi, via! Un viaggio straordinario che ha toccato la Tunisia, la Francia, l’Inghilterra, la Germania e tutta l’Italia: dalle isole alle Alpi. Un cordone che ha conquistato il cuore di oltre 8.400 donne pronte ad intrecciare quel filo magico di lana che porta con sé il messaggio dell’importanza delle prevenzione oncologica. E noi facciamo prevenzione. I fondi raccolti con questa straordinaria impresa sono serviti infatti per acquistare un ecografo e allestire uno studio medico. Anche quest’anno oltre 130 donne si sono sottoposte ad uno screening gratuito al seno e la Sciarpa Rosa è diventata il SIMBOLO NAZIONALE della prevenzione del tumore femminile. Come vedi, il cancro non ha sconfitto la speranza e la voglia di combattere, di farcela. Forza, ce la faremo, a nome di tutte le donne.”        Angela Maria Fruzzetti

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