Il Martello delle Streghe, 2017 d.C.

Pubblicato 12/01/2017 da paroladistrega

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Iniziamo male questo 2017: Ylenia, di Messina, bruciata dal fuoco sul 13% del corpo, probabilmente dall’ex fidanzato (lei tenta di discolparlo) e  Gessica, di Rimini acidificata dall’ex fidanzato e ora rischia di perdere la vista.

Del resto, sapevamo e sappiamo bene che finché sopravvive (e sopravviverà ancora a lungo) il modello di società patriarcale e misogina, sopravviverà anche la violenza sulle donne.

In genere, lo leggiamo dalla cronaca, l’atto finale di un percorso di violenza accade soprattutto durante o dopo delle rotture di relazioni di coppia (non d’amore... il termine “amore” deve essere proprio evitato-cancellato-abolito in simili situazioni). La violenza, dopo aver compiuto il suo percorso a “cerchio” esplode nell’azione ultima, eclatante: la sopraffazione (tentata o riuscita) della donna.

Per porre in essere l’ultimo atto della tragedia, il carnefice violento si avvale di metodi, strumenti, prodotti che sembrano suggeriti da un attuale, contemporaneo Malleus Maleficarum: “Il  Martello delle Streghe” del XV secolo, scritto da due frati domenicani, che indicava in modo dettagliato i metodi di tortura e morte per le c.d. streghe.

Streghe di ieri. Streghe di oggi.

Le streghe di ieri erano poste sotto accusa da tribunali della Santa Inquisizione e tra un interrogatorio e l’altro si procedeva con l’attuazione di torture “ingegnose”, messe a punto da veri “artisti” della sofferenza. Si poteva scegliere tra una varietà infinita di metodi di supplizio. C’era la tortura della corda, la “regina dei tormenti”: si legavano le mani della vittima dietro la schiena, poi le braccia erano portate in alto e legate a una carrucola. Spesso ai piedi si ponevano dei pesi. E si potevano dare “tratti” (strattoni, colpi) di corda per slogare le spalle. La vittima poteva rimanere così per ore.

Oppure c’era il dissanguamento: le accusate di stregoneria erano sfregiate sul viso e lasciate morire dissanguate, come forma di purificazione. Ma anche e soprattutto il fuoco era l’elemento di purificazione: così ecco l’ordalia del fuoco. 

E dopo le torture, se la vittima sopravviveva, la morte certa era data dal rogo: il fuoco purificatore che cancellava per sempre il corpo peccaminoso della condannata.

E le streghe di oggi? Chi sono le attuali streghe torturate e annientate? Forse non siamo noi femministe del “tremate tremate le streghe son tornate“. Forse sono quelle donne che vogliono riprendersi la propria vita, ottenere di nuovo la propria libertà, uscire da situazioni di costrizione, prigionia, violenza. Donne che dicono “no”. E per questo vengono “punite”.

Certo, il circuito della violenza non si può ridurre a un richiamo storico come quello delle accuse di stregoneria, ma può far riflettere su un piano antropologico. Penso alle ricerche etnografiche di Margaret Murray con la strega “gioiosa”, sessualmente libera, legata alla natura. Quella gioia e quella libertà che vorrebbero anche le moderne streghe.

Ma la gioia di vita e la libertà sono spesso soffocate. Per “punire” le streghe di oggi, c’è un Malleus Maleficarum anche nella nostra realtà contemporanea: non è un volume scritto da due frati domenicani, ma è un terribile codice comportamentale che fa parte del patriarcato più arcaico. Un codice che i violenti applicano come attuali inquisitori-torturatori, depositari di un potere auto-riconosciuto, auto-referenziale.

Questi sono uomini che non possiamo definire “malati”.

Personalmente, li vedo come espressione estrema e massima della società patriarcale: soggetti che rappresentano, esprimono, agiscono la violenza da sempre subita dalle donne. Soggetti che intendono stabilire e stabiliscono regole comportamentali, di pensiero, di sfera d’azione: limiti e delimitazioni, catene e gabbie mentali e fisiche. Soggetti che pretendono e credono di avere potere di vita e di morte sulle donne.

Il loro Malleus prescrive ancora l’aggressione fisica con calci e pugni,  mantiene l’uso di coltelli. Poi aggiunge acido e indica ancora l’uso del fuoco, ma con la benzina. Prodotti e strumenti di tortura e morte più attuali.

Questo è il Malleus Malficarum, 2017 d.C.

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